La Corte di Cassazione ha esaminato ricorsi contro condanne per associazione mafiosa e altri reati. La sentenza ha chiarito la nozione di **criminalità organizzata e intercettazioni**, stabilendo che i reati non associativi, anche se aggravati dal metodo mafioso, non rientrano automaticamente nella categoria che permette intercettazioni con regole speciali. Ha rigettato i ricorsi di alcuni imputati (Korkoi, Pandolfi, Esposito) per motivi legati alla pena e alle attenuanti generiche. Ha annullato le condanne di altri (Di Lorenzo, Staterini) per l'inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali, autorizzate senza i presupposti corretti per la criminalità organizzata, e per la necessità di rivalutare le chiamate in correità. Per Vastarella, l'annullamento ha riguardato solo la rideterminazione della pena per la continuazione dei reati.
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