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Legge 160/2019

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99 provvedimenti

IMU amministrazione straordinaria: si cambia rotta?
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato un avviso di accertamento IMU. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione per rimettere la causa a una pubblica udienza. L'obiettivo è approfondire se il regime agevolativo del pagamento dell'IMU, previsto per fallimento e liquidazione coatta, possa essere esteso anche alla fase liquidatoria dell'amministrazione straordinaria. Questa mossa segnala un possibile cambio di orientamento rispetto alla giurisprudenza consolidata, che finora ha sempre negato tale estensione.
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Obbligo dichiarativo IMU: essenziale per l’esenzione
Una società edile si vede negare l'esenzione IMU per immobili invenduti a causa di dubbi sulla presentazione della dichiarazione. La Cassazione, di fronte a valutazioni contrastanti dei giudici di merito sulla prova dell'invio (un fax), ha sospeso la decisione per acquisire il fascicolo. Il caso sottolinea l'importanza dell'obbligo dichiarativo IMU per ottenere il beneficio fiscale.
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Esenzione IMU cooperativa: quando è valida?
Una società cooperativa edilizia ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di aver diritto a un'esenzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale, stabilendo che l'esenzione IMU cooperativa spetta anche in presenza di un vincolo legale di indivisibilità temporanea che impone una locazione formale, a condizione che i soci utilizzino l'immobile come abitazione principale. La Corte ha chiarito che la sostanza del rapporto prevale sulla forma contrattuale. La causa è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Cessazione materia del contendere: IMU e autotutela
Un contribuente impugna un avviso di accertamento IMU relativo alla negata agevolazione prima casa. Durante il giudizio in Cassazione, il Comune annulla l'atto in autotutela, recependo una sentenza della Corte Costituzionale. La Suprema Corte dichiara quindi la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio e compensando le spese legali tra le parti.
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Tariffa agevolata TOSAP per produttori di energia
Una società che produce energia idroelettrica ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (TOSAP). La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azienda ha diritto alla tariffa agevolata prevista per le reti di servizi pubblici. Questo beneficio si applica automaticamente, senza necessità di una richiesta esplicita, poiché la produzione di energia è un'attività fondamentale e strumentale al servizio nazionale di distribuzione elettrica. La sentenza consolida il principio che l'intera filiera energetica costituisce una rete unitaria di servizio pubblico.
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TOSAP Viadotti: paga il concessionario autostradale
Una società concessionaria di autostrade sosteneva di non dover pagare la TOSAP per un viadotto che sovrastava una strada comunale, affermando che lo spazio aereo fosse di proprietà statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che l'occupazione dello spazio aereo comunale costituisce il presupposto per la TOSAP sui viadotti e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende al concessionario, in quanto soggetto privato che agisce per profitto.
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TOSAP Viadotti Autostradali: quando si paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le società concessionarie devono pagare la TOSAP per i viadotti autostradali che sovrastano il suolo pubblico comunale. L'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si applica, poiché la concessionaria agisce in autonomia economica e non come mero esecutore. La Corte ha rigettato l'argomento secondo cui la pianificazione statale della rete escluderebbe la tassa, confermando la piena applicabilità della normativa sui tributi locali per l'occupazione di spazi pubblici.
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TOSAP viadotto autostradale: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3325 del 2025, ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione dello spazio aereo sovrastante una strada comunale con un proprio viadotto. La Corte ha rigettato la tesi della società, secondo cui la realizzazione dell'opera pubblica avrebbe sottratto l'area al demanio comunale per annetterla a quello statale. È stato chiarito che la tassa è dovuta per la sottrazione materiale dello spazio all'uso pubblico, e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende al concessionario privato che gestisce l'infrastruttura con finalità di profitto. La questione sul TOSAP viadotto autostradale viene così consolidata.
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TOSAP concessionario autostradale: si paga sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che il TOSAP concessionario autostradale è dovuto per l'occupazione del soprassuolo comunale tramite cavalcavia. La Corte ha chiarito che la società concessionaria, pur gestendo un bene di proprietà statale, agisce come un'entità economica autonoma e non può beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato. L'obbligo di pagamento sorge dal fatto materiale dell'occupazione, che sottrae lo spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla titolarità del manufatto.
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Esenzione IMU casa coniugale: serve la residenza
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU/TASI a una contribuente a cui era stata assegnata la casa coniugale, ma che risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU casa coniugale sono indispensabili sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Il solo provvedimento di assegnazione del giudice non è sufficiente a garantire l'agevolazione fiscale.
