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Legge 296/2006

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1047 provvedimenti

Contributi cassa professionale: obbligo per dipendenti?
Un geometra, lavoratore dipendente, si è opposto alla richiesta di pagamento di contributi minimi da parte della sua cassa professionale, sostenendo di essere già coperto da altra previdenza. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale e la complessità della questione sulla doppia imposizione contributiva per la medesima attività, ha rinviato il caso alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. Il caso è cruciale per definire l'obbligo di versamento dei contributi cassa professionale per i professionisti impiegati.
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Calcolo pensione pro rata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8021/2019, ha affrontato il caso di un professionista e della sua cassa previdenziale riguardo al calcolo della pensione di anzianità maturata nel 2006. La Corte ha stabilito un importante principio: per le anzianità maturate prima del 1° gennaio 2007, si applica il principio del calcolo pensione pro rata, preservando le regole più favorevoli vigenti fino a quella data. Tuttavia, ha ritenuto legittima l'applicazione di un "coefficiente di neutralizzazione" che riduce l'importo per chi continua l'attività professionale, considerandolo uno strumento per garantire l'equilibrio finanziario della cassa non soggetto al principio del pro rata.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata su una pensione già liquidata. La sentenza stabilisce che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento della cassa. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme trattenute, con interessi, applicando la prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, stabilendo l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato su una pensione già erogata. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale specifica che non può essere surrogata dall'autonomia gestionale della Cassa. Di conseguenza, l'ente è stato condannato a restituire le somme indebitamente trattenute, con prescrizione decennale e interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per i fondi
La Corte d'Appello ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privatizzato sulla pensione di un suo iscritto. Ribadendo un principio consolidato della Corte di Cassazione, i giudici hanno stabilito che tali enti non hanno il potere di introdurre prelievi forzosi su trattamenti pensionistici già liquidati. La decisione ha comportato la condanna dell'ente alla restituzione delle somme trattenute, con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo, e ha confermato la prescrizione ordinaria decennale per il diritto al rimborso.
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Legittimazione passiva: chi paga i rimborsi sanitari?
Una struttura sanitaria ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per rimborsi indebitamente decurtati. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, stabilendo che la struttura non ha provato la legittimazione passiva dell'ASL. Secondo la Corte, spettava alla struttura dimostrare, tramite una delibera regionale, che l'ASL fosse l'ente effettivamente incaricato dei pagamenti, e non la Regione. La mancata prova ha reso la domanda inammissibile.
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Decadenza pensione: i limiti al diritto agli arretrati
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, originariamente gestita da un fondo speciale. La questione centrale è stata l'applicazione della decadenza pensione triennale agli arretrati. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza si applica, ma solo per i ratei maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, ha confermato il diritto del pensionato alla riliquidazione, limitando però la corresponsione degli arretrati secondo il principio della decadenza, e ha compensato le spese legali tra le parti.
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