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legge 24 marzo 2012, n. 27

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39 provvedimenti

Lavoro a progetto: quando è subordinato? Analisi
La Corte di Cassazione conferma la riqualificazione di un contratto di lavoro a progetto in rapporto subordinato. La decisione si basa sulla coincidenza tra il progetto e l'oggetto sociale dell'azienda e sulla continuità dell'attività lavorativa, anche a seguito di un affitto di ramo d'azienda. L'ordinanza chiarisce che la sostanza del rapporto prevale sulla forma contrattuale, confermando le sanzioni emesse dall'Ispettorato del Lavoro. Vengono inoltre respinte le critiche sulla motivazione della sentenza d'appello e sulla condanna alle spese legali a favore dell'ente pubblico.
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Liquidazione spese legali: inderogabili i minimi
Un avvocato ha impugnato la decisione di un organo giurisdizionale che aveva liquidato le spese per un giudizio di ottemperanza in misura simbolica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla liquidazione spese legali: i giudici non possono derogare ai minimi tariffari stabiliti dalla legge (D.M. 55/2014 come modificato dal D.M. 37/2018). La sentenza ha annullato la decisione precedente, affermando che la liquidazione era inferiore al minimo previsto e quindi illegittima, riaffermando la necessità di garantire un compenso adeguato alla professione forense.
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Rimborso IVA e retroattività: la Cassazione rinvia
Una società ottiene il diritto al rimborso IVA nei primi due gradi di giudizio dopo aver saldato un debito a seguito di splafonamento. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione sollevando la questione della retroattività della normativa più favorevole (introdotta nel 2012) a un accertamento divenuto definitivo nel 2011. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 7764/2024, data la rilevanza della questione, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Esenzione ICI enti ecclesiastici: retta non simbolica
La Corte di Cassazione nega l'esenzione ICI a un ente ecclesiastico che gestisce una scuola. La retta pagata dagli studenti, non essendo meramente simbolica ma contribuendo a coprire i costi, qualifica l'attività come commerciale, escludendo il beneficio fiscale. La sentenza sottolinea che per ottenere l'esenzione ICI per enti ecclesiastici, l'attività didattica deve essere gratuita o remunerata con un corrispettivo irrisorio.
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Bancarotta impropria: annullata condanna in Cassazione
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per bancarotta impropria, stabilendo un principio fondamentale sulla responsabilità temporale dell'amministratore. Un soggetto, condannato per aver causato il fallimento di una società per omesso versamento di tributi e contributi, ha ottenuto l'annullamento di tale accusa perché i debiti erano stati generati prima della sua nomina. La Corte ha invece confermato la sua responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale, sottolineando che l'iscrizione nel registro delle imprese crea una presunzione di responsabilità per la tenuta delle scritture contabili, a prescindere dalla conoscenza effettiva della nomina se non contestata.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2750/2024, ha rigettato il ricorso di un Centro Trasmissione Dati (CTD) e di un bookmaker estero, confermando la loro responsabilità solidale per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2011, la normativa permetteva alle parti di rinegoziare i loro accordi commerciali per trasferire l'onere fiscale, superando i profili di incostituzionalità validi solo per gli anni precedenti. È stata inoltre respinta la tesi della violazione del diritto UE, poiché l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano senza discriminazioni.
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Credito d’imposta autotrasporti: scadenza perentoria
Una società di autotrasporto ha utilizzato nel 2013 un credito d'imposta maturato nel 2011. L'Agenzia delle Dogane ha contestato la tardività dell'operazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1292/2024, ha confermato che il credito d'imposta autotrasporti, secondo la normativa all'epoca vigente, doveva essere utilizzato in compensazione entro l'anno solare di maturazione. La successiva modifica legislativa del 2012, che ha esteso il termine, non ha efficacia retroattiva. Pertanto, la compensazione era tardiva e la pretesa dell'amministrazione finanziaria legittima.
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Valore indeterminabile: come si calcolano i compensi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 227/2024, ha stabilito che una causa ha valore indeterminabile ai fini del compenso legale quando la richiesta economica non è quantificata in modo preciso e il giudizio si conclude con un provvedimento processuale. Nel caso esaminato, un avvocato si era visto liquidare i compensi secondo lo scaglione del valore indeterminabile. La Corte ha rigettato il suo ricorso, chiarendo che la richiesta di risarcimento "da accertarsi in corso di causa" e la natura del giudizio amministrativo (annullamento di un atto) portano a questa conclusione, rendendo irrilevante il potenziale vantaggio economico per il cliente.
