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legge 15 maggio 1997, n. 127

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Canone sostitutivo pubblicità: quando si applica?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta comunale sulla pubblicità (ICP) per il 2014, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto applicare il più vantaggioso canone sostitutivo pubblicità (CIMP). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in assenza di uno specifico regolamento comunale che istituisca formalmente il CIMP, il regime precedente dell'ICP rimane pienamente in vigore e può essere cumulato con i canoni per l'occupazione del suolo pubblico. La semplice approvazione di un Piano Generale degli Impianti non è sufficiente per attivare il nuovo regime.
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Agevolazioni gasolio autotrazione: revoca parziale
Una società di autotrasporti si è vista revocare totalmente le agevolazioni sul gasolio a causa di dichiarazioni trimestrali ritenute infedeli. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: la revoca del beneficio deve essere proporzionale all'errore commesso. Pertanto, le agevolazioni gasolio autotrazione vanno perse solo per gli importi irregolari e non per l'intero trimestre. La Corte ha però confermato che l'indicazione della targa del veicolo in fattura è un requisito obbligatorio.
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Buona fede acquisto azioni: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di privatizzazione societaria. La sentenza analizza i requisiti per l'acquisto di azioni da un non proprietario, focalizzandosi sul concetto di buona fede. Viene chiarito che la controllata di una società non può invocare la buona fede se era a conoscenza dei vizi del contratto originario. Tuttavia, per un successivo acquirente, la mera notizia di un contenzioso pendente non basta a escludere la buona fede. Infine, la Corte stabilisce che i dividendi non sono frutti civili e la loro restituzione segue regole specifiche.
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Annullamento concorso pubblico: effetti sul contratto
La Corte di Cassazione stabilisce che l'annullamento di un concorso pubblico comporta la nullità del contratto di lavoro stipulato con il vincitore. Tale nullità travolge anche eventuali accordi successivi, come una risoluzione consensuale, e obbliga l'amministrazione a recuperare le somme indebitamente versate sulla base dell'inquadramento nullo, poiché la legge prevale sulla volontà privata.
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Nullità concorso pubblico: effetti sul contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un concorso pubblico determina la nullità del contratto individuale di lavoro del vincitore. Di conseguenza, anche un successivo accordo di risoluzione consensuale, con relativo incentivo all'esodo, è invalido. L'amministrazione pubblica ha il dovere di recuperare le somme indebitamente versate, poiché l'accordo non può sanare un rapporto di lavoro nullo fin dall'origine. Il caso riguardava un dirigente pubblico che aveva ricevuto un cospicuo incentivo per la cessazione del rapporto, basato su una qualifica dirigenziale ottenuta tramite un concorso poi annullato dal giudice amministrativo.
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