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Legge 28 marzo 2019, n. 26

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131 provvedimenti

Visto infedele: competenza territoriale e sanzioni
Un professionista ha contestato una cartella di pagamento per un visto infedele. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della cartella, stabilendo che la competenza a irrogare sanzioni spetta alla Direzione Regionale del domicilio fiscale del professionista, non all'ufficio locale del contribuente. La decisione ribadisce un fondamentale principio di competenza territoriale.
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Visto di conformità infedele: competenza e sanzioni
In un caso riguardante un visto di conformità infedele, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza per irrogare la sanzione al professionista spetta alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non all'ufficio territoriale del contribuente. La Corte ha ribadito che questa competenza è inderogabile, data la natura punitiva della sanzione. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Visto infedele: competenza e nullità dell’atto
Un professionista è stato sanzionato per l'apposizione di un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La sanzione era stata irrogata dall'ufficio provinciale dell'Agenzia delle Entrate competente per il domicilio del contribuente. Il professionista ha impugnato l'atto, sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare per visto infedele spetta esclusivamente alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista trasgressore, e non di quello del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Visto di conformità infedele: competenza territoriale
Un professionista ha ricevuto una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele. Ha impugnato l'atto sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio fiscale emittente. La Corte di Cassazione ha accolto la sua tesi, stabilendo che la competenza per tali violazioni spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista, non di quello del contribuente. Di conseguenza, l'atto impositivo è stato annullato.
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Visto di conformità infedele: chi è competente?
Un professionista sanzionato per un visto di conformità infedele ha impugnato la cartella di pagamento, eccependo l'incompetenza territoriale dell'ufficio emittente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza per l'irrogazione delle sanzioni spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente, annullando di conseguenza l'atto impugnato.
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Reddito di cittadinanza: false dichiarazioni e reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8063/2025, ha stabilito che le false dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza restano un reato anche dopo l'abrogazione della normativa specifica. Il caso riguardava una ricorrente condannata per aver falsamente attestato l'assenza di condanne penali. La Corte ha rigettato il ricorso, spiegando che non si tratta di 'abolitio criminis', ma di una successione di leggi penali, poiché la condotta è ora punita dalla nuova normativa sull'assegno di inclusione.
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Successione leggi penali e reddito di cittadinanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La difesa sosteneva l'abolizione del reato, ma la Corte ha stabilito che si tratta di una successione leggi penali, poiché la condotta è ancora punita dalla nuova normativa sul reddito di inclusione, confermando la condanna.
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Visto di conformità infedele: competenza ufficio
Un professionista è stato sanzionato per un visto di conformità infedele apposto sulla dichiarazione di un contribuente. Il caso è giunto in Cassazione per decidere quale ufficio fiscale fosse competente ad emettere l'atto sanzionatorio. La Corte Suprema ha stabilito che la competenza non è dell'ufficio locale del contribuente, ma della Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso. Di conseguenza, l'atto sanzionatorio emesso dall'ufficio incompetente è stato annullato, evidenziando come un vizio di competenza renda l'atto illegittimo.
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Visto infedele: competenza territoriale dell’Agenzia
Un professionista ha rilasciato un visto di conformità errato (visto infedele). L'Agenzia delle Entrate ha emesso un atto di accertamento a suo carico. La Corte di Cassazione ha annullato tale atto, stabilendo che in caso di visto infedele, l'ufficio competente a sanzionare è la direzione regionale del domicilio fiscale del professionista, non l'ufficio locale del contribuente. L'atto è stato quindi ritenuto illegittimo per incompetenza territoriale.
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Visto Infedele: Competenza Territoriale e Annullamento
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa nei confronti di un professionista per l'apposizione di un visto infedele. La decisione si fonda sul principio della competenza territoriale: l'atto sanzionatorio deve essere emesso dalla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo di domicilio fiscale del professionista e non dall'ufficio locale legato al contribuente. L'emissione da parte di un ufficio incompetente rende l'atto nullo.
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Visto infedele: competenza della Direzione Regionale
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento per un visto infedele, sostenendo l'incompetenza dell'ufficio provinciale che l'aveva emessa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza a sanzionare il professionista per un visto infedele spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista stesso, e non all'ufficio locale del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato annullato.
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