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Legge 289/2002 — Anno 2024

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108 provvedimenti

Altri anni per Legge 289/2002

Spese sponsorizzazione ASD: deducibilità garantita
Una società si è vista negare la deducibilità dei costi per la sponsorizzazione di un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) perché ritenuti antieconomici. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che le spese sponsorizzazione ASD godono di una presunzione legale assoluta di deducibilità, a patto che siano rispettate specifiche condizioni previste dalla legge, rendendo irrilevanti le valutazioni sulla congruità economica o sul ritorno commerciale diretto.
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Interpretazione Art. 20 TUR: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione con cui l'amministrazione finanziaria aveva riqualificato una serie di operazioni come un'unica cessione immobiliare. La Corte di Cassazione, applicando la nuova e retroattiva interpretazione art. 20 TUR, ha accolto il ricorso. Ha stabilito che l'imposta di registro si applica esclusivamente sulla base del contenuto intrinseco del singolo atto presentato, senza considerare elementi esterni o atti collegati, annullando così l'accertamento fiscale.
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Rottamazione-quater: estinzione del processo tributario
Un contribuente, dopo un lungo contenzioso fiscale per Irpef e Iva relativo al 1996, ha aderito alla "Rottamazione-quater" pagando il dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto della definizione agevolata, ha dichiarato estinto il giudizio, ponendo fine alla disputa. Le spese legali sono state poste a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale relativa ad accertamenti IRES e IVA. Nelle more del giudizio, la società ha aderito alla definizione agevolata liti tributarie, presentando domanda e versando il dovuto. La Corte di Cassazione, verificata la documentazione e l'assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Agevolazioni fiscali ASD: quando la forma non basta
Un'associazione sportiva dilettantistica ha ricevuto un avviso di accertamento per IVA, IRES e IRAP, poiché il fisco riteneva la sua attività di natura commerciale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'associazione, confermando che per ottenere le agevolazioni fiscali ASD non è sufficiente la mera iscrizione al CONI. È necessario dimostrare l'effettivo svolgimento di un'attività non lucrativa e una reale vita associativa, elementi che nel caso specifico mancavano, dato l'elevato numero di iscritti assimilabili a clienti di una palestra.
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Condono fiscale: non salva i crediti IVA inesistenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di condono fiscale e crediti IVA. Una società aveva aderito a un condono per gli anni 2001 e 2002, ritenendo così di aver sanato la propria posizione e reso intoccabile un credito IVA. Tuttavia, a seguito di un controllo, l'Agenzia delle Entrate ha contestato l'esistenza di tale credito. La Corte ha rigettato il ricorso della società, affermando che il condono fiscale copre i debiti tributari, ma non può mai validare o consolidare crediti fittizi o non provati. L'onere di dimostrare l'effettiva esistenza del credito rimane sempre a carico del contribuente, e l'amministrazione finanziaria ha il pieno diritto di effettuare controlli, anche in presenza di un condono.
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Accertamento induttivo e ricavi: la Cassazione decide
Una società è stata oggetto di un accertamento induttivo dopo che l'Agenzia Fiscale ha ritenuto fittizi alcuni versamenti dei soci, riqualificandoli come ricavi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la validità dell'accertamento. La Corte ha sottolineato che i motivi di ricorso erano inammissibili perché miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che la contestazione sulla motivazione della sentenza d'appello non rientrava nei limiti previsti dalla legge.
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Costi sponsorizzazione: la prova spetta al contribuente
Una società di recupero crediti si è vista negare la deducibilità dei costi di sponsorizzazione per una squadra sportiva dilettantistica. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il contribuente non aveva fornito prove sufficienti dell'effettiva attività promozionale svolta. L'ordinanza chiarisce che la presunzione legale prevista per questo tipo di spese non esonera l'impresa dall'onere di dimostrare la concretezza e la certezza della prestazione pubblicitaria ricevuta, rendendo i costi di sponsorizzazione indeducibili in assenza di tale prova.
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