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Legge 136/2018

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222 provvedimenti

Definizione agevolata della controversia: stop a calcoli errati
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato a un contribuente un accertamento fiscale per imposte dirette e IVA. I giudici di merito hanno ridotto le pretese ed escluso l'IVA. Pendente il giudizio finale, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia versando l'importo ridotto sulle sole somme ancora contestate. L'Ufficio ha rigettato l'istanza pretendendo anche il pagamento delle imposte già annullate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente e ha annullato il diniego dell'ente impositore. I giudici hanno stabilito che il valore della sanatoria deve escludere le imposte coperte da giudicato favorevole, dichiarando l'estinzione definitiva della causa.
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Definizione agevolata delle liti: stop al debito e processo chiuso
La vicenda nasce dalla contestazione dell'Agenzia delle Entrate contro La Contribuente per la decadenza dai benefici fiscali prima casa, con richiesta di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. Dopo la vittoria dell'amministrazione nel giudizio di appello, la cittadina ha presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha scelto di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie, versando integralmente le somme previste dalla legge e depositando la ricevuta di pagamento. A fronte dell'avvenuto saldo del debito concordato, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre confermato che le spese processuali restano a carico di chi le ha sostenute e hanno escluso la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata della lite tributaria: lite sospesa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la decisione favorevole ottenuta da una società, poi estinta, su avvisi di accertamento per imposte non versate. Uno dei soci superstiti ha presentato istanza di definizione agevolata della lite tributaria versando la prima rata prevista dalla legge. La Corte di Cassazione non ha emesso una sentenza definitiva. I giudici hanno invece sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo. Il collegio ha assegnato al Fisco un termine di novanta giorni per confermare l'effettivo perfezionamento della procedura di definizione agevolata della lite tributaria.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e azienda
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la riqualificazione fiscale di un conferimento di ramo d'azienda seguito dalla cessione di quote. Il Fisco ha richiesto il pagamento di maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di liquidazione per violazione delle garanzie procedurali. L'ente impositore ha quindi impugnato la decisione davanti ai giudici di legittimità. Nel corso della controversia, la società contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata pagando la prima rata prevista dalla legge speciale. Il Fisco non ha rifiutato l'istanza né le parti hanno chiesto la trattazione della causa. I giudici hanno dichiarato l'estinzione definitiva del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: lite fiscale chiusa
Una contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione e una cartella esattoriale per imposte di registro e INVIM derivanti dalla vendita di un immobile. L'atto di compravendita era stato annullato dal tribunale per un vizio del consenso. I giudici di merito hanno accolto le ragioni della contribuente, annullando le imposte pretese dal Fisco. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata delle controversie tributarie e ha saldato integralmente tutte le rate previste dalla legge. I giudici della Suprema Corte hanno quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla causa fiscale con l’Erario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società contribuente l'indeducibilità di costi del personale per l'anno 2007. I giudici di merito hanno annullato l'avviso di accertamento fiscale. Il Fisco ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione per ottenere il recupero delle imposte. Nelle more del processo, l'impresa ha presentato domanda di definizione agevolata pagando regolarmente le somme dovute. L'Ufficio tributario ha confermato il corretto adempimento degli obblighi e l'assenza di dinieghi. Nessuna parte ha depositato istanza per proseguire la causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata, ponendo fine alla controversia tributaria e disponendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata e fine della lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza che annullava due avvisi di accertamento sintetico Irpef emessi contro una contribuente. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata versando le somme previste dalla legge. Anche l'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della domanda e il perfezionamento della procedura di sanatoria della lite. La Suprema Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la formale estinzione del processo per avvenuta definizione della lite pendente, stabilendo che le spese legali restano definitivamente a carico della parte che le ha anticipate.
