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Legge 689/1981 — Anno 2026

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278 provvedimenti

Altri anni per Legge 689/1981

Responsabilità dell’ente: fatto del terzo e notifica
Un comune veniva sanzionato per l'inquinamento delle acque causato dal malfunzionamento del proprio depuratore. In sua difesa, il comune attribuiva la colpa a terzi ignoti che avrebbero sversato illecitamente sostanze nocive nella rete fognaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità dell'ente. Secondo la Corte, l'ente gestore ha un obbligo di sorveglianza ('culpa in vigilando') e deve prevedere tali eventi, soprattutto se già verificatisi in passato. Inoltre, è stata ritenuta valida la notifica dell'infrazione al solo sindaco, in quanto legale rappresentante dell'ente stesso.
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Marcatura CE giocattoli: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la classificazione di un prodotto come giocattolo, e quindi l'obbligo di apporre la marcatura CE giocattoli, dipende non solo dalla sua destinazione d'uso dichiarata, ma anche dal suo 'uso ragionevolmente prevedibile' da parte di un bambino. Nel caso specifico, delle stelle filanti di carta, sebbene potessero essere considerate decorazioni per feste, sono state classificate come giocattoli perché è prevedibile che i bambini le usino per giocare. Di conseguenza, la sanzione per la mancata marcatura CE è stata ritenuta legittima.
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Pene sostitutive: no al diniego paternalistico
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che negava le pene sostitutive a una persona condannata. La decisione è stata criticata perché basata su un approccio paternalistico e su valutazioni psicologiche soggettive, anziché sulla 'discrezionalità tecnica' richiesta dalla legge. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice non può presumere quale sia l'ente migliore per il recupero del condannato, poiché tutti gli enti convenzionati sono ritenuti idonei. La sentenza rafforza il principio della Riforma Cartabia, che favorisce i percorsi alternativi al carcere.
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Appello inammissibile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che riteneva un appello inammissibile perché riproduceva la sentenza di primo grado. Secondo la Corte, se i punti contestati e le critiche sono chiaramente individuabili, l'atto è valido. Il caso riguardava l'opposizione a un'ingiunzione di pagamento per multe stradali, dove la decisione iniziale si fondava su un unico motivo di decadenza, rendendo le critiche nell'appello facilmente identificabili.
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Opposizione a cartella: competenza divisa per giudici
Un'automobilista si oppone a una cartella di pagamento per multe stradali, lamentando la mancata notifica del verbale e l'importo esorbitante. La Corte di Cassazione, decidendo un conflitto di giurisdizione, stabilisce una doppia competenza: per la mancata notifica del verbale, è competente il Giudice di Pace del luogo della violazione (Roma); per contestare l'esecuzione, è competente il Giudice di Pace del luogo di residenza del debitore (Cuneo). La sentenza chiarisce la netta distinzione tra opposizione recuperatoria e opposizione all'esecuzione, imponendo la riassunzione di due cause separate.
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Sospensione patente: la Cassazione sul cumulo sanzioni
Un automobilista ricorre contro la sanzione della sospensione patente di due anni e sei mesi per fuga e omissione di soccorso. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che in caso di più violazioni, le durate delle sanzioni accessorie si sommano. La sanzione applicata era inoltre inferiore alla media edittale complessiva, non richiedendo una motivazione specifica da parte del giudice.
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Amministratori non esecutivi: la responsabilità
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità degli amministratori non esecutivi per carenze nel governo societario di un istituto di credito. La sentenza conferma che il loro ruolo non è meramente passivo, ma richiede un dovere di agire informato e di attivarsi di fronte a segnali di allarme. Viene inoltre esclusa la violazione del principio del 'ne bis in idem' per sanzioni emesse da diverse autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob) e l'applicazione del 'favor rei' alle sanzioni amministrative, soggette invece al principio del 'tempus regit actum'.
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Responsabilità amministratore: Cassazione conferma sanzione
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione di 45.000 euro a un'amministratrice di una società di intermediazione mobiliare, chiarendo la sua responsabilità amministratore per gravi carenze organizzative e di controllo. La Corte ha stabilito che la condotta illecita di un altro consigliere non esime gli altri amministratori dai loro doveri di vigilanza. È stato inoltre ribadito il principio della presunzione di colpa, secondo cui spetta all'amministratore sanzionato dimostrare di aver agito senza colpevolezza.
