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Legge 23.6.2017 n. 103, art. 1, comma 62

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58 provvedimenti

Pena concordata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni imputati contro una sentenza di appello che applicava una pena concordata. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena tra accusa e difesa è un patto processuale vincolante che, una volta ratificato dal giudice, non può essere unilateralmente impugnato dalle stesse parti che lo hanno sottoscritto, salvo il caso di palese illegalità della pena, non riscontrato nel caso di specie.
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Ricorso patteggiamento: i limiti della Cassazione
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento per associazione per delinquere, lamentando un vizio di motivazione sulla congruità della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati e non includono la generica contestazione della motivazione.
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Patteggiamento: ricorso inammissibile senza giusti motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. Il motivo è che il vizio di motivazione, addotto dal ricorrente, non rientra tra le ragioni tassative previste dalla legge per impugnare un patteggiamento. La decisione sottolinea che il ricorso patteggiamento è possibile solo per vizi specifici, come l'illegalità della pena o l'errata qualificazione giuridica del fatto.
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Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ribadisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a far valere determinate questioni, inclusa la mancata valutazione delle cause di proscioglimento, limitando fortemente i motivi di impugnazione in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza basata su un concordato in appello. L'imputata contestava la mancanza di motivazione sulla responsabilità e sulle attenuanti, ma la Corte ha ribadito che, salvo vizi specifici sull'accordo, i motivi di appello rinunciati non possono essere riproposti in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile in appello: i limiti del 599-bis
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30485/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di patteggiamento in appello. Il ricorrente contestava la mancata applicazione delle attenuanti generiche nella massima estensione, ma la Corte ha ribadito che, dopo un accordo ex art. 599-bis c.p.p., i motivi di impugnazione sono limitati a vizi del consenso o a sentenze difformi dall'accordo, escludendo questioni sulla determinazione della pena.
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Ricorso patteggiamento: motivi ammessi dalla Cassazione
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, lamentando la mancata motivazione su possibili cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, l'impugnazione di tali sentenze è possibile solo per un numero limitato e specifico di motivi, tra i quali non rientra quello sollevato dal ricorrente.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24502/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di patteggiamento in secondo grado. La Corte ha ribadito che, aderendo al concordato in appello, l'imputato rinuncia a far valere motivi precedentemente proposti, come la richiesta di proscioglimento. Anche le censure sul calcolo della pena, come quelle sulla recidiva, sono inammissibili se non configurano un'illegalità della pena e se formulate in modo generico e non autosufficiente.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento, sperando di ottenere un'assoluzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, chiarendo che, a seguito della riforma del 2017, i motivi per impugnare tale sentenza sono strettamente limitati e non includono la valutazione delle prove o della colpevolezza. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso avverso una sentenza basata su un concordato in appello. L'accordo sulla pena, secondo i giudici, implica una rinuncia a contestare la qualificazione giuridica del fatto, rendendo il successivo ricorso per tale motivo non valido. La decisione conferma che l'adesione al concordato ha un effetto preclusivo che limita fortemente le possibilità di impugnazione.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che, a seguito della riforma del 2017, i motivi per un ricorso patteggiamento sono tassativi e non includono la mancata pronuncia di una sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. L'imputato, che lamentava la mancata declaratoria di improcedibilità per assenza di querela, è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso patteggiamento: motivi di inammissibilità
Un individuo ha impugnato una sentenza di patteggiamento per un reato legato agli stupefacenti, lamentando un difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, l'impugnazione di tali sentenze è consentita solo per motivi specifici e tassativi, tra i quali non rientra il vizio di motivazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24222/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti, tra i quali non rientra la presunta violazione dell'art. 129 c.p.p. lamentata dai ricorrenti. Di conseguenza, gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di 'concordato in appello' per tentato furto aggravato, lamentando che la riduzione di pena per il tentativo non fosse stata applicata nella massima estensione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in caso di accordo sulla pena, non è possibile contestare in sede di legittimità la sua determinazione, a meno che la sanzione non sia illegale. I motivi di ricorso sono limitati a vizi del consenso o a una decisione del giudice non conforme all'accordo.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento presentato da un imputato. La Corte ha chiarito che i motivi di ricorso contro una sentenza di patteggiamento sono tassativamente indicati dalla legge e non includono il mancato riconoscimento di circostanze attenuanti generiche, soprattutto se non concordate tra le parti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti e Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di quattro imputati avverso una sentenza di patteggiamento in appello. L'ordinanza stabilisce che i motivi di ricorso sono limitati in caso di accordo sulla pena e che la sopravvenuta improcedibilità per mancanza di querela, introdotta dalla Riforma Cartabia, non può superare un ricorso inammissibile, poiché questo genera un "giudicato sostanziale" che cristallizza la decisione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte stabilisce che l'accordo formalizzato in udienza prevale su qualsiasi proposta precedente e che il ricorso è possibile solo per vizi specifici, come l'illegalità della pena o un difetto nella formazione della volontà, non per un semplice ripensamento sulla pena concordata.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sul principio che, a seguito di un concordato in appello (accordo sulla pena ex art. 599-bis c.p.p.), non è possibile sollevare questioni di merito che sono state oggetto di rinuncia. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso, confermando la natura quasi definitiva di tale patteggiamento processuale.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per Cassazione poiché presentato personalmente dall'imputato e non da un avvocato iscritto all'apposito albo. In seguito alla riforma del 2017, la sottoscrizione da parte di un difensore cassazionista è un requisito essenziale per la legittimazione. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso tardivo: quando il ricorso è inammissibile
Un'automobilista ha impugnato una condanna per guida in stato di ebbrezza, contestando il funzionamento dell'etilometro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma perché si trattava di un ricorso tardivo, presentato oltre i termini di legge. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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