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Esenzione IMU enti non profit: sì al comodato gratuito
Un ente ecclesiastico si era visto negare l'esenzione IMU per un immobile concesso in comodato gratuito a un altro ente collegato per attività didattiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattiva, ha annullato la decisione. Ha stabilito che l'esenzione IMU per enti non profit spetta anche in caso di comodato, a condizione che esista un collegamento funzionale o strutturale tra gli enti e l'attività svolta sia non commerciale. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Esenzione IMU comodato tra enti no profit: la Cassazione
Un ente ecclesiastico si è visto negare l'esenzione IMU per un immobile concesso in comodato gratuito a un altro ente no profit collegato per attività didattiche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, applicando una nuova legge di interpretazione autentica con efficacia retroattiva. La Corte ha stabilito che l'esenzione IMU in caso di comodato è legittima se esiste un collegamento strutturale o funzionale tra i due enti no profit, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30873/2024, ha negato l'esenzione IMU a un ente non commerciale che gestiva una scuola. La controversia riguardava un immobile parzialmente concesso in uso a un altro ente religioso. Sebbene l'uso indiretto tramite comodato gratuito a un ente collegato sia ora ammesso, la Corte ha stabilito che l'attività didattica era di natura commerciale, poiché le rette pagate dagli utenti coprivano una parte sostanziale dei costi di gestione (dal 62% a oltre l'80%), non potendo quindi essere considerate 'simboliche'. Di conseguenza, viene a mancare il presupposto fondamentale per l'esenzione IMU enti non commerciali.
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Competenza tribunale imprese: quando la causa è civile?
Una società creditrice agisce per recuperare una provvigione da una società nata da una scissione. Quest'ultima eccepisce la competenza del tribunale imprese. La Cassazione chiarisce che la causa, avendo ad oggetto un debito contrattuale e non la validità della scissione, rientra nella competenza del tribunale ordinario.
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Esenzione IMU beni merce: la dichiarazione è d’obbligo
Un Comune ha impugnato con successo una decisione che concedeva un'esenzione IMU a una società costruttrice per i suoi immobili invenduti. La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU beni merce è indispensabile presentare un'apposita dichiarazione. L'omissione di tale adempimento formale comporta la perdita (decadenza) del diritto all'agevolazione, anche se lo stato degli immobili è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti.
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Imputazione del pagamento: onere della prova del debitore
Un avvocato ha impugnato una decisione relativa a compensi professionali dovuti da una società sportiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su due punti chiave. Primo, riguardo all'imputazione del pagamento, ha stabilito che, in presenza di più debiti, spetta al debitore dimostrare a quale specifica obbligazione si riferisce un pagamento, non potendo essere considerato generico. Secondo, gli interessi sui compensi legali decorrono dalla data della domanda giudiziale e non dal successivo provvedimento di liquidazione del giudice. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Compenso ingegnere: la prova delle attività extra
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa al compenso professionale di un ingegnere. L'ordinanza stabilisce che le maggiorazioni forfettarie e i compensi a tempo (vacazioni) non sono dovuti automaticamente, ma richiedono la prova specifica delle attività extra svolte dal professionista. Viene inoltre chiarito che, in assenza di accordo, la liquidazione del compenso deve seguire le tariffe vigenti al momento della decisione giudiziale e non protocolli d'intesa non vincolanti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questi principi.
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Uso parti comuni: il giudice non può imporre regole
In una disputa sul parcheggio in un cortile comune, i tribunali di merito avevano imposto un regolamento con turnazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: la regolamentazione dell'uso parti comuni spetta esclusivamente ai comproprietari. Un giudice non può sostituirsi alla loro volontà e creare regole di utilizzo, potendo solo, eventualmente, annullare un regolamento illegittimo. La domanda iniziale di far determinare le modalità d'uso al tribunale è stata quindi dichiarata inammissibile.
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Spese di lite: quando l’Agenzia Entrate va rimborsata
Un contribuente, dopo aver rinunciato a un ricorso tributario, si è opposto alla condanna al pagamento delle spese di lite a favore dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che, anche quando l'Agenzia è difesa da propri funzionari e non da avvocati esterni, la normativa vigente le riconosce il diritto al rimborso delle spese legali. La Corte ha inoltre ribadito che la rinuncia al ricorso comporta, di norma, la condanna alle spese secondo il principio di causalità.
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Spese di lite ente pubblico: quando si pagano?
Un contribuente contesta la condanna al pagamento delle spese legali a favore di un ente pubblico difeso in giudizio da un proprio funzionario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, in materia tributaria, normative specifiche consentono la liquidazione delle spese di lite a favore dell'ente pubblico anche senza l'assistenza di un avvocato. Questa pronuncia ribadisce la validità delle regole speciali sulle spese di lite ente pubblico nel processo tributario.
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Spese di lite e Agenzia Entrate: la Cassazione decide
Un contribuente, dopo aver rinunciato a un ricorso, ha impugnato la condanna al pagamento delle spese di lite a favore dell'Agenzia delle Entrate, sostenendo che non fossero dovute poiché l'Ente si era difeso con un proprio funzionario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la normativa speciale del processo tributario consente la liquidazione delle spese legali a favore dell'Amministrazione finanziaria anche in caso di difesa interna, seppur con una riduzione forfettaria. La Corte ha ribadito che la condanna segue il principio di causalità, per cui chi rinuncia alla causa deve sostenere i costi generati.
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