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Legge 302/1990

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28 provvedimenti

Esenzione IRPEF vittime del dovere: via libera a tutte le pensioni
Una contribuente, familiare superstite di una vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF sulla sua pensione di reversibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IRPEF vittime del dovere ha natura soggettiva, legata allo status della persona, e si applica a tutti i trattamenti pensionistici percepiti dal beneficiario, non solo a quelli direttamente connessi all'evento lesivo. La Corte ha quindi respinto i ricorsi dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS, confermando il diritto al beneficio fiscale in modo estensivo.
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Esenzione IRPEF vittime del dovere: la decorrenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5038/2025, ha stabilito che l'esenzione IRPEF per le vittime del dovere decorre dal momento in cui maturano i presupposti di legge, non dalla data del decreto amministrativo di riconoscimento. La Corte ha chiarito che tale provvedimento ha natura meramente dichiarativa (ricognitiva) e non costitutiva, confermando un diritto preesistente. Pertanto, il contribuente ha diritto al rimborso delle imposte versate anche per il periodo antecedente al riconoscimento formale, poiché i ritardi della Pubblica Amministrazione non possono pregiudicare i suoi diritti.
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Estraneità ambienti malavitosi: requisito per le vittime
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei familiari di un soggetto deceduto, i quali richiedevano l'accesso al Fondo di solidarietà per le vittime di mafia. La Corte ha stabilito che il requisito dell'estraneità ad ambienti malavitosi non è una novità introdotta nel 2016, ma una condizione immanente e originaria della normativa. Lo scopo della legge è sostenere le vere vittime, non soggetti coinvolti in contesti criminali, pertanto la domanda è stata respinta poiché il congiunto risultava inserito in tali ambienti.
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Vittime del dovere: interessi e rivalutazione cumulabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16197/2025, ha stabilito un importante principio in materia di benefici per le vittime del dovere. Ha rigettato il ricorso del Ministero della Difesa, confermando che la rivalutazione annuale degli assegni e gli interessi legali per tardivo pagamento sono due istituti distinti e cumulabili. Il primo adegua il valore del beneficio all'inflazione, mentre i secondi risarciscono il danno da ritardo. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso per violazione del principio di autosufficienza.
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Benefici vittime mafia: contano i legami familiari?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare i benefici previsti per le vittime di mafia ai familiari di una persona uccisa per errore dalla criminalità organizzata. La motivazione si fonda sui legami di parentela dei richiedenti con soggetti gravati da precedenti penali, ritenuti sufficienti a far dubitare della loro totale estraneità ad ambienti delinquenziali, come richiesto dalla legge per l'erogazione dei benefici vittime mafia.
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Esenzione fiscale vittime dovere: non retroattiva
Un contribuente, riconosciuto come "vittima del dovere", ha richiesto il rimborso IRPEF per gli anni 2013-2016. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione fiscale vittime del dovere, introdotta dalla Legge n. 232/2016, si applica esclusivamente a partire dal 1° gennaio 2017 e non può essere applicata retroattivamente agli anni d'imposta precedenti.
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Vittime di mafia: estraneità ai clan requisito fisso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19585/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo ai benefici per le vittime di mafia. A seguito dell'omicidio di un uomo, i figli avevano richiesto i benefici previsti dalla legge. Mentre la Corte d'Appello li aveva concessi ritenendo sufficiente l'estraneità ai clan al momento del fatto, la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che l'estraneità agli ambienti criminali non è una condizione momentanea, ma un requisito costitutivo e permanente che deve sussistere al momento della concessione del beneficio e perdurare nel tempo, in linea con lo scopo della legge di sostenere le vere vittime e contrastare la criminalità organizzata.
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Benefici vittime mafia: parentela non esclude diritti
Una donna, madre di una vittima innocente di mafia, si è vista negare i benefici economici previsti dalla legge a causa di legami di parentela con persone aventi precedenti penali. Il Tribunale di Napoli ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la richiesta di 'estraneità ad ambienti delinquenziali' è soddisfatta se la persona dimostra di aver interrotto ogni rapporto con tali familiari, soprattutto da lungo tempo e per gravi motivi. La decisione annulla il provvedimento di diniego del Ministero e ne impone una nuova valutazione, valorizzando la dissociazione effettiva rispetto ai meri legami formali.
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