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Legge 15 luglio 2011 n. 111

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71 provvedimenti

Pensione lavoratori spettacolo: decadenza e tetto
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, stabilendo l'applicazione del termine di decadenza triennale e del tetto massimo alla retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B". L'ordinanza chiarisce che il termine di decadenza opera con un meccanismo "mobile", salvaguardando i ratei maturati nel triennio antecedente la domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Pensione lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5360/2025, interviene su un caso di ricalcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo. La Corte ha stabilito che si applica la decadenza triennale per le richieste di riliquidazione, ma con un meccanismo 'mobile' che salva i ratei futuri. Inoltre, ha confermato che per il calcolo della 'quota B' della pensione, maturata dopo il 1992, vige ancora il limite massimo di retribuzione pensionabile previsto da una legge del 1971. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Quota B pensione spettacolo: il tetto retributivo
La Cassazione chiarisce le regole per la quota B pensione spettacolo. Viene confermata l'applicazione del tetto massimo di retribuzione pensionabile per le anzianità maturate dopo il 1992. Inoltre, si precisa che la decadenza triennale per la riliquidazione si applica solo ai ratei maturati oltre il triennio precedente la domanda, senza intaccare i ratei futuri.
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Decadenza indennità agricola: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori agricoli contro l'ente previdenziale, confermando la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione. La decisione si fonda sulla mancata impugnazione della cancellazione dagli elenchi nei termini di legge. La Corte ha chiarito che, nonostante una temporanea abrogazione della norma, la decadenza indennità agricola è un principio applicabile, con termini che hanno ripreso a decorrere dal 6 luglio 2011, rendendo tardiva qualsiasi successiva contestazione.
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Sanzioni Contributive: Omissione o Evasione? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro un architetto. La Corte ha stabilito che la distinzione tra omissione ed evasione ai fini delle sanzioni contributive si basa su un accertamento di fatto, non rivalutabile in sede di legittimità. Viene inoltre sottolineata l'importanza di una nuova norma (ius superveniens) che esonera i professionisti da sanzioni per omessa iscrizione pregressa.
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Trattazione congiunta: la Cassazione rinvia il caso
L'Amministrazione Finanziaria chiede la revocazione di un decreto di estinzione di un processo tributario, sostenendo un errore sulla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, rilevando una stretta connessione con altre cause pendenti, ha disposto il rinvio per una trattazione congiunta al fine di garantire una decisione coordinata.
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Trattazione congiunta: la Cassazione rinvia il caso
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in un caso tributario riguardante un accertamento fiscale per redditi non dichiarati da una società immobiliare. A fronte della stretta connessione tra il ricorso principale e altri due giudizi pendenti, uno per revocazione della stessa sentenza e un altro relativo a un decreto di estinzione, la Corte ha disposto il rinvio della causa per una trattazione congiunta. Questa decisione mira a garantire una visione unitaria e a prevenire giudicati contrastanti.
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Contraddittorio preventivo: non sempre è obbligatorio
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla sua gestione antieconomica, lamentando la violazione del contraddittorio preventivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per gli accertamenti "a tavolino" su tributi non armonizzati (IRES, IRAP), tale procedura non è obbligatoria. Per l'IVA, tributo armonizzato, il contribuente non ha superato la "prova di resistenza", ovvero non ha dimostrato quali argomenti concreti avrebbe potuto far valere per cambiare l'esito dell'accertamento. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per violazione del principio di autosufficienza.
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Blocco stipendi PA: non si applica al privato
Una lavoratrice di un Comune, assunta con contratto di diritto privato del settore edile, si è vista negare gli aumenti contrattuali a causa delle norme sul blocco stipendi pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il blocco della contrattazione collettiva previsto per il settore pubblico (art. 9, c. 17, D.L. 78/2010) non si applica ai rapporti di lavoro regolati da CCNL privati, anche se il datore di lavoro è un ente pubblico. La Corte ha distinto tale blocco da quello, più generale e temporalmente limitato, relativo al trattamento economico individuale.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugna delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), dichiara il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora permessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e "qualificato", condizione non soddisfatta nel caso di specie. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza d'appello senza rinvio, poiché l'azione non poteva essere proposta.
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Retribuzione di risultato: quando spetta ai medici?
Un gruppo di medici specialisti ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per ottenere il pagamento della retribuzione di risultato per il biennio 2015-2016. La Corte di Cassazione ha rigettato la loro richiesta, stabilendo che tale compenso non è un diritto automatico. È necessaria la stipula di specifici accordi aziendali con le organizzazioni sindacali che definiscano obiettivi, modalità di verifica e le risorse economiche destinate. In assenza di tali accordi, il diritto alla retribuzione di risultato non sorge.
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