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Legge 23 dicembre 2014, n. 190

17 provvedimenti

Bookmaker Estero vs. Fisco: Imposta Unica Scommesse Confermata, Sanzioni Annullate
Un bookmaker estero ha contestato un accertamento fiscale per l'imposta unica scommesse relativa al 2010. L'operatore sosteneva di non essere soggetto a tale imposta e che le sanzioni fossero illegittime. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del bookmaker estero per l'imposta unica scommesse, ribadendo che la normativa italiana si applica a tutti gli operatori che raccolgono scommesse sul territorio nazionale, anche senza concessione. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo un'obiettiva incertezza normativa sulla soggettività passiva del bookmaker estero per il periodo in questione.
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Peculato del gestore di gioco: condannato per tasse non versate
La Corte di Cassazione conferma la condanna per peculato del gestore di gioco a carico degli amministratori di una società di gaming telematico. Essi avevano omesso di versare al concessionario statale oltre 200.000 euro derivanti dalla raccolta del PREU (Prelievo Erariale Unico). La difesa sosteneva che l'obbligo di versamento non fosse chiaro prima di una legge del 2015. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che il denaro raccolto dalle giocate appartiene allo Stato fin dal primo momento. Il gestore agisce come un 'agente contabile' e trattenere tali somme costituisce un'appropriazione indebita, integrando pienamente il reato di peculato.
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Rimborso Spese Uffici Giudiziari: il Comune paga, ma decide il TAR
Un Comune ha chiesto al Ministero della Giustizia il rimborso integrale delle spese sostenute per il funzionamento degli uffici giudiziari sul suo territorio. Il Ministero ha rimborsato solo una parte della somma. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la determinazione del contributo statale non è un obbligo di pagamento automatico, ma una decisione discrezionale della Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, il Comune non vanta un diritto soggettivo pieno, ma un interesse legittimo. La competenza a decidere la controversia sul rimborso spese uffici giudiziari spetta quindi al giudice amministrativo e non a quello ordinario.
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Vizio di motivazione: annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per indebita percezione di contributi previdenziali a causa di un grave vizio di motivazione. I giudici d'appello avevano omesso di rispondere alle specifiche deduzioni difensive riguardanti l'effettiva autonomia di una nuova società, limitandosi a trascrivere le conclusioni del primo grado senza una reale analisi critica.
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Imposta Unica Scommesse: Legittima per Bookmaker Esteri
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'applicazione dell'Imposta Unica Scommesse per l'anno 2014 a un operatore di scommesse estero che operava in Italia tramite un Centro Trasmissione Dati (CTD) senza concessione. La Corte ha stabilito che il tributo è dovuto per tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede legale del bookmaker. La decisione ribadisce che tale normativa non viola i principi del diritto dell'Unione Europea sulla libera prestazione di servizi e sulla non discriminazione, consolidando il principio della responsabilità solidale tra il bookmaker e il CTD per i periodi d'imposta successivi al 2011.
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Rendita Catastale Impianti Eolici: La Torre è Esclusa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31566/2025, ha stabilito che la torre degli aerogeneratori deve essere esclusa dal calcolo della rendita catastale impianti eolici. La Corte ha chiarito che la torre, essendo una componente funzionale e inscindibile della macchina per la produzione di energia, rientra tra gli 'impianti' esclusi dalla stima catastale ai sensi della Legge 208/2015. La decisione ha cassato la sentenza d'appello, che aveva erroneamente incluso la torre, e ha rinviato il caso per una nuova valutazione degli altri elementi immobiliari (suolo, fondazioni), ribadendo che l'onere della prova sulla congruità della stima spetta all'Agenzia delle Entrate.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che la normativa non viola il diritto UE e che sussiste la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati operante in Italia, anche in assenza di concessione.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20772/2024, ha respinto il ricorso di un operatore di scommesse estero, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse anche per i soggetti privi di concessione statale che raccolgono gioco sul territorio italiano. La sentenza ribadisce la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e i Centri di Trasmissione Dati (CTD) per il versamento del tributo relativo all'annualità 2011, ritenendo la normativa nazionale non discriminatoria e compatibile con il diritto dell'Unione Europea.
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Rendita catastale geotermico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della rendita catastale geotermico per accertamenti antecedenti alla riforma del 2016. La sentenza stabilisce che i pozzi di estrazione e reiniezione, insieme ad altri impianti essenziali, devono essere inclusi nella stima, applicando la normativa vigente all'epoca dei fatti (*ratione temporis*). Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione quantitativa della rendita complessiva.
