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Legge 23 giugno 2017, n. 103, art. 56

9 provvedimenti

Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena sulla base di un concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che, secondo l'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., le sentenze emesse a seguito di tale accordo processuale non sono impugnabili, chiudendo definitivamente la possibilità di ulteriori riesami.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e art. 599-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione d'appello era stata emessa a seguito di un accordo tra le parti, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. (cd. concordato in appello). La Suprema Corte ha ribadito che, per legge, tali sentenze non sono ulteriormente impugnabili, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena sulla base di un accordo tra le parti. La decisione si fonda sul principio che le sentenze emesse a seguito di un 'concordato in appello', ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., non sono ulteriormente impugnabili, come previsto dall'art. 610, comma 5-bis, c.p.p. Il ricorso, pertanto, è stato respinto con condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena in base a un 'concordato in appello' ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi di ricorso sono limitati in questi casi e che la scelta di accordarsi sulla pena preclude la possibilità di sollevare determinate censure in sede di legittimità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che aveva rideterminato la sua pena in base a un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che i motivi di impugnazione contro tali sentenze sono tassativamente limitati dalla legge e non consentono di rimettere in discussione l'accordo raggiunto tra le parti, se ritenuto congruo dal giudice.
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Concordato in appello: no al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21396/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La Suprema Corte ha ribadito che, secondo l'art. 599-bis del codice di procedura penale, le sentenze che recepiscono un accordo tra le parti sulla pena non possono essere ulteriormente impugnate, sancendo la definitività di tale accordo.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e concordato appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena per evasione sulla base di un accordo tra le parti (concordato in appello). La Suprema Corte ha chiarito che le sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. non sono ulteriormente impugnabili, rendendo il ricorso inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Accordo in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'accordo in appello'. La Corte chiarisce che tali sentenze non sono ricorribili in Cassazione e che, nel caso specifico, l'accordo non era condizionato alla sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità, come erroneamente sostenuto dal ricorrente.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena sulla base di un accordo tra le parti. La decisione si fonda sul fatto che la procedura del cosiddetto 'concordato in appello', prevista dall'art. 599-bis c.p.p., non consente un'ulteriore impugnazione, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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