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Legge 333/1992

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41 provvedimenti

Aggiornamento ISTAT: richiesta scritta e locazione
La Corte di Cassazione chiarisce che per i contratti di locazione stipulati prima della legge 431/1998, la richiesta scritta annuale per l'aggiornamento ISTAT del canone rimane un requisito fondamentale. Il pagamento spontaneo da parte del conduttore non sana l'omissione della richiesta da parte del locatore. La Corte ha rigettato sia il ricorso del proprietario, che contestava la necessità della richiesta, sia quello degli inquilini, relativo ad altre questioni, confermando la decisione della Corte d'Appello e compensando le spese per soccombenza reciproca.
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Occupazione usurpativa: cessazione della materia del contendere
Un ente pubblico, dopo essere stato condannato per occupazione usurpativa di un terreno privato, ha formalmente acquisito l'area durante il giudizio in Cassazione. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ma ha condannato l'ente al pagamento delle spese legali applicando il principio della soccombenza virtuale, ritenendo infondati i suoi motivi di ricorso.
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Revisione prezzi appalti pubblici: la data decisiva
Un'impresa appaltatrice ha richiesto la revisione dei prezzi per un contratto di lavori pubblici. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, confermando che il divieto di revisione prezzi appalti pubblici, introdotto da una legge del 1993, era applicabile al caso. Il fattore determinante è stato che l'aggiudicazione definitiva del contratto è avvenuta dopo l'entrata in vigore della nuova legge, rendendo irrilevante che l'offerta iniziale fosse stata presentata nel 1990, sotto il regime normativo precedente.
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Indennità di esproprio: incostituzionalità vince
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18678/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di indennità di esproprio. Ha chiarito che una dichiarazione di incostituzionalità di una norma sul calcolo del risarcimento prevale su un precedente giudicato formatosi sulla base di quella stessa norma. Di conseguenza, l'indennità deve essere calcolata sul valore venale pieno del bene e rivalutata fino alla decisione finale, senza alcuna riduzione.
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Risarcimento occupazione illegittima: guida completa
In un caso di occupazione di un terreno privato da parte di un Comune per la costruzione di scuole, avvenuta decenni fa senza un decreto di esproprio, la Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi. Il risarcimento per l'occupazione illegittima deve essere calcolato in base al pieno valore di mercato del bene, disapplicando norme riduttive dichiarate incostituzionali. Inoltre, la Corte ha riconosciuto il diritto dei proprietari a ricevere un'indennità separata per il periodo iniziale di occupazione legittima, prima che questa diventasse illecita. La sentenza ha cassato la decisione d'appello e rinviato il caso per una nuova determinazione del danno.
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Indennità di mensa TFR: quando va calcolata?
La Cassazione chiarisce che l'indennità di mensa TFR non rientra nel calcolo del trattamento di fine rapporto, a meno che un contratto collettivo non lo preveda espressamente. La sua natura non è intrinsecamente retributiva. La Corte ha cassato la decisione d'appello che l'aveva inclusa per la sua erogazione continuativa, rinviando per un nuovo esame basato sulla normativa contrattuale.
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Indennità di mensa TFR: la Cassazione chiarisce
Un ospedale ha contestato una sentenza che includeva l'indennità di mensa nel calcolo del TFR di una ex dipendente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ospedale, stabilendo che l'indennità di mensa TFR è un binomio generalmente non valido. Secondo la Corte, questa indennità è per legge esclusa dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto, a meno che un contratto collettivo non preveda esplicitamente il contrario. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Calcolo TFR: la Cassazione sulle voci retributive
La Corte di Cassazione interviene sul corretto calcolo del TFR di una ex dipendente ospedaliera. La Corte ha annullato la decisione d'appello per errori di calcolo sul TFR ante-1982 e sull'applicazione delle norme transitorie relative all'indennità di contingenza. È stato inoltre stabilito che l'indennità di mensa può avere natura retributiva e rientrare nel TFR se il contratto collettivo prevede un'indennità sostitutiva in denaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Indennità di esproprio: criteri speciali per sisma
La Corte di Cassazione ha stabilito che per calcolare l'indennità di esproprio relativa a opere di ricostruzione post-sismica, si deve applicare un criterio riduttivo speciale previsto da una legge del 1981, e non il generale valore di mercato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile il motivo di gravame del consorzio costruttore, ritenendolo invece specifico e fondato. La decisione chiarisce che criteri di indennizzo inferiori al valore di mercato sono legittimi in presenza di obiettivi di utilità pubblica, come le misure di riforma economica o giustizia sociale.
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Adesione acritica alla CTU: Cassazione annulla sentenza
In una lunga vicenda di espropriazione, la Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per adesione acritica alla CTU. I giudici hanno chiarito che, di fronte a critiche specifiche e circostanziate mosse dalle parti alla perizia tecnica, il giudice di merito non può limitarsi a recepirne le conclusioni senza fornire una motivazione puntuale che confuti i rilievi sollevati. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Retribuzione di risultato: le quote storiche reali
Una controversia sulla corretta determinazione della retribuzione di risultato per dirigenti non medici di un'Azienda Sanitaria Locale giunge in Cassazione. I giudici di merito avevano applicato il concetto di "fondo virtuale", ma la Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo che il calcolo delle "quote storiche" deve basarsi sugli importi reali definiti da accordi regionali e leggi di contenimento della spesa precedenti alla contrattualizzazione, accogliendo il ricorso dell'Azienda.
