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Legge 146/2021

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232 provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo contestando la notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, secondo la normativa recente e la giurisprudenza delle Sezioni Unite, l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come un pignoramento in corso o un'intimazione al pagamento, che nel caso di specie mancava.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Cassazione chiarisce i limiti all'impugnazione estratto di ruolo. Una società aveva contestato un estratto sostenendo la mancata notifica della cartella. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando le nuove norme che permettono l'impugnazione solo in caso di pregiudizio concreto e dimostrato, come l'esclusione da appalti o un pignoramento in corso, condizioni non provate nel caso di specie.
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Data certa: quando un accordo estingue il debito?
Una società dichiarata fallita impugna la decisione, sostenendo che il debito del creditore istante era stato estinto tramite un accordo privato. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché l'accordo non possiede una data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, requisito indispensabile per provare l'avvenuta estinzione del debito nei confronti dei terzi e della massa dei creditori.
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Impugnabilità estratto di ruolo: i limiti della Cassazione
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo relativo a una cartella di pagamento mai notificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo i severi limiti sull'impugnabilità dell'estratto di ruolo. L'impugnazione è ammessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, prova che nel caso di specie non è stata fornita. Il diritto di difesa viene preservato ma differito alla fase esecutiva.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per contributi previdenziali non versati. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnabilità dell'estratto di ruolo è limitata a specifici casi di grave pregiudizio, non presenti nella fattispecie. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello, confermando che l'azione non poteva essere iniziata.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33649/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se non fondata su uno dei motivi tassativamente previsti dall'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 602/1973. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo eccependo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dichiarando l'azione del contribuente inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché la prescrizione non rientra tra le cause specifiche che consentono tale impugnazione. La decisione si basa su una norma sopravvenuta (ius superveniens) applicabile ai processi in corso.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, venendo a conoscenza solo tramite esso di tre cartelle esattoriali che sosteneva non fossero mai state notificate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza chiarisce che, a seguito di una recente modifica legislativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973), l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile per difetto di interesse ad agire, a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a un appalto pubblico. Poiché tale prova mancava, il ricorso è stato rigettato.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo dell'INPS, sostenendo la prescrizione del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'azione inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è permessa solo se il debitore prova un pregiudizio specifico, come l'esclusione da appalti pubblici, secondo la normativa vigente. L'opposizione è stata quindi respinta per mancanza di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento dopo aver ricevuto un estratto di ruolo, sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge con effetto retroattivo (jus superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo non è permessa, poiché tale documento ha natura meramente informativa e non è un atto impugnabile autonomamente, salvo in casi eccezionali di pregiudizio specifico per il contribuente.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Una società ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge con effetto retroattivo (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo in casi specifici in cui il contribuente dimostri un concreto e attuale interesse ad agire, ovvero un pregiudizio effettivo derivante dall'atto, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a un contribuente perché la sua famiglia risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha dubitato della costituzionalità di tale requisito. Ritenendo che la norma possa violare i principi di uguaglianza e di capacità contributiva, in linea con una precedente decisione della Corte Costituzionale sull'IMU, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un Comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a una contribuente poiché il coniuge risiedeva in un altro Comune. Il caso è giunto alle Sezioni Unite della Cassazione che, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale in materia di IMU, hanno dubitato della costituzionalità della norma ICI. La legge, infatti, richiede la dimora abituale non solo del contribuente ma anche dei suoi familiari per concedere il beneficio. Ritenendo questa previsione potenzialmente discriminatoria, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.
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Estratto di ruolo: sufficiente per il passivo fallimentare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33070/2025, ha stabilito che per l'ammissione di un credito fiscale al passivo di una liquidazione giudiziale è sufficiente la produzione del solo estratto di ruolo. La mancata notifica della cartella di pagamento non impedisce l'ammissione della domanda. In caso di contestazione da parte del curatore, il credito deve essere ammesso con riserva, demandando la risoluzione della controversia al giudice tributario. Viene così ribaltata la decisione del Tribunale di Nola, che aveva erroneamente ritenuto necessaria la prova della notifica per tutelare il diritto di difesa del curatore.
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Impugnazione estratto ruolo: interesse concreto è chiave
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio specifico, diretto e concreto. Un interesse generico, come la partecipazione a future gare pubbliche, non è sufficiente. La Corte ha rigettato la richiesta di revocazione di una società, chiarendo che la valutazione della prova non costituisce un errore di fatto, ma un errore di giudizio non soggetto a revocazione.
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Estratto di ruolo: quando è inammissibile l’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31917/2025, ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla riforma del 2021. La semplice scoperta del debito tramite l'estratto non è sufficiente per agire in giudizio, mancando l'interesse ad agire. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito senza rinvio, chiudendo il caso.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole retroattive
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce la retroattività della norma che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato debiti previdenziali prescritti. La Corte ha chiarito che, se la cartella di pagamento originaria è stata regolarmente notificata, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile, applicando questo principio anche ai giudizi in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova legge.
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Notifica invalida atto impositivo: Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, lamentando una notifica invalida dell'atto impositivo. La Corte di Cassazione, valorizzando un giudicato interno sull'ammissibilità del ricorso, ha accolto la sua tesi. È stato chiarito che la scoperta dell'atto attraverso un documento successivo, come l'estratto di ruolo, non sana il difetto di notifica originale. La sanatoria avviene solo con un'impugnazione diretta e tempestiva dell'atto presupposto. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione, con ordinanza 26067/2024, ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale. Applicando la novella legislativa (art. 12, c. 4-bis, DPR 602/1973), la Corte ha ribaltato la decisione di merito, chiarendo che l'azione diretta contro l'estratto è permessa solo in casi tassativi, come il rischio di esclusione da appalti pubblici. Nel caso di specie, mancando tale prova, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto ruolo: limiti e condizioni
Una società ha contestato un estratto di ruolo per la presunta mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come un pignoramento in corso o l'esclusione da appalti pubblici, requisito non provato nel caso specifico.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Una società ha contestato un estratto di ruolo per una cartella di pagamento che sosteneva non le fosse mai stata notificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e specifico, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere proposta, conformemente a recenti interventi normativi e alla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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