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Legge 289/2002

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671 provvedimenti

Agevolazioni fiscali ASD: no al favor rei retroattivo
Un'associazione sportiva dilettantistica si è vista revocare le agevolazioni fiscali per non aver fornito la documentazione contabile e provato la tracciabilità dei versamenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la perdita delle agevolazioni fiscali ASD non è una sanzione. Di conseguenza, il principio del 'favor rei' non si applica e la successiva abrogazione dell'obbligo di tracciabilità non può avere efficacia retroattiva. La Corte ha così confermato la legittimità della ripresa fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Anzianità di servizio: vale il contratto formazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio, il periodo svolto con un contratto di formazione e lavoro deve essere sempre computato. Di conseguenza, è illegittima l'esclusione di due lavoratori da una procedura di progressione di carriera basata unicamente sulla data formale di trasformazione del loro contratto a tempo indeterminato. La Corte ha ribadito che la sostanza del rapporto di lavoro e la continuità del servizio prevalgono sulla data di conversione del contratto, garantendo così la corretta valutazione dell'anzianità di servizio.
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Onere della prova SSD: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13347/2024, ha stabilito un principio chiave in materia fiscale per le Società Sportive Dilettantistiche. L'onere della prova SSD per dimostrare la sussistenza dei requisiti sostanziali, e non solo formali, per beneficiare delle agevolazioni fiscali spetta al contribuente e non all'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente invertito tale onere.
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Remunerazione medici specializzandi: no a ricalcoli
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1991 e il 2006, ha richiesto un adeguamento della loro remunerazione, sostenendo una non corretta applicazione delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la normativa italiana dell'epoca (D.Lgs. 257/1991) era conforme al diritto UE. La Corte ha stabilito che le normative successive, più favorevoli, non sono retroattive e che i meccanismi di adeguamento economico erano stati legittimamente sospesi dal legislatore per ragioni di finanza pubblica.
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Contributi pubblici tassazione: quando sono esenti?
Un'azienda ha ricevuto contributi pubblici per la ricostruzione post-terremoto deliberati nel 1991, prima dell'introduzione dell'IRAP. L'Agenzia delle Entrate ha tentato di tassarli nel 2005, anno di un pagamento finale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione dei contributi pubblici segue il principio di competenza economica: il diritto è sorto nel 1991, rendendo le somme non soggette a IRAP. La Corte ha però annullato la sentenza per un vizio procedurale su altri rilievi fiscali (IVA/IRES), rinviando il caso al giudice d'appello per una nuova valutazione su quel punto specifico.
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Contributo statale: quando è tassabile? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9677/2024, ha stabilito che un contributo statale concesso per la ricostruzione post-sisma deve essere tassato secondo il principio di competenza, ovvero nell'anno in cui il diritto è stato acquisito (1991), e non negli anni in cui sono state erogate le ultime rate. La Corte ha chiarito che le condizioni per la revoca del contributo hanno natura di condizione risolutiva e non sospensiva, rendendo il contributo parte del patrimonio aziendale fin dalla sua concessione. Di conseguenza, non essendo all'epoca soggetto a tassazione, non può essere tassato successivamente con l'introduzione dell'Irap.
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Contributo sisma: tassazione e competenza temporale
La Corte di Cassazione chiarisce il momento fiscalmente rilevante per la tassazione di un contributo sisma concesso a un'impresa. La Corte ha stabilito che il diritto al contributo sorge al momento del decreto di concessione, non all'erogazione finale. Di conseguenza, le somme, pur erogate in anni successivi, devono essere imputate all'anno della delibera, con importanti conseguenze fiscali, come l'inapplicabilità di imposte come l'IRAP, introdotte successivamente. La sentenza di merito che aveva ritenuto tassabili i contributi nell'anno di erogazione finale è stata cassata con rinvio.
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Associazione sportiva dilettantistica: onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26545/2025, ha stabilito che spetta all'associazione sportiva dilettantistica dimostrare di possedere i requisiti di democraticità e partecipazione effettiva per beneficiare delle agevolazioni fiscali. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente invertito l'onere della prova, addossandolo all'Agenzia delle Entrate. Il caso è stato rinviato alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame basato su questo principio.
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Aiuti di Stato: rimborso sisma e onere della prova
Un imprenditore, a seguito del sisma del 1990 in Sicilia, ha richiesto un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale beneficio costituisce Aiuti di Stato, sottoponendolo alle rigide normative europee. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una corretta verifica del rispetto dei limiti "de minimis" su base mobile triennale e, in caso di superamento, per la prova del nesso diretto tra aiuto e danno subito.
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Adeguamento borse di studio: la Cassazione alle S.U.
Un gruppo di medici ha richiesto la rideterminazione triennale delle borse di studio percepite durante la specializzazione tra il 1991 e il 1998. La Corte d'Appello aveva accolto la richiesta per il periodo 1994-1997. A causa di sentenze passate contrastanti sul tema dell'applicabilità del blocco della spesa pubblica a questo specifico adeguamento borse di studio, la Corte di Cassazione ha deciso di non pronunciarsi e di rimettere la questione alle Sezioni Unite per ottenere un verdetto definitivo e risolvere l'incertezza giuridica.
