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Legge 289/2002 — Sezione Lavoro Civile

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74 provvedimenti

Altri anni per Legge 289/2002

Rinuncia al ricorso: l’estinzione del giudizio
Una società aveva presentato ricorso in Cassazione contro l'INPS per ottenere la restituzione di contributi versati, dopo che le corti di merito avevano respinto la domanda per intervenuta decadenza. Tuttavia, alla luce di una nuova giurisprudenza sfavorevole, la società ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti data la novità della questione al momento della proposizione del ricorso.
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Adeguamento borsa di studio: il giudicato è decisivo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un gruppo di medici specializzandi relativo alla quantificazione dell'adeguamento della borsa di studio. La Corte ha stabilito che la quantificazione degli importi deve rispettare i criteri fissati da una precedente sentenza passata in giudicato, che aveva escluso gli incrementi maturati prima del 1994. La decisione sottolinea l'intangibilità del giudicato, che non può essere rimesso in discussione in una fase successiva del processo.
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Ritenute fiscali: a chi spetta il rimborso?
Una società editrice ha applicato un condono fiscale, previsto per le zone colpite da un sisma, versando solo il 10% delle ritenute fiscali operate sulle buste paga dei dipendenti. I lavoratori hanno chiesto la restituzione del restante 90%, sostenendo che tale somma fosse parte della loro retribuzione. La Corte di Cassazione ha dato loro ragione, stabilendo che il datore di lavoro, in qualità di sostituto d'imposta, non può trattenere per sé somme che, pur prelevate dalla retribuzione, non sono state versate all'erario a causa del condono. Il diritto alla restituzione sorge con il perfezionamento del condono e l'azione va proposta contro il datore di lavoro davanti al giudice del lavoro.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un ex dipendente che contestava il calcolo della sua pensione. La decisione si fonda sulla mancata specificità dei motivi di appello e sulla tardiva introduzione di nuove domande, ribadendo l'importanza del rispetto delle regole procedurali, come il principio di autosufficienza e il divieto di 'mutatio libelli'.
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Contributi lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi per i lavoratori dello spettacolo sussiste anche per prestazioni occasionali e non esclusive. L'ordinanza chiarisce che l'appartenenza a una delle categorie professionali previste dalla legge è il fattore determinante. Inoltre, ha confermato che l'esenzione contributiva per i compensi legati ai diritti d'immagine è limitata a una quota forfettaria del 40% del totale percepito, respingendo la richiesta di un'esclusione totale dalla base imponibile. Il ricorso di una società di management artistico contro l'ente previdenziale è stato quindi rigettato.
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Scorrimento graduatoria: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la questione della giurisdizione in materia di scorrimento graduatoria nel pubblico impiego. Il caso riguardava alcuni candidati risultati idonei in un concorso pubblico che, anziché essere assunti, vedevano l'ente locale indire nuove procedure selettive interne. La Suprema Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo, e non a quello ordinario, quando la pretesa all'assunzione non si basa su un semplice diritto allo scorrimento, ma consegue alla contestazione delle scelte discrezionali e di macro-organizzazione della Pubblica Amministrazione, come l'indizione di nuovi concorsi. Tale contestazione investe l'esercizio del potere pubblico, tutelando una posizione di interesse legittimo.
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Calcolo pensione pro rata: la clausola di salvaguardia
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo pensione pro rata per un dirigente transitato da un fondo speciale soppresso a quello generale. La Corte ha stabilito che la 'clausola di salvaguardia', che garantisce un trattamento non inferiore a quello dell'assicurazione generale, deve essere applicata. Tuttavia, ha corretto il criterio di calcolo della retribuzione pensionabile, indicando che si deve fare riferimento alle ultime 520 settimane di contribuzione e non alle 260, accogliendo parzialmente il ricorso dell'ente previdenziale.
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Adeguamento borse specializzandi: La Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto l'adeguamento delle borse di studio percepite tra il 1995 e il 2007, sia per l'inflazione che per l'evoluzione contrattuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il blocco degli adeguamenti, disposto da varie leggi in quel periodo, era legittimo e non violava le direttive europee sulla remunerazione. La Corte ha stabilito che non sussiste il diritto all'aumento delle borse di studio per gli anni in questione.
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Compenso medici: quando la riduzione è legittima?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di alcuni medici di assistenza primaria a cui era stato ridotto il compenso forfettario per la medicina di gruppo. La riduzione, da 7 a 5 euro per assistito, era scattata per il superamento del plafond di spesa regionale del 12% previsto dall'Accordo Collettivo Nazionale. La Corte ha ritenuto legittima la riduzione automatica al superamento del tetto, respingendo la tesi dei medici secondo cui il controllo dovesse avvenire solo al momento dell'entrata in vigore dell'accordo. Tuttavia, ha accolto il motivo di ricorso relativo alla mancata valutazione, da parte della Corte d'Appello, del meccanismo di compensazione tra diverse voci di spesa, cassando la sentenza con rinvio su questo specifico punto.
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Compenso medicina di gruppo: chi prova il tetto spesa?
Due medici convenzionati hanno citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per la riduzione del loro compenso per la medicina di gruppo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova: se l'ASL riduce il compenso a causa del superamento di un tetto di spesa, spetta alla stessa ASL dimostrare non solo il superamento, ma anche l'impossibilità di compensare tale maggiore spesa con risparmi su altre voci di bilancio, come previsto dall'Accordo Collettivo Nazionale. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
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Compenso medicina di gruppo: decide la Cassazione
Un gruppo di medici ha contestato la riduzione del proprio compenso forfettario per la medicina di gruppo da 7 a 5 euro per assistito, applicata da un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) a seguito del superamento di un tetto di spesa (plafond). La Corte di Cassazione ha confermato che la riduzione opera automaticamente al superamento del plafond, ma ha accolto il ricorso dei medici su un punto cruciale: l'onere della prova. Ha stabilito che spetta all'ASL, e non ai medici, dimostrare l'indisponibilità di fondi derivanti dalla sottoutilizzazione di altri servizi, previsti da un meccanismo di compensazione, che avrebbero potuto reintegrare il compenso medicina di gruppo. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Contributi integrativi: stop ai pagamenti e diritto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale che negava il calcolo dei contributi integrativi a un lavoratore del settore gas a causa di una temporanea interruzione dei versamenti. La Corte ha stabilito che una singola interruzione non costituisce una rinuncia al diritto, specialmente quando il lavoratore aveva già maturato i requisiti per la pensione in regime di salvaguardia. Il ricorso dell'ente è stato giudicato generico e non in grado di contestare le precise motivazioni della corte d'appello.
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Contributi istruttori sportivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso dei contributi previdenziali per gli istruttori di una società sportiva dilettantistica. L'ordinanza chiarisce che l'esenzione dall'obbligo contributivo non è automatica ma richiede una verifica concreta della natura non professionale dell'attività svolta dall'istruttore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva concesso l'esenzione senza questo accertamento, rinviando la causa per una nuova valutazione dei fatti.
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Calcolo pensione pro rata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8021/2019, ha affrontato il caso di un professionista e della sua cassa previdenziale riguardo al calcolo della pensione di anzianità maturata nel 2006. La Corte ha stabilito un importante principio: per le anzianità maturate prima del 1° gennaio 2007, si applica il principio del calcolo pensione pro rata, preservando le regole più favorevoli vigenti fino a quella data. Tuttavia, ha ritenuto legittima l'applicazione di un "coefficiente di neutralizzazione" che riduce l'importo per chi continua l'attività professionale, considerandolo uno strumento per garantire l'equilibrio finanziario della cassa non soggetto al principio del pro rata.
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