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Legge 28 febbraio 1985, n. 47

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Condono Edilizio: Frazionamento Abusivo non Salva la Demolizione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che aveva parzialmente revocato l'ordine di demolizione di un immobile abusivo. Un individuo era stato condannato per aver costruito un edificio senza permessi. Successivamente, aveva ottenuto una parziale sanatoria per condono edilizio, basata su tre distinte domande presentate per diverse porzioni di un unico immobile. Il Procuratore Generale ha contestato questa decisione, sostenendo che il frazionamento condono edilizio era fittizio e mirava a eludere il limite di 750 metri cubi previsto per le nuove costruzioni. La Cassazione ha stabilito che il limite di volumetria si applica all'intero complesso unitario, non alle singole parti artificiosamente divise. Ha quindi rinviato il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame, che dovrà verificare l'unità dell'immobile e la legittimità delle domande di sanatoria.
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Silenzio-assenso condono edilizio: Ordine di demolizione prevale su mancata sanatoria
Un Cittadino ha cercato di annullare un ordine di demolizione per abusi edilizi, sostenendo che si fosse formato un "silenzio-assenso condono edilizio" sulla sua vecchia domanda. Il Tribunale locale ha rigettato la sua richiesta, evidenziando la mancanza di adempimenti essenziali per il condono. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il silenzio-assenso non poteva formarsi. Mancavano infatti l'accatastamento e la corrispondenza tra quanto dichiarato e lo stato reale dell'immobile. Inoltre, i lavori erano stati completati oltre i termini di legge. Il ricorso del Cittadino è stato quindi respinto, con condanna alle spese.
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Immobile Abusivo: Ordine di Demolizione Vince sul Condono Sisma
Un proprietario ha tentato di bloccare un ordine di demolizione immobile abusivo, diventato definitivo, appellandosi a una legge speciale per la ricostruzione post-sisma a Ischia. Questa legge prevedeva procedure accelerate per le pratiche di condono. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiaro: le agevolazioni per le aree terremotate non si applicano agli immobili già colpiti da un ordine di demolizione del giudice penale. La legge esclude esplicitamente tali immobili dai contributi per la ricostruzione, rendendo inapplicabile anche la procedura di condono accelerata, che è funzionale proprio all'ottenimento di quei fondi. Di conseguenza, l'ordine di demolizione resta valido e deve essere eseguito.
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Affidamento incolpevole e responsabilità della PA
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta risarcitoria di un privato contro un Comune. Il caso riguardava l'annullamento di una sanatoria edilizia concessa per errore. La Corte ha stabilito che l'affidamento incolpevole è escluso quando l'illegittimità dell'atto amministrativo è facilmente percepibile dal cittadino usando l'ordinaria diligenza, come nel caso di incongruenze cronologiche evidenti nei documenti d'acquisto.
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Frazionamento artificioso: no al condono edilizio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di demolizione. La richiesta di condono edilizio è stata rigettata a causa del frazionamento artificioso delle domande, presentate per un immobile ancora in comproprietà indivisa al solo fine di eludere i limiti volumetrici previsti dalla legge. La Corte ha ribadito che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità sostanziale del titolo in sanatoria.
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Condono edilizio: no al frazionamento fittizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di quattro persone che avevano tentato di ottenere il condono edilizio per un unico grande immobile presentando domande separate. La Corte ha stabilito che non è possibile frazionare fittiziamente un immobile per aggirare il limite di 750 mc, confermando che la legittimazione a presentare istanze distinte sorge solo in presenza di titoli giuridici preesistenti e non dalla mera disponibilità di fatto.
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Domanda di condono: chi è legittimato a presentarla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La sentenza chiarisce che una domanda di condono presentata da un soggetto non legittimato, come un promissario acquirente, è giuridicamente inefficace e non può sospendere l'esecuzione. Inoltre, viene affermata la carenza di interesse a ricorrere una volta che la demolizione è già stata eseguita, rendendo il procedimento esecutivo concluso.
