Due persone, condannate per detenzione abusiva di armi, hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La loro tesi si basava su un'errata interpretazione delle leggi che si sono succedute nel tempo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo un punto fondamentale: per i reati commessi tra il 2017 e la fine del 2019, si applicano le norme sulla sospensione della prescrizione introdotte dalla legge del 2017, non abrogate retroattivamente dalle riforme successive. Di conseguenza, il tempo per la prescrizione non era maturato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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