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Legge 136/2018

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222 provvedimenti

Stralcio debiti fino a 1000 euro: no se affidato dopo il 2010
La Corte di Cassazione interviene sul tema dello 'stralcio debiti fino a 1000 euro', chiarendo un presupposto fondamentale. Un contribuente si era visto annullare un debito da una corte territoriale, che riteneva applicabile la sanatoria. Tuttavia, l'Agente della riscossione ha impugnato la decisione. La Cassazione ha dato ragione a quest'ultimo, stabilendo che la cancellazione automatica si applica solo ai debiti affidati per la riscossione nel decennio 2000-2010. Poiché nel caso specifico l'affidamento era avvenuto nel 2015, il debito non poteva essere annullato e resta valido. La sentenza precedente è stata quindi annullata.
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Definizione agevolata: paghi e il giudizio tributario si estingue
Una società in lite con l'Agenzia delle Entrate ha aderito alla 'definizione agevolata' per sanare la propria posizione. Dopo aver effettuato i pagamenti richiesti dalla procedura, ha formalmente rinunciato al ricorso pendente in Cassazione. I giudici, verificata la regolarità dei versamenti e la volontà della società di chiudere la controversia, hanno dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. La decisione pone fine alla causa senza una sentenza sul merito della questione, stabilendo che ogni parte sostenga le proprie spese legali. La Corte ha così applicato la normativa che regola la chiusura delle liti fiscali attraverso accordi, confermando che l'adesione a tali procedure comporta la fine del processo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA a seguito dell'adesione della società contribuente alla definizione agevolata. La controversia, originata da contestazioni su operazioni finanziarie e fatturazioni ritenute fittizie, si è conclusa poiché l'Amministrazione Finanziaria non ha notificato alcun diniego alla sanatoria entro i termini di legge. La decisione conferma che la definizione agevolata comporta la cessazione della materia del contendere, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza l'obbligo di versare il doppio contributo unificato.
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Rottamazione-ter e ricorso in Cassazione
Un'associazione di produttori agricoli ha impugnato un accertamento contributivo dell'INPS. Durante il giudizio di legittimità, l'associazione ha documentato l'adesione alla **Rottamazione-ter** per sanare il debito. La Corte di Cassazione ha rilevato che l'impegno alla rinuncia ai giudizi pendenti, insito nella definizione agevolata, determina la sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese e senza raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata e ricorso in Cassazione
Un imprenditore agricolo ha impugnato una cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali omessi. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha dichiarato di essersi avvalso della definizione agevolata dei carichi fiscali (cosiddetta rottamazione-ter). La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione a tale procedura, implicando l'impegno a rinunciare ai giudizi pendenti, determina una sopravvenuta carenza d'interesse alla decisione. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la compensazione delle spese tra le parti e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio tributario e definizione agevolata
Il caso esamina un contribuente che ha impugnato un atto di riscossione ipotecaria. Durante il ricorso, è intervenuta l'adesione alla definizione agevolata dei debiti fiscali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere, verificato il pagamento e l'assenza di istanze di prosecuzione.
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Definizione agevolata: estinzione per mancata notifica
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un contribuente che ha richiesto la definizione agevolata della lite fiscale. Nonostante l'opposizione dell'ente impositore, la mancanza di prova della corretta notifica del diniego ha portato all'estinzione del giudizio per perfezionamento della sanatoria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida pratica
Il caso riguarda un contribuente che, dopo aver impugnato un accertamento sintetico IRPEF, ha scelto di presentare rinuncia al ricorso per cassazione avendo aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa sulla pace fiscale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rottamazione quater: estinzione del giudizio civile
Il Tribunale di Roma ha affrontato un caso di opposizione a cartelle esattoriali notificate via PEC da indirizzi non ufficiali. Durante il processo, l'opponente ha aderito alla Rottamazione quater. Il giudice ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che il perfezionamento della procedura amministrativa e il pagamento delle rate correnti sono sufficienti per chiudere la lite.
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Accertamento socio receduto: motivazione per relationem
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento a un ex socio di una s.r.l. per maggiori redditi da partecipazione, motivandolo 'per relationem' con rinvio a un verbale di constatazione notificato solo alla società. Poiché il contribuente aveva già lasciato la compagine sociale, la Corte di Cassazione ha confermato la nullità dell'avviso. La Corte ha stabilito che l'obbligo di motivazione non è soddisfatto se l'ex socio non ha più la possibilità di accedere alla documentazione societaria a cui l'atto impositivo fa riferimento, invalidando di fatto l'avviso di accertamento al socio receduto.