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Prove nuove in appello: quando sono ammesse nel rito lavoro
Un'azienda si oppone a un'ordinanza ingiunzione per violazioni in materia di lavoro. Dopo una vittoria in primo grado, in cui l'Ispettorato del Lavoro era assente, la Corte d'Appello ribalta la decisione ammettendo documenti prodotti dall'ente. La Cassazione rigetta il ricorso del datore di lavoro, chiarendo le regole sulle prove nuove in appello e i poteri difensivi della parte precedentemente contumace, specialmente nel rito del lavoro.
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Contratti a progetto: quando è un lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che riqualificavano 53 contratti a progetto in rapporti di lavoro subordinato. Il caso riguardava una società di formazione i cui 'progetti' per i docenti coincidevano interamente con l'attività ordinaria dell'azienda, mancando della specificità richiesta dalla legge. La Corte ha ribadito che un progetto deve essere distinto e autonomo rispetto al ciclo produttivo aziendale, altrimenti si configura un abuso dello strumento contrattuale.
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Ordine di demolizione: non è pena, non si prescrive
La Corte di Cassazione affronta il caso di un ordine di demolizione per un immobile abusivo, contestato dagli eredi del responsabile. La Corte chiarisce che l'ordine di demolizione non è una sanzione penale, ma una misura amministrativa ripristinatoria. Di conseguenza, non è soggetto a prescrizione e si trasmette a chiunque abbia la disponibilità del bene, inclusi gli eredi. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la maggior parte dei ricorrenti, confermando la validità dell'ordine.
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Giurisdizione sanzioni biocarburanti: decide il giudice ordinario
Le Sezioni Unite della Cassazione risolvono un conflitto di giurisdizione. Le controversie relative a sanzioni per mancato rispetto delle quote di immissione in consumo di biocarburanti rientrano nella competenza del giudice ordinario. L'ordinanza chiarisce che la materia non attiene alla 'produzione di energia', escludendo la giurisdizione sanzioni biocarburanti dal novero delle competenze esclusive del giudice amministrativo.
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Pena sostitutiva violenza sessuale: sì con attenuante
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pena detentiva per il reato di violenza sessuale può essere sostituita con lavori di pubblica utilità se viene riconosciuta la circostanza attenuante della minore gravità del fatto (art. 609-bis, comma 3, c.p.). La Corte ha respinto il ricorso del Procuratore Generale, il quale sosteneva l'esistenza di un divieto assoluto alla sostituzione della pena per questo tipo di reato. La decisione chiarisce che l'applicazione di tale attenuante rende inoperante il regime ostativo che normalmente preclude l'accesso a pene alternative, consentendo così la pena sostitutiva.
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Circolazione stradale: la guida con patente sospesa
Un automobilista con patente sospesa sposta il proprio veicolo per pochi metri, asserendo di aver agito su ordine di agenti. La Corte di Cassazione conferma la sanzione, chiarendo che qualsiasi spostamento del veicolo tramite motore costituisce circolazione stradale, indipendentemente dalla distanza percorsa o dalla finalità. L'eventuale ordine illegittimo non scusa la condotta.
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Liberazione anticipata pena sostitutiva: chi decide?
La Cassazione risolve un conflitto di competenza sulla liberazione anticipata per pena sostitutiva. Chiarisce che, anche per i lavori di pubblica utilità, la decisione spetta al Magistrato di Sorveglianza, non al Giudice dell'Esecuzione. La Corte ha basato la sua decisione su un'interpretazione letterale delle norme, confermando un orientamento consolidato.
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False dichiarazioni RDC: la Cassazione è inflessibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per false dichiarazioni RDC. Aveva omesso di dichiarare la proprietà e l'uso di due imbarcazioni di lusso. Per i giudici, l'ignoranza della legge non scusa e il ricorso era in parte privo di legittimazione ad agire.
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Ricorso inammissibile: motivi reiterativi e infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per commercio di prodotti contraffatti. I motivi del ricorso, relativi al dolo, alla particolare tenuità del fatto e alla conversione della pena, sono stati giudicati meramente reiterativi di doglianze già respinte in appello e manifestamente infondati, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Pene sostitutive reati ostativi: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento in cui la pena per rapina aggravata era stata sostituita con lavori di pubblica utilità. Secondo la Corte, tale sostituzione costituisce una pena illegale, poiché la Riforma Cartabia esclude espressamente i cosiddetti reati ostativi, come la rapina aggravata, dalla possibilità di beneficiare delle pene sostitutive. Di conseguenza, il procedimento deve tornare al giudice di primo grado.
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