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Imposta unica scommesse: chi paga tra CDT e bookmaker?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11716/2024, ha respinto il ricorso di un bookmaker estero e del suo intermediario italiano (Centro Trasmissione Dati), confermando la loro soggezione all'imposta unica scommesse. La Corte ha stabilito che anche gli operatori privi di concessione statale sono tenuti al pagamento del tributo se raccolgono scommesse sul territorio italiano. Per le annualità successive al 2011, il CDT è obbligato principale e il bookmaker è coobbligato in solido. Questa imposizione, secondo i giudici, non viola il diritto dell'Unione Europea, ma garantisce la parità di trattamento fiscale ed evita vantaggi competitivi indebiti per gli operatori non autorizzati.
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Progressione di carriera: accordo sindacale non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo sindacale che fissa una scadenza per una progressione di carriera nel pubblico impiego ha natura programmatica e non precettiva. Di conseguenza, il ritardo dell'Amministrazione non genera automaticamente un diritto al risarcimento per i dipendenti. La Corte ha chiarito che tali accordi sono subordinati a condizioni legislative, come la disponibilità di posti e la copertura finanziaria, annullando le precedenti decisioni che avevano condannato il Ministero della Giustizia a risarcire i propri dipendenti per la mancata promozione entro i termini pattuiti.
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Imposte ipotecarie catastali beni futuri: la sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla tassazione, ai fini delle imposte ipotecarie catastali, di un trasferimento di diritti su posti barca e immobili non ancora realizzati. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la tassabilità proporzionale, ma la Corte ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La ragione risiede in un vizio procedurale: la sentenza d'appello si fondava su due motivazioni autonome e l'Agenzia ne ha contestata solo una, tralasciando quella decisiva secondo cui la tassa è legata all'esecuzione di formalità di registrazione, impossibili per beni inesistenti.
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Imposta unica scommesse: chi paga tra bookmaker e CTD?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite centri trasmissione dati (CTD) senza concessione, è tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse anche per gli anni antecedenti al 2011. La sentenza chiarisce che la pronuncia della Corte Costituzionale n. 27/2018 esonera dalla responsabilità solo i CTD, ma non il bookmaker, che rimane soggetto passivo dell'imposta.
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Tassa scommesse bookmaker: la Cassazione conferma
Un bookmaker estero e il suo Centro Trasmissione Dati (CTD) italiano hanno impugnato un avviso di accertamento relativo alla tassa unica sulle scommesse per l'anno 2011. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità solidale di entrambi i soggetti per il pagamento della tassa scommesse bookmaker. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, anche in assenza di una concessione statale, e ha ribadito che la normativa è conforme ai principi costituzionali e al diritto dell'Unione Europea per le annualità a partire dal 2011.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2750/2024, ha rigettato il ricorso di un Centro Trasmissione Dati (CTD) e di un bookmaker estero, confermando la loro responsabilità solidale per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2011, la normativa permetteva alle parti di rinegoziare i loro accordi commerciali per trasferire l'onere fiscale, superando i profili di incostituzionalità validi solo per gli anni precedenti. È stata inoltre respinta la tesi della violazione del diritto UE, poiché l'imposta si applica a tutte le scommesse raccolte sul territorio italiano senza discriminazioni.
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Rendita catastale impianto eolico: la torre esclusa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13832/2025, interviene sulla determinazione della rendita catastale di un impianto eolico. La Corte ha cassato con rinvio la sentenza di merito per motivazione apparente, in quanto non spiegava come fosse stato determinato il valore finale della rendita. Viene stabilito il principio di diritto secondo cui, escluso il valore della torre e dell'aerogeneratore, la rendita deve essere calcolata con il metodo del 'cost approach' applicato solo agli immobili residui (suolo, fondazioni, piazzola, cabina), includendo le relative spese tecniche e oneri.
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Accordo sindacale programmatico: la Cassazione decide
Un gruppo di dipendenti del Ministero della Giustizia ha agito in giudizio per ottenere l'inquadramento in un'area funzionale superiore, basandosi su un accordo sindacale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'intesa aveva un carattere meramente programmatico e non creava un diritto soggettivo azionabile. La decisione sottolinea che l'attuazione dell'accordo era subordinata ai limiti normativi e alle risorse finanziarie disponibili, confermando così la natura di accordo sindacale programmatico che non genera obblighi immediati per l'amministrazione.
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