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Definizione agevolata liti pendenti: estinzione processo
L'ordinanza analizza un caso in cui un contribuente e l'amministrazione finanziaria erano in lite per un avviso di liquidazione. Mentre il caso era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito a una procedura di definizione agevolata liti pendenti, presentando la domanda e pagando l'importo dovuto. La Corte di Cassazione, verificato il perfezionamento della procedura, ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando l'efficacia di questo strumento per chiudere le controversie fiscali.
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Definizione agevolata anche per avvisi di liquidazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione che applicava l'imposta di registro in misura proporzionale anziché fissa. Durante il contenzioso, la richiesta di definizione agevolata è stata negata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'avviso di liquidazione, esprimendo una nuova e maggiore pretesa fiscale, ha natura di atto impositivo e rientra quindi nell'ambito della definizione agevolata. Di conseguenza, avendo la società pagato, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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Definizione agevolata e giudicato interno parziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28168/2023, ha stabilito che ai fini della definizione agevolata di una lite pendente, il valore della controversia deve essere calcolato al netto delle parti coperte da giudicato interno o acquiescenza. Nel caso di specie, un'azienda aveva ottenuto un annullamento parziale di un avviso di accertamento in primo grado e aveva prestato acquiescenza alla parte sfavorevole. La Corte ha ritenuto che la controversia proseguisse solo per l'importo residuo, rispetto al quale l'Agenzia delle Entrate risultava soccombente nei gradi precedenti. Di conseguenza, il contribuente aveva diritto ad accedere alla definizione agevolata con l'aliquota più favorevole del 5%, vedendosi accolto il ricorso contro il diniego dell'Amministrazione Finanziaria e dichiarato estinto il giudizio.
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Cessazione materia contendere per debiti annullati
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento per un debito di modesto importo. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia contendere. Una legge sopravvenuta, infatti, ha disposto l'annullamento automatico dei debiti sotto i mille euro affidati alla riscossione entro il 2010, rendendo la controversia priva di oggetto.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: il caso
Una società ha impugnato un pignoramento per crediti tributari davanti al giudice ordinario, il quale ha trasferito la causa al giudice tributario per difetto di giurisdizione. La società, dopo aver perso in primo e secondo grado tributario, ha sollevato la questione di giurisdizione solo in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che, non avendo contestato la giurisdizione del giudice tributario nei gradi precedenti, si è formato un giudicato implicito sulla questione, che non può più essere messo in discussione.
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Notifica cartella: la Cassazione sui termini decadenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui termini di decadenza per la notifica di una cartella di pagamento relativa a IVA e IRPEF per gli anni 2000 e 2001. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile per tardività riguardo all'IRPEF, in quanto le controversie su condoni fiscali non beneficiano della sospensione semestrale dei termini. È stato invece accolto per l'IVA, confermando l'applicazione retroattiva delle norme che hanno esteso i termini per la notifica della cartella, rendendo tempestiva l'azione dell'ente impositore.
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Definizione agevolata: quando si estingue il processo?
La Corte di Cassazione chiarisce che per l'estinzione del processo tributario è sufficiente il perfezionamento della procedura di definizione agevolata, che avviene con la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata. Non è necessario dimostrare il saldo integrale del debito per ottenere l'estinzione, a differenza della declaratoria di cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
Una società agricola, in lite con l'Agenzia Fiscale per avvisi di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata delle controversie pendenti. La Corte di Cassazione, verificato il rispetto dei requisiti di legge e il pagamento degli importi dovuti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, stabilendo che ogni parte sostenesse le proprie spese legali.
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Nullità processuale: Cassazione chiarisce i limiti
Una società impugnava un avviso di accertamento ICI, vincendo in primo grado. In appello, il Comune otteneva la riforma della sentenza. La società ricorreva in Cassazione lamentando una nullità processuale che, a suo dire, avrebbe dovuto comportare la rimessione della causa al primo giudice. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, chiarendo che la rimessione è un'ipotesi eccezionale, non applicabile a ogni vizio procedurale, ma solo a quelli più gravi come la mancata integrazione del contraddittorio.
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Estinzione del giudizio: la pace fiscale in Cassazione
Un contribuente, durante un ricorso in Cassazione per un accertamento fiscale basato su redditometro, aderisce alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Avendo presentato la domanda e pagato la prima rata entro i termini, e data l'assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate e di un'istanza di prosecuzione del processo, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio. Viene chiarito che per l'estinzione è sufficiente il perfezionamento della procedura, non il pagamento integrale del debito.
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