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Legge 289/2002

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671 provvedimenti

Definizione agevolata coerede: vale per tutti gli eredi
In un caso di imposta di successione, un coerede ha impugnato l'avviso di accertamento, ma suo fratello (anch'egli coerede) ha aderito alla definizione agevolata, pagando la prima rata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in virtù del principio di solidarietà tributaria tra coeredi, la definizione perfezionata da uno solo di essi estingue l'intero debito e, di conseguenza, il contenzioso per tutti, anche per il coerede che si era opposto e voleva una decisione nel merito.
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Improcedibilità ricorso cassazione: ecco le regole
Una contribuente ha visto il suo ricorso contro un'intimazione di pagamento respinto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, determinando l'improcedibilità del ricorso in cassazione, a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata. La Corte ha inoltre confermato il diniego alla definizione agevolata, poiché il valore della lite superava il limite di legge.
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Rimborso imposte sisma: la Cassazione chiarisce
Un contribuente, residente in una zona colpita dal sisma del 1990, ha richiesto il rimborso delle imposte versate. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto del cittadino al rimborso imposte sisma. La Corte ha chiarito che le nuove leggi che limitano i fondi per i rimborsi non possono essere applicate retroattivamente a richieste già presentate, incidendo solo sulla fase esecutiva.
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Giudizio di rinvio: limiti del giudice e nuove domande
Una società si vede negare un condono fiscale a causa di un precedente verbale di constatazione. La Corte di Cassazione, dopo un lungo iter, stabilisce un principio fondamentale: nel giudizio di rinvio, il giudice non può introdurre nuove questioni non sollevate dalle parti, poiché tale fase processuale ha una "struttura chiusa". La decisione del giudice di merito, basata su un'eccezione inedita, è stata quindi annullata per aver ecceduto i propri poteri, ampliando illegittimamente l'oggetto del contendere.
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Comunicazione irregolarità: quando non è necessaria?
Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, lamentando la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione non è necessaria quando la cartella deriva da un controllo automatico per omesso versamento di imposte dichiarate, in assenza di incertezze rilevanti sulla dichiarazione.
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Costi di sponsorizzazione: la parola alle Sezioni Unite
Un imprenditore si è visto negare la deducibilità dei costi di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva dilettantistica. L'Agenzia delle Entrate ha ritenuto l'operazione inesistente. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, il caso è giunto in Cassazione. La Corte, rilevando l'esistenza di un'assoluzione penale per i medesimi fatti, ha sospeso la decisione per attendere il pronunciamento delle Sezioni Unite sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario.
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Spese di sponsorizzazione: la prova è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19075/2025, ha annullato una sentenza che aveva riconosciuto la deducibilità di spese di sponsorizzazione senza verificare la prova dell'effettiva attività promozionale. La presunzione legale di inerenza prevista per tali costi non esime il contribuente dal dimostrare l'avvenuta controprestazione.
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Contributi istruttori sportivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso dei contributi previdenziali per gli istruttori di una società sportiva dilettantistica. L'ordinanza chiarisce che l'esenzione dall'obbligo contributivo non è automatica ma richiede una verifica concreta della natura non professionale dell'attività svolta dall'istruttore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva concesso l'esenzione senza questo accertamento, rinviando la causa per una nuova valutazione dei fatti.
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Borsa studio medici specializzandi: no aumenti
Un gruppo di medici, specializzatisi dopo il 1991, ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento, sostenendo che la borsa di studio percepita fosse inadeguata e non rivalutata secondo le direttive comunitarie. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando la legittimità della normativa nazionale dell'epoca. Secondo la Corte, non vi era alcun obbligo derivante dal diritto comunitario di garantire una remunerazione minima superiore a quella già prevista, né di procedere a un adeguamento automatico della borsa di studio medici specializzandi per gli iscritti prima dell'anno accademico 2006/2007.
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Borse di studio medici: no all’aumento triennale
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto un adeguamento triennale della propria borsa di studio, ottenendo ragione in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ribaltato la decisione, stabilendo che una serie di leggi ha di fatto congelato l'importo delle borse di studio medici specializzandi a partire dal 1992. Di conseguenza, la Corte ha respinto la richiesta di aumento, chiarendo la natura del rapporto di specializzazione e la portata della normativa finanziaria succedutasi nel tempo.
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Calcolo pensione pro rata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8021/2019, ha affrontato il caso di un professionista e della sua cassa previdenziale riguardo al calcolo della pensione di anzianità maturata nel 2006. La Corte ha stabilito un importante principio: per le anzianità maturate prima del 1° gennaio 2007, si applica il principio del calcolo pensione pro rata, preservando le regole più favorevoli vigenti fino a quella data. Tuttavia, ha ritenuto legittima l'applicazione di un "coefficiente di neutralizzazione" che riduce l'importo per chi continua l'attività professionale, considerandolo uno strumento per garantire l'equilibrio finanziario della cassa non soggetto al principio del pro rata.
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