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Legge 23 agosto 1988, n. 400

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Patrocinio enti non profit: la Cassazione chiarisce
Una società di mutuo soccorso si è vista revocare il patrocinio a spese dello Stato perché la sua attività era stata ritenuta 'economica'. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale per il patrocinio enti non profit: l'attività 'economica' che esclude dal beneficio è solo quella con un fine di lucro diretto, non quella strumentale a scopi di solidarietà, anche se prevede la copertura dei costi. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Attività economica onlus: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11562/2024, ha stabilito un principio fondamentale per gli enti del Terzo Settore. Una società di mutuo soccorso si era vista revocare il patrocinio a spese dello Stato perché, secondo il Tribunale, svolgeva attività economica. La Suprema Corte ha cassato la decisione, chiarendo che l'attività economica onlus, se pur gestita con criteri di economicità per coprire i costi, non esclude l'accesso al beneficio quando è puramente strumentale a raggiungere uno scopo solidaristico e non persegue un fine di lucro diretto.
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24 CFU e laurea: non bastano per le graduatorie docenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26914/2024, ha stabilito che il possesso congiunto di 24 CFU e laurea non equivale all'abilitazione all'insegnamento. Di conseguenza, tali titoli non sono sufficienti per l'inserimento nella prima fascia delle graduatorie provinciali o nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. La Corte ha chiarito che questi requisiti consentono solo la partecipazione ai concorsi, ma non conferiscono la qualifica di docente abilitato, ribadendo la netta distinzione tra titolo di studio e titolo abilitante.
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Abilitazione insegnamento: Laurea e 24 CFU bastano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30520/2024, ha stabilito che il possesso di una laurea magistrale unitamente a 24 Crediti Formativi Universitari (CFU) non equivale all'abilitazione insegnamento. Questa combinazione di titoli consente unicamente la partecipazione ai concorsi per docenti, ma non l'inserimento nelle fasce delle graduatorie riservate al personale abilitato. La Corte ha accolto il ricorso del Ministero dell'Istruzione, riformando la decisione della Corte d'Appello e chiarendo la netta distinzione tra i requisiti di accesso ai concorsi e il titolo abilitante vero e proprio, necessario per l'iscrizione in determinate graduatorie per le supplenze.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la retta è simbolica?
La Corte di Cassazione nega l'esenzione IMU a un istituto religioso che gestisce una scuola paritaria. La Corte chiarisce che per ottenere il beneficio fiscale, l'attività didattica deve essere svolta gratuitamente o dietro un corrispettivo puramente simbolico. Poiché la scuola incassava rette significative, l'attività è stata considerata di natura commerciale, escludendo così il diritto all'esenzione IMU enti non commerciali, a prescindere dal fatto che l'ente operasse in perdita.
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Premio speciale unitario: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32295/2024, ha stabilito che il calcolo del premio speciale unitario per i facchini soci di cooperativa non può essere agganciato alla retribuzione effettiva. La Corte ha affermato il principio "lex posterior generalis non derogat priori speciali", sostenendo che la disciplina speciale prevista dall'art. 42 del d.P.R. 1124/1965 non è stata tacitamente abrogata dalle successive leggi generali sul lavoro in cooperativa. La modifica di tale premio richiede un apposito decreto ministeriale, non essendo sufficiente una circolare dell'INAIL.
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Compenso perito traduttore: quando è congruo?
Un'interprete ha impugnato il decreto di liquidazione del suo compenso perito traduttore, ritenendolo non congruo per un lavoro di traduzione di intercettazioni. Il Tribunale ha rigettato il ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi sul tempo strettamente necessario e non sulle ore totali lavorate. La corte ha inoltre ritenuto che, nonostante il volume del lavoro, la semplicità delle conversazioni non giustificasse un compenso superiore a quello già liquidato.
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