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Legge 92/2012 — Sezione Sesta Civile

7 provvedimenti

Altri anni per Legge 92/2012

Contratto a Termine: Decadenza Impugnazione, 120 Giorni ma per Ogni Rapporto
Un lavoratore ha contestato una serie di contratti a termine per ottenere un rapporto di lavoro stabile. La Corte d'Appello aveva dichiarato la decadenza impugnazione contratto a termine, ritenendo che il termine decorresse dall'ultimo contratto. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che il termine di 120 giorni per impugnare i contratti a termine si applica alle cessazioni successive al 1° gennaio 2013. Inoltre, ha stabilito che ogni singolo contratto a termine deve essere impugnato separatamente, non bastando la contestazione dell'ultimo per estendere gli effetti ai precedenti. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Contratto di lavoro a progetto nullo senza piano: scatta la sanzione
L'ente previdenziale ha richiesto i contributi non versati a un'azienda di servizi telefonici. L'istituto contestava la stipulazione di accordi privi di un reale piano operativo con diversi operatori. I giudici hanno confermato la nullità degli accordi per totale carenza di un programma specifico. La Suprema Corte ha ribadito che nel contratto di lavoro a progetto la mancata indicazione formale e sostanziale dell'obiettivo comporta la conversione immediata in rapporto subordinato a tempo indeterminato. Il datore di lavoro non ha alcuna facoltà di dimostrare la natura autonoma delle prestazioni svolte. L'azienda ha perso la causa e deve pagare i contributi evasi e le spese legali.
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Ultrattività del rito: rito Fornero e reclamo tardivo
Una lavoratrice ha impugnato il proprio licenziamento per assenza ingiustificata tramite il rito speciale della Legge Fornero. Il Tribunale ha rigettato il ricorso per intervenuta decadenza. La lavoratrice ha quindi presentato reclamo in Corte d'Appello oltre il termine breve di trenta giorni dalla comunicazione della sentenza, sostenendo la validità dei termini ordinari più lunghi poiché la vertenza richiedeva il rito ordinario del lavoro. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile il reclamo per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione applicando il principio dell'ultrattività del rito: se il primo grado si svolge con rito speciale senza mutamento da parte del giudice, tale procedura vincola anche l'impugnazione. La lavoratrice ha perso definitivamente la causa con condanna al raddoppio del contributo unificato.
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Contratto a progetto senza progetto: scatta la conversione
Il Lavoratore, impiegato come massoterapista, ha chiesto la conversione del rapporto di lavoro in subordinato a tempo indeterminato a causa di un contratto a progetto senza progetto specifico. L'Azienda non ha dimostrato l'esistenza di un progetto scritto. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del Lavoratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che la mancanza di un progetto specifico determina la conversione automatica del rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dall'inizio. Questa sanzione non viola la Costituzione, poiché tutela il lavoro dipendente da condotte elusive. Vince il Lavoratore, che ottiene la stabilizzazione e il rimborso delle spese legali.
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Contributi previdenziali INPS: scontro cooperativa-ente rinviato
Una società cooperativa ha proposto ricorso in Cassazione contro l'INPS per contestare un avviso di addebito relativo al pagamento di contributi previdenziali INPS destinati al Fondo di Solidarietà Residuale per gli anni 2016 e 2017. La Corte d'Appello aveva precedentemente confermato il debito della società. La Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di numerosi altri ricorsi identici tra le stesse parti presso la Quarta Sezione, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente nel merito. Con ordinanza interlocutoria, la Corte ha disposto la rimessione della causa alla Quarta Sezione per consentire una trattazione congiunta e una soluzione unitaria della controversia.
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Incompetenza territoriale: giudice tardivo, il processo resta a Palermo
Un lavoratore impugna il licenziamento davanti al Tribunale di Palermo. Il giudice, però, dichiara la propria incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Milano. Il lavoratore si oppone e ricorre in Cassazione. La Suprema Corte gli dà ragione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice non può dichiarare la propria incompetenza territoriale dopo la prima udienza di trattazione. Poiché il rilievo era tardivo, la competenza resta a Palermo. Il lavoratore vince la battaglia procedurale e il processo si svolgerà nella sede da lui scelta.
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Computo Apprendistato Anzianità: Contratto Collettivo Nullo
Un lavoratore si è visto negare il riconoscimento del periodo di apprendistato per il calcolo degli scatti di anzianità, a causa di una clausola del contratto collettivo. La Corte di Cassazione ha confermato la sua vittoria, stabilendo la nullità della clausola contrattuale. Il principio sancito è che il computo apprendistato anzianità è previsto da una norma di legge inderogabile (L. 25/1955) che la contrattazione collettiva non può violare. L'Azienda è stata quindi condannata a ricalcolare la retribuzione del dipendente e a pagare le differenze accumulate. La Corte ha anche respinto l'eccezione di prescrizione sollevata dall'Azienda.
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