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Legge 70/2011

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118 provvedimenti

Notifica cartella socio: valida dopo la cancellazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito la piena validità della notifica di una cartella di pagamento al socio di una società di persone, anche dopo che quest'ultima è stata cancellata dal registro delle imprese. Il caso riguarda un socio accomandatario che aveva impugnato la cartella sostenendo l'illegittimità della notifica per mancato rispetto del beneficio di escussione del patrimonio sociale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Fiscale, chiarendo che la cancellazione della società innesca un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni ai soci. La notifica cartella socio è quindi legittima, in quanto la cartella stessa non è un atto esecutivo, ma un atto prodromico che non impedisce al socio di far valere il beneficio di escussione nella successiva fase esecutiva.
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Annotazione Catastale: ICI e ruralità degli immobili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società agricola che chiedeva l'esenzione ICI per un immobile storico. La Corte ha stabilito che, per ottenere il beneficio fiscale, non è sufficiente presentare la domanda di variazione catastale, ma è indispensabile che il procedimento si concluda con la specifica annotazione catastale nei registri. In assenza di tale annotazione, l'immobile non può essere considerato fiscalmente rurale.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le S.U.
Una società di gestione del servizio idrico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che negava il suo diritto di richiedere pagamenti retroattivi, noti come conguagli regolatori, agli utenti. La Corte di Cassazione, rilevando l'esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla materia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha sospeso il giudizio. La decisione finale è stata rinviata in attesa di una pronuncia risolutiva da parte delle Sezioni Unite, chiamate a fare chiarezza sulla legittimità di tali pretese.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le Sezioni Unite
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio tra una società di fornitura idrica e un condominio riguardo la legittimità dei conguagli regolatori. La Corte ha deciso di attendere la pronuncia delle Sezioni Unite, chiamate a risolvere questioni di massima importanza sulla stessa materia, data la rilevanza nomofilattica della questione.
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Esenzione IMU ruralità: conta la data della domanda
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU per il 2013. Il contribuente ha rivendicato l'esenzione per la ruralità degli immobili, nonostante la richiesta di annotazione catastale fosse stata presentata solo nel 2017/2018. La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere l'esenzione IMU ruralità con effetto retroattivo, la domanda doveva essere presentata entro il 30 settembre 2012. Le domande successive, come nel caso in esame, hanno efficacia solo dalla data di presentazione, rendendo dovuto il tributo per il 2013.
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Esenzione ICI fabbricati: Catasto decisivo
Un Comune ha impugnato la decisione di una commissione tributaria che concedeva l'esenzione ICI a due contribuenti per fabbricati con categorie catastali urbane (A/3, C/2, C/6) ma di fatto utilizzati per attività agricola. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che, ai fini dell'esenzione ICI, il dato determinante è l'oggettiva classificazione catastale dell'immobile. Se un fabbricato non è accatastato nelle categorie rurali (A/6 o D/10), è soggetto a imposta, e spetta al contribuente l'onere di impugnare il classamento per ottenerne la modifica.
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Errore di fatto revocatorio: quando non è ammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra errore di valutazione giuridica e l'errore di fatto revocatorio. Il caso riguardava una controversia sull'ICI per immobili rurali. La Corte ha stabilito che un disaccordo sull'interpretazione delle norme e degli atti processuali non costituisce una "svista" materiale idonea a revocare una sentenza passata in giudicato.
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Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto in una causa relativa all'esenzione ICI per fabbricati rurali. La Corte chiarisce che l'errata interpretazione di norme o la valutazione delle argomentazioni delle parti costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, ribadendo i rigidi confini di questo strumento di impugnazione straordinario.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non si tocca
Un contribuente ha chiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto in una causa relativa all'esenzione ICI per immobili rurali. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto è una svista percettiva e non un errore di valutazione giuridica. Il ricorrente è stato condannato per abuso del processo.
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Annotazione ruralità: decisiva per l’esenzione ICI
Un comune ha contestato l'esenzione ICI per l'anno 2007 su immobili registrati come rurali (cat. D/10) solo nel 2012. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per ottenere l'esenzione fiscale retroattiva, la semplice classificazione catastale non è sufficiente. È indispensabile la presenza della specifica "annotazione ruralità" negli atti catastali, un adempimento che il giudice di merito non aveva verificato, portando all'annullamento della sua decisione.