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Condono edilizio illegittimo: la Cassazione decide
La Cassazione conferma l'inammissibilità del ricorso contro un ordine di demolizione. La richiesta si basava su un condono edilizio illegittimo, già dichiarato tale in un precedente giudizio definitivo. La Corte ha ribadito che la presentazione di due distinte domande di condono per un unico manufatto abusivo, al fine di eludere i limiti volumetrici, rende il provvedimento di sanatoria invalido e non può bloccare l'esecuzione della demolizione.
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Condono edilizio: no sospensione se scade termine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria che chiedeva la sospensione di un ordine di demolizione. La richiesta si basava su un'istanza di condono edilizio legata a una procedura speciale post-sisma. La Corte ha stabilito che, essendo scaduto il termine perentorio di sei mesi previsto dalla legge speciale, la procedura accelerata non era più applicabile. Inoltre, la presenza di un vincolo paesaggistico sull'immobile costituiva un ostacolo dirimente all'accoglimento del condono.
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Responsabilità disciplinare notaio: atto sanabile?
Un notaio è stato sanzionato per aver redatto un atto di trasferimento immobiliare nullo per la mancanza della dichiarazione di conformità catastale. Nonostante l'atto sia stato successivamente sanato con un atto di conferma, la Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità disciplinare del notaio sorge al momento della stipula dell'atto nullo. La possibilità di sanatoria successiva non elimina l'illecito disciplinare originario, ma può essere considerata solo come attenuante per la determinazione della sanzione.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. Il caso riguardava un fabbricato frazionato in più unità, per le quali erano state presentate domande di condono fittizie da promissari acquirenti per aggirare i limiti volumetrici. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria di natura reale, che segue l'immobile e non la persona, e non può essere paralizzata da condoni illegittimi o dal principio di proporzionalità invocato da terzi acquirenti, la cui tutela risiede in azioni civili contro il venditore.
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Frazionamento condono edilizio: limiti e conseguenze
La proprietaria di un immobile ottiene la revoca di un ordine di demolizione basandosi su un permesso di costruire in sanatoria. La Corte di Cassazione annulla tale provvedimento, giudicando la sanatoria illegittima a causa di un artificioso frazionamento del condono edilizio. La Corte ha stabilito che la presentazione di molteplici istanze per un unico edificio mirava a eludere i limiti volumetrici di legge. Viene inoltre chiarito che l'acquirente di un immobile abusivo non può invocare la buona fede, avendo il dovere di verificarne la conformità urbanistica.
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Demolizione Abuso Edilizio: Quando si può evitare?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rigettava la revoca di un ordine di demolizione per un abuso edilizio. Il caso riguarda un immobile costruito in zona sismica senza autorizzazione preventiva. La Corte ha stabilito che la mancanza di autorizzazione sismica, pur escludendo la 'doppia conformità' necessaria per la sanatoria, non comporta automaticamente la demolizione. Il giudice dell'esecuzione deve prima valutare se l'opera possa essere resa conforme alle norme antisismiche, considerando la demolizione abuso edilizio come ultima risorsa.
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Abuso edilizio: no a sanatorie parziali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che revocava un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La sentenza chiarisce che una nuova sanatoria, riguardante solo una parte dell'immobile, non costituisce un "fatto nuovo" tale da superare una precedente decisione di rigetto. La Corte ha ribadito i principi fondamentali dell'"immanenza dell'abusività" e della "valutazione unitaria", affermando che un immobile abusivo deve essere considerato nel suo complesso e non può essere legalizzato per parti separate. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio in linea con questi principi.
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Condono edilizio: illegittima la sanatoria postuma
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione. Il caso riguardava un immobile il cui volume era stato ridotto con lavori eseguiti anni dopo la scadenza dei termini per il condono edilizio. La Corte ha stabilito che tale pratica è un illegittimo aggiramento della legge, poiché i requisiti per la sanatoria devono esistere alla data fissata dalla normativa, non possono essere creati a posteriori. Il giudice penale ha il dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso di sanatoria.
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