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Regime agevolato ASD: onere della prova e spese legali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6351/2024, ha chiarito importanti principi sul regime agevolato ASD. La Corte ha stabilito che l'onere di provare la sussistenza di tutti i requisiti, formali e sostanziali, per beneficiare delle agevolazioni fiscali spetta al contribuente e non all'Agenzia delle Entrate. La sentenza ha inoltre precisato che, in caso di cause riunite, ogni giudizio mantiene la sua autonomia ai fini della liquidazione delle spese legali, che devono essere valutate singolarmente.
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Motivazione avviso accertamento: i limiti del Comune
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IMU e TASI. La Corte di Cassazione ha analizzato la questione, stabilendo che la motivazione dell'avviso di accertamento è adeguata se permette al cittadino di comprendere la pretesa fiscale e difendersi. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia su una specifica contestazione relativa all'applicazione delle sanzioni, rinviando il caso per un nuovo esame su questo punto.
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Obbligo dichiarazione ICI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione su un caso relativo all'obbligo dichiarazione ICI. La questione centrale riguarda la necessità per un contribuente di presentare una nuova dichiarazione quando un terreno diventa edificabile e le conseguenti implicazioni sui termini di decadenza per l'accertamento del Comune. La Corte ha ritenuto la questione di diritto di particolare rilevanza, sospendendo il giudizio per un esame più approfondito.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società contribuente, in pendenza di un ricorso in Cassazione promosso dall'Agenzia Fiscale per un recupero di credito d'imposta, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. Avendo documentato la presentazione della domanda e il pagamento del dovuto, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, senza applicare sanzioni come il doppio contributo unificato.
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Remunerazione medici specializzandi: no a importi maggiori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4183/2024, ha stabilito che la corretta remunerazione medici specializzandi è quella prevista dal D.Lgs. 257/1991. Un medico, che aveva percepito la borsa di studio prevista da tale decreto, non ha diritto al trattamento economico più favorevole introdotto successivamente dal D.Lgs. 368/1999. Secondo la Corte, il primo decreto ha rappresentato il pieno adempimento degli obblighi comunitari, mentre il secondo costituisce una nuova e discrezionale scelta legislativa, non applicabile retroattivamente.
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Compenso medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano l'adeguamento del loro compenso. La Corte ha stabilito che la disciplina economica più favorevole, introdotta dal d.lgs. 368/1999, si applica solo agli iscritti dall'anno accademico 2006/2007, senza effetto retroattivo. Per gli iscritti in anni precedenti, resta valida la normativa meno vantaggiosa del d.lgs. 257/1991.
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Compenso medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1991 e il 1999, ha richiesto un adeguamento economico e la copertura previdenziale, equiparando la loro posizione a quella dei colleghi post-2006. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3555/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che per quel periodo era correttamente prevista una borsa di studio e non un contratto di lavoro, e che i ripetuti blocchi legislativi all'adeguamento del compenso medici specializzandi erano legittimi per ragioni di finanza pubblica.
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Remunerazione medici specializzandi: no a rivalutazioni
Un gruppo di medici, specializzatisi prima dell'anno accademico 2006/2007, ha richiesto un risarcimento per l'inadeguatezza della borsa di studio percepita, chiedendone la rivalutazione per l'inflazione e l'adeguamento triennale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sua giurisprudenza consolidata. Secondo la Corte, una serie di leggi ha bloccato tali adeguamenti per gli anni in questione, e il più favorevole regime contrattuale introdotto successivamente non ha efficacia retroattiva. La corretta remunerazione medici specializzandi, quindi, non include gli adeguamenti richiesti per quel periodo.
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Obbligo dichiarativo: stop ICI se il Comune sa già
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26921/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI (e per estensione IMU): l'obbligo dichiarativo a carico del contribuente viene meno quando la variazione che determina l'imponibilità (in questo caso, la trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile) è causata da un atto del Comune stesso. Se l'ente impositore è l'autore della modifica e quindi ne è già a conoscenza, richiedere al cittadino una dichiarazione formale diventa un adempimento superfluo. La decisione si fonda sul principio di collaborazione e buona fede che deve governare i rapporti tra Fisco e contribuente.
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Rimborso sisma 1990: giudicato vs legge sopravvenuta
Un contribuente ottiene una sentenza definitiva per il rimborso del 90% delle imposte versate a seguito del sisma del 1990. L'Amministrazione finanziaria, tuttavia, paga solo il 50%, invocando una legge successiva che limita i rimborsi per carenza di fondi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2949/2024, stabilisce un principio fondamentale: la nuova legge non può ridurre il diritto del contribuente (il cosiddetto 'quantum'), ma disciplina unicamente le modalità di pagamento. Il diritto al rimborso integrale resta intatto. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando il caso al giudice di merito affinché adotti le misure necessarie per garantire la completa esecuzione della sentenza, anche attraverso procedure contabili speciali.
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