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Legge 155/1981

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35 provvedimenti

Retribuzione pensionabile mobilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva ricalcolato la pensione di un lavoratore in mobilità. La Cassazione ha stabilito che le norme speciali sulla neutralizzazione della retribuzione pensionabile mobilità, applicate dalla corte territoriale, erano errate in quanto destinate a specifiche categorie di lavoratori non corrispondenti a quella del caso in esame. La Corte ha chiarito che, in assenza di presupposti specifici, si applicano le regole generali, basando il calcolo sulla retribuzione figurativa parametrata all'integrazione salariale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Calcolo pensione salvaguardati: no al retributivo
Una lavoratrice, beneficiaria delle norme di 'salvaguardia', ha richiesto il ricalcolo della sua pensione interamente con il più favorevole sistema retributivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul calcolo pensione salvaguardati: le deroghe previste dalla legge riguardano esclusivamente i requisiti di accesso e la decorrenza della pensione, ma non il metodo di calcolo. Pertanto, anche per i 'salvaguardati', la quota di pensione maturata dopo il 1° gennaio 2012 deve essere calcolata con il sistema contributivo, come previsto dalla riforma Fornero.
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Decorrenza pensione: conta la domanda, non i requisiti
Un lavoratore, pur avendo maturato i requisiti per la pensione nella Gestione Separata, ha presentato la domanda anni dopo, chiedendo di cumulare anche i contributi versati in un'altra gestione. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che la decorrenza della pensione in questi casi coincide con la data della domanda di cumulo, e non con quella di maturazione dei requisiti. Questo principio determina anche la decorrenza del successivo supplemento di pensione.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
L'Ente Previdenziale ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva accolto la domanda di un pensionato per il ricalcolo della pensione. L'Ente eccepiva la decadenza triennale dell'azione. La Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la decadenza per il ricalcolo pensione, introdotta nel 2011, si applica solo ai ratei maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale e non estingue il diritto in sé. La nuova norma non è retroattiva.
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Cumulo retribuzione pensione: i limiti del decreto
Un ex dipendente pubblico ha lavorato part-time dopo il pensionamento, chiedendo il ricalcolo della pensione. La Cassazione ha negato tale possibilità, stabilendo che in caso di cumulo retribuzione pensione, i contributi successivi danno diritto solo a un supplemento e non a una riliquidazione totale. La Corte ha disapplicato un decreto ministeriale che prevedeva diversamente, poiché eccedeva la sua delega legislativa e contrastava con la legge.
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Contribuzione figurativa mobilità: la Cassazione
Un lavoratore ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione, in particolare per la contribuzione figurativa mobilità. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi sulla retribuzione effettiva percepita per l'integrazione salariale, come previsto dalla Legge n. 223/1991, e non su un parametro differente. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale chiaro, fornendo certezza sulla corretta determinazione dei contributi in periodi di mobilità.
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Contribuzione figurativa mobilità: la regola corretta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31460/2024, ha stabilito il corretto criterio per il calcolo della pensione dei lavoratori posti in mobilità. Il caso riguardava la richiesta di un lavoratore di ricalcolare la propria pensione basando la contribuzione figurativa mobilità sulla retribuzione dei dodici mesi precedenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione della Corte d'Appello. È stato chiarito che il valore dei contributi figurativi non va determinato su un dato virtuale, ma sulla retribuzione reale cui è riferito il trattamento straordinario di integrazione salariale, come specificamente previsto dalla legge n. 223/1991.
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Decorrenza pensione gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione in gestione separata, in caso di opzione per il computo di contributi versati in altre gestioni, coincide con la data della domanda amministrativa e non con quella di maturazione dei requisiti. La scelta di avvalersi di tale facoltà è un atto volontario che produce effetti solo dal momento in cui viene esercitato, rendendo la domanda un elemento imprescindibile per la liquidazione del trattamento.
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Ricorso inammissibile: onere della prova e spese legali
Una pensionata si è vista negare il ricalcolo della pensione a causa di documenti irreperibili. Il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile per mancanza di specificità, sia riguardo la richiesta di esonero dalle spese legali per basso reddito, sia nel merito della questione. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere di formulare un ricorso completo e dettagliato, secondo il principio di autosufficienza, grava interamente sul ricorrente, il quale subisce le conseguenze di un'istanza generica, inclusa la condanna al pagamento delle spese.
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Notifica a mezzo posta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ente previdenziale a causa di un vizio procedurale. Il ricorrente aveva effettuato la notifica a mezzo posta dell'atto di appello ma non aveva depositato in atti l'avviso di ricevimento. La Corte ha stabilito che la mancanza di tale documento non costituisce una mera nullità sanabile, bensì l'inesistenza giuridica della notifica, un vizio insanabile che impedisce l'esame nel merito della causa.
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Decorrenza pensione Gestione Separata: la domanda conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11583/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione Gestione Separata in caso di cumulo di contributi. Il diritto alla pensione non scatta dal momento in cui si maturano i requisiti di età e contribuzione, ma dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda di opzione per il cumulo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, cassando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto una decorrenza retroattiva.
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Decorrenza pensione con cumulo: conta la domanda
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla decorrenza pensione con cumulo. In un caso riguardante un pensionato che ha unito contributi della gestione separata e dell'assicurazione generale obbligatoria, la Corte ha stabilito che la pensione decorre dalla data della domanda amministrativa di cumulo, non dal raggiungimento dell'età pensionabile. La decisione della Corte d'Appello, che aveva retrodatato la pensione, è stata annullata.
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Ricostituzione della pensione: basta una sola domanda
Un pensionato ha richiesto la ricostituzione della pensione per un errato calcolo dei contributi figurativi, che non includevano i premi di produzione percepiti. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda per la mancanza di una specifica istanza amministrativa preliminare. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la domanda di ricostituzione per motivi contributivi è sufficiente, poiché i contributi figurativi sono calcolati automaticamente dall'ente previdenziale e l'istanza mira proprio a correggere un suo errore.
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Decorrenza Pensione Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione gestione separata. In caso di pensione di vecchiaia ottenuta tramite il cumulo di contributi versati in diverse gestioni, la prestazione decorre non dal momento in cui si maturano i requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda con cui si esercita l'opzione per il cumulo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva fissato una decorrenza anteriore, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale.
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Retribuzione pensionabile: guida alla mobilità
Un lavoratore in mobilità aveva ottenuto la riliquidazione della pensione basata sulla retribuzione dei 12 mesi precedenti. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la base di calcolo per la retribuzione pensionabile deve essere quella utilizzata per l'integrazione salariale straordinaria, che esclude emolumenti non ordinari come gli straordinari. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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