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Legge 28 gennaio 2009, n. 2

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24 provvedimenti

Definizione agevolata liti tributarie: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario riguardante il recupero di un credito IVA, originato da un'operazione di fusione inversa. La decisione non è entrata nel merito della questione, ma ha preso atto della richiesta di definizione agevolata delle liti tributarie presentata dalla società contribuente. Avendo la società versato l'importo previsto dalla legge per la sanatoria, il procedimento giudiziario si è concluso, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Aggio di riscossione: non rimborsabile dopo accordo
Una società di leasing, dopo aver pagato un avviso di accertamento e il relativo aggio di riscossione, ha ottenuto una riduzione del debito tramite conciliazione giudiziale. Ha quindi richiesto il rimborso dell'aggio, ma la Corte di Cassazione ha respinto la domanda. Secondo i giudici, l'aggio remunera l'attività di riscossione avviata a causa dell'inadempimento iniziale del contribuente. La successiva conciliazione non fa venir meno la legittimità del compenso per il servizio già attivato, confermando che l'aggio di riscossione non è rimborsabile in questi casi.
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Modello EAS: La Cassazione chiarisce la non retroattività
Un'associazione sportiva dilettantistica si è vista negare le agevolazioni fiscali per la tardiva presentazione del modello EAS per il periodo d'imposta 2007-2008. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando un principio fondamentale: l'obbligo di invio del modello EAS non è retroattivo, essendo entrato in vigore solo dal settembre 2009. Di conseguenza, la sua omissione per periodi precedenti non può comportare la decadenza dai benefici. La Corte ha ribadito la prevalenza della sostanza sulla forma, richiedendo una verifica concreta dell'attività non commerciale svolta dall'ente.
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Indennizzo procedura fallimentare: no alla riduzione
Una società ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata (13 anni) di una procedura fallimentare in cui era creditrice. La Corte d'Appello ha concesso l'indennizzo ma lo ha ridotto a causa dell'elevato numero di creditori. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la riduzione dell'indennizzo per un alto numero di parti non è applicabile alle procedure fallimentari, poiché la pluralità di creditori è una caratteristica intrinseca e non un'anomalia. Di conseguenza, il calcolo dell'indennizzo per procedura fallimentare deve seguire regole specifiche che non prevedono tale decurtazione.
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