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Conguaglio bollette acqua: limiti alla retroattività
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito i limiti del conguaglio bollette acqua per periodi passati. La sentenza stabilisce che le richieste di adeguamento tariffario sono legittime solo se basate sulle regole in vigore al momento del consumo. Una nuova delibera dell'autorità di settore non può introdurre retroattivamente nuovi criteri di costo, ma può solo consentire la liquidazione di somme già dovute secondo il sistema tariffario precedente, tutelando così l'affidamento degli utenti.
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Conguagli regolatori: Cassazione attende Sezioni Unite
Una società di gestione del servizio idrico ha presentato ricorso in Cassazione dopo che i giudici di merito avevano annullato le sue richieste di pagamento per conguagli regolatori nei confronti di un utente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul caso. La ragione del rinvio è l'attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione identica, al fine di garantire un'interpretazione uniforme della legge in materia di recupero dei costi del servizio idrico.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le S.U.
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso riguardante la legittimità dei conguagli regolatori richiesti da una società di servizi idrici. A seguito del ricorso della società contro la sentenza di merito, che aveva dato ragione agli utenti annullando le bollette retroattive, la Corte ha rilevato la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite. Pertanto, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite per garantire un'interpretazione uniforme della legge in materia di conguagli regolatori.
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Perequazione urbanistica: quando un terreno è tassabile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito la differenza fiscale tra perequazione e compensazione urbanistica. Ha stabilito che un terreno, anche se destinato a verde, diventa tassabile ai fini IMU se inserito in un piano di perequazione urbanistica che gli attribuisce un indice di edificabilità. Questo indice è una qualità intrinseca del suolo, a differenza dei crediti edilizi derivanti da compensazione, che sono separati dal terreno. La Corte ha quindi annullato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva escluso la tassabilità, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Classificazione catastale: è decisiva per l’ICI?
Una società agricola ha contestato un avviso di accertamento ICI per il 2002, sostenendo la natura rurale dei propri immobili, nonostante fossero iscritti in catasto con categorie non rurali (D/8 e C/2). La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'esenzione fiscale, la classificazione catastale formale è l'elemento decisivo. La semplice presentazione di una domanda di rettifica non è sufficiente per ottenere il beneficio fiscale se, nell'anno di imposta di riferimento, l'immobile non risulta ancora censito nelle corrette categorie rurali (A/6 o D/10).
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Ingiunzione fiscale concessionario: legittima la notifica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8039/2019, ha stabilito che un'ingiunzione fiscale emessa da un concessionario privato per la riscossione di multe stradali per conto di un Comune è legittima. Il caso riguardava un cittadino che contestava il potere della società di riscossione di emettere tale atto nel 2011. La Corte ha chiarito che, nonostante la complessità e l'evoluzione delle norme, la legislazione in vigore all'epoca dei fatti (ratione temporis) consentiva ai concessionari di utilizzare lo strumento dell'ingiunzione fiscale, respingendo così il ricorso del cittadino.
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Progressione economica supplenti: sì alla parità
Con la sentenza n. 7658/2019, la Cass. Civ., Sez. Lavoro, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione. Il caso riguardava il diritto alla progressione economica supplenti, negata a un'assistente amministrativa con contratti a termine. La Corte ha preso atto della rinuncia del Ministero, basata sull'ormai consolidato orientamento che vieta la discriminazione retributiva tra personale di ruolo e precario, in linea con la direttiva UE 1999/70/CE.
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Assegno clonato: di chi è la colpa? La sentenza
Una sentenza del Tribunale di Brescia ha stabilito un principio di responsabilità condivisa nel caso di un assegno clonato e incassato fraudolentemente. Il correntista, che aveva inviato una foto del titolo via chat, è stato ritenuto corresponsabile per un terzo del danno a causa della sua negligenza. Le banche, emittente e negoziatrice, sono state condannate in solido per i restanti due terzi per non aver adottato adeguate misure antifrode, nonostante l'utilizzo della procedura digitale CIT (Check Image Truncation). Il truffatore è stato ritenuto responsabile per l'intero importo. La decisione sottolinea l'importanza della prudenza nella gestione dei titoli di credito e gli obblighi di sicurezza a carico degli istituti bancari.
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