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Legge 726/1984

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25 provvedimenti

Part-time misto: quando il contratto è legittimo?
Un lavoratore del settore trasporti ha contestato il suo contratto di part-time misto, attivo solo durante il periodo scolastico, chiedendone la conversione a tempo pieno. Ha lamentato la violazione dei limiti di utilizzo e la mancata applicazione delle tutele previste dal CCNL per altre forme di part-time. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità del contratto. La Corte ha chiarito che il part-time misto combina correttamente elementi orizzontali (orario giornaliero ridotto) e verticali (periodi di inattività), e che le tutele specifiche previste per altri tipi di part-time non possono essere estese in via interpretativa se non espressamente previsto dal contratto collettivo.
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Elemento Riordino Retributivo: spetta al formativo?
Un lavoratore, assunto con un contratto di formazione e successivamente stabilizzato, ha richiesto a un'azienda di trasporti il pagamento dell'Elemento di Riordino Retributivo (ERS). La Corte di Cassazione ha negato tale diritto, stabilendo che l'ERS non è legato all'anzianità di servizio, ma deriva dalla fusione di precedenti voci salariali destinate esclusivamente ai dipendenti già a tempo indeterminato al momento della sua istituzione. La Corte ha chiarito che questa differenziazione, prevista dalla contrattazione collettiva, non costituisce discriminazione.
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Anzianità di servizio: no all’ERS per contratti C.F.L.
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore, assunto inizialmente con un contratto di formazione e lavoro e poi stabilizzato, non ha diritto all'Elemento di Riordino del Sistema retributivo (E.R.S.). La Corte ha chiarito che l'E.R.S. non è un emolumento basato sull'anzianità di servizio, ma una voce retributiva creata per riorganizzare e consolidare premi preesistenti per i soli dipendenti già a tempo indeterminato al momento della sua istituzione. Pertanto, l'esclusione non è discriminatoria e la domanda del lavoratore è stata rigettata, ribaltando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Retribuzione contratti formazione: no a ERS
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni lavoratori di un'azienda di trasporti, inizialmente assunti con contratto di formazione e lavoro. I lavoratori chiedevano il riconoscimento di un particolare emolumento, l'Elemento di Riordino del Sistema Retributivo (ERS), anche dopo la trasformazione del loro contratto a tempo indeterminato. In riforma della decisione d'appello, la Suprema Corte ha stabilito che la mancata corresponsione dell'ERS in questo scenario non è discriminatoria. La motivazione risiede nel fatto che tale elemento non deriva dall'anzianità di servizio, bensì da un processo di riorganizzazione e accorpamento di voci retributive preesistenti destinate solo al personale già in servizio a tempo indeterminato. Di conseguenza, la Corte ha respinto le domande dei lavoratori, chiarendo la natura e l'ambito di applicazione della retribuzione contratti formazione nel contesto di riforme contrattuali collettive.
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Pagamento diretto CIGS: serve una nuova domanda all’INPS?
Una lavoratrice, a cui era stata concessa la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), non ha mai ricevuto il pagamento dal suo datore di lavoro, successivamente fallito. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta di pagamento diretto CIGS da parte dell'INPS, ritenendola improponibile per mancanza di una specifica domanda amministrativa. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la domanda originaria presentata dal datore di lavoro è sufficiente per fondare il diritto del lavoratore a richiedere il pagamento direttamente all'INPS, senza necessità di un nuovo e autonomo iter amministrativo.
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