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Retribuzione di Risultato Dirigenti: il ruolo degli accordi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1222/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul calcolo della retribuzione di risultato dirigenti non medici del SSN. La Corte ha cassato la decisione di merito che escludeva la rilevanza della contrattazione decentrata regionale, affermando che per determinare le "quote storiche" del fondo è necessario fare riferimento agli accordi regionali vigenti prima del nuovo sistema contrattuale, al fine di garantire il contenimento della spesa pubblica.
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Indennità di mensa TFR: quando è esclusa dal calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di mensa è esclusa dalla base di calcolo del TFR, a meno che non sia diversamente previsto da un contratto collettivo. In un caso riguardante un dipendente di un ospedale, la Corte ha chiarito che la legge del 1992, che esclude tale indennità dalla retribuzione, ha valore retroattivo e si applica indipendentemente dalla fornitura effettiva del servizio mensa. Di conseguenza, l'inclusione dell'indennità di mensa TFR nel computo è legittima solo in presenza di una specifica volontà collettiva.
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Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31719/2024, ha stabilito che l'indennità di mensa non rientra automaticamente nella base di calcolo del TFR. In un caso tra una struttura sanitaria e un suo ex dipendente, la Corte ha chiarito che tale indennità ha natura assistenziale e non retributiva, a meno che i contratti collettivi non dispongano diversamente. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che l'aveva inclusa, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione decide
Una lavoratrice del settore sanitario ha contestato il calcolo del suo TFR, sostenendo la mancata inclusione di diverse voci retributive, tra cui l'indennità di mensa. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che la natura retributiva dell'indennità di mensa, e quindi la sua inclusione nel TFR, dipende dalla contrattazione collettiva applicabile nel tempo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando il caso per un nuovo calcolo che tenga conto di questo principio, sottolineando l'importanza di verificare gli accordi sindacali vigenti prima delle riforme legislative.
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Conguaglio espropriazione: quando scatta la prescrizione?
Un cittadino aveva acquistato un terreno da un Comune con una clausola che prevedeva il rimborso di futuri maggiori oneri di esproprio. Quando il Comune, anni dopo, ha richiesto il pagamento del conguaglio espropriazione, il cittadino ha eccepito la prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione per la richiesta di rimborso del Comune non decorre dalla data in cui vengono stabiliti i criteri di indennizzo, ma dal momento in cui il Comune ha effettivamente pagato le somme ai proprietari originari, poiché solo allora il suo diritto di rivalsa diventa esigibile.
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Indennità di mensa nel TFR: quando va calcolata?
Una dipendente ospedaliera ha citato in giudizio il suo ex datore di lavoro per un ricalcolo del TFR, sostenendo la mancata inclusione di varie indennità. Dopo due sentenze favorevoli alla lavoratrice, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'ospedale. Pur confermando la legittimità di una richiesta di ricalcolo onnicomprensiva, ha stabilito un principio chiave sull'indennità di mensa: la sua inclusione nel TFR non è automatica. È necessario verificare se la contrattazione collettiva preveda un'indennità sostitutiva per chi non usa il servizio, poiché solo in tal caso essa assume natura retributiva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per questa specifica verifica.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione piattaforme offshore ai fini IMU per l'anno 2016. La sentenza rigetta il ricorso di una società energetica, ribadendo che le piattaforme situate nel mare territoriale sono soggette al potere impositivo del Comune costiero. La Corte ha chiarito che, anche in assenza di rendita catastale, l'imposta si calcola sui valori contabili e che le esenzioni per gli 'imbullonati' non si applicano a beni non ancora censiti.
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Tassazione piattaforme offshore: la Cassazione conferma
Una società energetica ha impugnato un avviso di accertamento per IMU e TASI relativo a una piattaforma offshore, sostenendo la mancanza di potestà impositiva del Comune sul mare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della tassazione delle piattaforme offshore. La Corte ha stabilito che la sovranità dello Stato si estende al mare territoriale e con essa la potestà impositiva dei comuni costieri. Per gli immobili non iscritti al catasto, come la piattaforma, è corretto utilizzare il criterio contabile per determinare la base imponibile.
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Revisione prezzi appalti: quando decide il giudice?
Una società costruttrice ha citato in giudizio un ente pubblico per ottenere il pagamento di somme relative a un contratto d'appalto, inclusa una richiesta di revisione prezzi. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla giurisdizione: una volta che la Pubblica Amministrazione ha riconosciuto, anche implicitamente, il diritto alla revisione prezzi, ogni successiva controversia sulla quantificazione di tale compenso (incluso il calcolo e la data di decorrenza) spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo, poiché si tratta di un diritto soggettivo e non più di un interesse legittimo.
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