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TOSAP agevolata: Sì alla produzione di energia
Una società di produzione di energia ha contestato un avviso di accertamento per la Tassa sull'Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche (TOSAP), sostenendo di avere diritto a una tariffa ridotta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la produzione di energia è un'attività 'strumentale' alla fornitura di un servizio pubblico essenziale, come la distribuzione di elettricità. Di conseguenza, anche le aziende di produzione possono beneficiare della TOSAP agevolata, poiché l'intera filiera energetica va considerata come una rete unitaria al servizio della collettività.
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TOSAP agevolata: sì alla produzione energetica
Una società di produzione energetica ha contestato un avviso di accertamento per la Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP), sostenendo di avere diritto a una tariffa ridotta. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4948/2025, ha accolto il ricorso, stabilendo che l'attività di produzione di energia elettrica è strumentale all'erogazione di un servizio pubblico. Pertanto, alla società si applica la TOSAP agevolata, in quanto parte di un'unica filiera energetica nazionale. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di violazioni ripetute, le sanzioni vanno calcolate applicando l'istituto della continuazione.
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TOSAP agevolata per produttori di energia: la Cassazione
Una società di produzione di energia elettrica ha impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento della TOSAP. La Corte di Cassazione ha stabilito che alla società spetta la TOSAP agevolata, poiché l'attività di produzione è strumentale e inscindibile dal servizio pubblico di distribuzione dell'energia, considerato come una rete unica e integrata. La Corte ha quindi accolto il motivo relativo all'applicazione della tariffa ridotta, cassando la sentenza impugnata su questo punto e rinviando alla commissione tributaria regionale.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente di edilizia residenziale pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il proprio diritto all'esenzione per gli immobili qualificati come "alloggi sociali". La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: l'esenzione IMU per gli alloggi sociali spetta se questi rispettano i criteri del D.M. 22 aprile 2008 e sono adibiti ad abitazione principale dall'assegnatario. La Corte ha inoltre chiarito che tale destinazione si presume, invertendo l'onere della prova a carico dell'ente impositore, che dovrà dimostrare l'eventuale inadempimento dell'assegnatario per negare il beneficio.
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Discriminazione stranieri bonus: no a residenza lunga
La Corte di Cassazione ha confermato il carattere discriminatorio di due delibere di una Regione che imponevano lunghi periodi di residenza (5 o 10 anni) per l'accesso di cittadini stranieri a un 'bonus bebè' e un 'bonus affitti'. La Corte ha stabilito che tale requisito di residenza prolungata viola il principio di parità di trattamento sancito dalla normativa nazionale ed europea, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ordinato la rimozione della clausola discriminatoria. Si tratta di un'importante pronuncia sulla discriminazione stranieri bonus.
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Ricorso Giudice di Pace: inammissibile senza appello
Un utente contesta una bolletta dell'acqua e il Giudice di Pace gli dà ragione dichiarando la prescrizione del credito. Il Comune fornitore del servizio idrico impugna la decisione ricorrendo direttamente in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che per le cause di valore esiguo, decise secondo equità, lo strumento corretto non è il ricorso diretto ma l'appello a motivi limitati. La scelta del mezzo di impugnazione errato ha impedito alla Corte di esaminare il merito della questione.
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Collaboratori Linguistici: no stipendio da ricercatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16003/2025, ha stabilito che i collaboratori esperti linguistici assunti dalle università dopo il 1995 non hanno diritto alla stessa retribuzione dei ricercatori universitari. Questa pronuncia chiarisce la distinzione fondamentale con gli "ex lettori" di madrelingua straniera, i quali beneficiano di un trattamento economico più favorevole solo in virtù di una normativa specifica volta a sanare una pregressa discriminazione. La Corte ha rigettato il ricorso del collaboratore, confermando che il suo trattamento economico è correttamente disciplinato dalla contrattazione collettiva di comparto.
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Rapporto di lavoro nullo: no al CCNL giornalisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione, instaurato senza pubblico concorso, è da considerarsi un rapporto di lavoro nullo. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto alla retribuzione per l'attività svolta (art. 2126 c.c.), ma non può pretendere l'applicazione di un contratto collettivo di diritto privato, come quello dei giornalisti, né le relative indennità specifiche. La retribuzione deve essere commisurata a quella prevista dalla contrattazione del pubblico impiego.
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Patrimonio disponibile: no al canone unico per TLC
Il Tribunale di Ancona (sent. del 04/07/2025, R.G. 5277/2024) stabilisce che il canone unico non si applica ai contratti di locazione di beni del patrimonio disponibile comunale, anche se usati per servizi di telecomunicazione. La natura privatistica del rapporto prevale, rendendo legittimo il canone di locazione pattuito.
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