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Lite col Fisco e definizione agevolata della controversia
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone e ai suoi soci maggiori redditi non dichiarati e costi indeducibili per gli anni 2006 e 2007. I soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento ottenendo esiti favorevoli nei gradi di merito. L'Ufficio ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società e i soci hanno presentato domanda di definizione agevolata della controversia ai sensi del D.L. 119/2018. Nessuna delle parti ha depositato istanza di trattazione entro il termine di legge né sono intervenuti dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: Fisco e impresa chiudono la lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento per rettifiche IRES e IRAP a una società commerciale. La contribuente ha impugnato l'atto e ha ottenuto vittoria sia in primo che in secondo grado. L'amministrazione finanziaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del procedimento di legittimità, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata della lite fiscale e ha versato per intero la somma dovuta. Il Fisco ha confermato il pagamento senza opporre dinieghi e nessuna delle parti ha chiesto di proseguire il processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono rimaste a carico di chi le ha sostenute in precedenza, senza raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un contribuente per maggiori redditi da lavoro autonomo e relative sanzioni. Il contribuente ha contestato l'atto davanti ai giudici tributari, giungendo fino alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, il contribuente ha attivato la procedura di definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge, presentando la domanda e versando le somme dovute tramite modello F24. L'Ufficio tributario non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha depositato l'istanza per proseguire la causa entro i termini di legge. La Suprema Corte ha dichiarato la definitiva estinzione del processo, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata della controversia: stop al diniego
L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta di definizione agevolata della controversia presentata da un contribuente. L'ente riteneva non versato l'importo dovuto e considerava le rate già pagate in pendenza di giudizio come somme a disposizione per il rimborso. Il contribuente ha impugnato il rifiuto, dimostrando di aver versato a titolo provvisorio somme superiori a quanto richiesto per la chiusura della lite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che l'amministrazione deve conteggiare i versamenti eseguiti durante il processo, in quanto il contribuente ha rinunciato al rimborso chiedendo l'imputazione di tali importi alla pace fiscale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il diniego e ha dichiarato estinto l'intero contenzioso tributario.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: Fisco fermato
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società assicurativa la deducibilità di riserve sinistri per milioni di euro, emettendo tre avvisi di accertamento IRES e IRAP per l'anno 2004. La contribuente ha impugnato gli atti e ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio. L'Amministrazione finanziaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del D.L. 119/2018, versando gli importi previsti. L'ente impositore non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione della causa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, disponendo che ciascuna parte sostenga le spese processuali anticipate.
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Definizione agevolata della lite: stop al fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società e ai soci la mancata dichiarazione di ricavi per diverse annualità, richiedendo il pagamento di maggiori imposte. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa è approdata dinanzi alla Corte di Cassazione. I contribuenti hanno quindi presentato la domanda di definizione agevolata della lite prevista dalla legge speciale, versando regolarmente la prima rata. L'Amministrazione finanziaria non ha respinto la richiesta entro i termini previsti e nessuna delle parti ha chiesto la discussione della causa. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le aveva anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e imprese
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a due società commerciali riguardante la deducibilità di oneri pluriennali per locazioni immobiliari. Durante il giudizio di Cassazione, le società hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, presentando la relativa domanda e pagando quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge e non è intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico delle parti che le hanno anticipate, confermando l'efficacia della pace fiscale per chiudere definitivamente il contenzioso con il fisco.
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Definizione agevolata: il silenzio che cancella il debito fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione dei giudici tributari favorevole a una Società in merito a un accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la lite si estingue
Una società concessionaria di auto impugnava un avviso di accertamento relativo a imposte IRES, IRAP e IVA per l'anno 2004. Il fisco contestava la deducibilità dei costi sostenuti per la ristrutturazione e l'ampliamento di un immobile preso in locazione. Durante il giudizio in Cassazione, promosso dall'Agenzia delle Entrate, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: il Fisco recede e la lite si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale annullava due avvisi di accertamento IRPEF a carico di un cittadino. Durante lo svolgimento del giudizio, Il Contribuente ha presentato istanza di adesione alla definizione agevolata prevista dalla normativa speciale, provvedendo al saldo completo di quanto dovuto entro le scadenze legali. In assenza di nuove istanze di prosecuzione della causa entro i termini stabiliti, la Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria ed ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese legali sono rimaste interamente a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la società chiude la lite con il Fisco
Una società riceve un avviso di accertamento per IVA, IRPEG e IRAP. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente presenta istanza di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, dimostrando di aver già versato una somma superiore a quella dovuta per sanare la pendenza. L'Agenzia delle Entrate non si oppone alla richiesta. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo per avvenuta definizione agevolata, disponendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il silenzio chiude la lite
Un socio di una s.r.l. ha impugnato un avviso di accertamento per imposte sui redditi di capitale. In Cassazione, il contribuente ha ottenuto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata. Tuttavia, alla scadenza del periodo di sospensione, nessuna delle parti ha riassunto la causa nei termini di legge. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: lite chiusa con il Fisco a costo zero
Un contribuente impugna un avviso di accertamento basato su indagini bancarie. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente richiede la definizione agevolata della lite ai sensi del d.l. 119/2018. Poiché le somme già versate in corso di causa coprono l'intero debito previsto per la sanatoria, non è dovuto alcun pagamento aggiuntivo. L'Agenzia delle Entrate non si oppone alla richiesta nei termini di legge. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, confermando l'efficacia della definizione agevolata senza ulteriori esborsi per il contribuente.
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