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Legge 133/2013

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Addizionale IRES: fisco batte assicurazioni in Cassazione
Una compagnia assicuratrice ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRES versata in base al decreto legge 133/2013, ritenendola incostituzionale e contraria al diritto dell'Unione Europea per violazione della concorrenza rispetto ai concorrenti esteri. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della tassa. I giudici hanno chiarito che l'addizionale IRES per i settori finanziario e assicurativo è giustificata da una specifica capacità contributiva legata alla forza di mercato di questi operatori. Inoltre, non sussiste alcuna discriminazione verso le imprese estere prive di stabile organizzazione in Italia, in quanto queste ultime sfuggono del tutto alla potestà tributaria nazionale. La società ricorrente perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Esenzione IMU alloggi popolari: decide l’assegnazione, non l’uso
Un Ente di Edilizia Pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per l'anno 2013. Il Comune pretendeva il pagamento dell'imposta sugli alloggi popolari, sostenendo che l'esenzione richiedesse l'effettiva occupazione dell'immobile come abitazione principale da parte degli assegnatari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente, stabilendo che per ottenere l'esenzione IMU alloggi popolari è sufficiente la regolare assegnazione dell'immobile. Esiste infatti una presunzione di regolare gestione degli alloggi pubblici, e spetta al Comune dimostrare l'eventuale decadenza dall'assegnazione. Inoltre, i giudici d'appello hanno violato il giudicato interno, avendo revocato agevolazioni già riconosciute in primo grado e non contestate dal Comune. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Esenzione IMU alloggi popolari: il Comune perde la causa
L'Ente Comunale ha notificato un avviso di accertamento a un'Agenzia Regionale per l'Abitare per l'omesso versamento dell'IMU 2013 su alloggi popolari regolarmente assegnati. L'Agenzia ha impugnato l'atto chiedendo l'applicazione dell'agevolazione fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando che l'esenzione IMU alloggi popolari per l'anno 2013 spetta per il solo fatto che gli immobili siano regolarmente assegnati. La Suprema Corte ha stabilito che esiste una presunzione di regolare gestione degli alloggi da parte dell'ente pubblico. Spetta quindi al Comune l'onere di dimostrare l'eventuale illegittimità dell'assegnazione o la decadenza dal beneficio. Di conseguenza, l'ente impositore perde la causa e deve rimborsare le spese di giudizio.
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Addizionale IRES assicurazioni: no al rimborso milionario
Una società assicurativa ha chiesto il rimborso di oltre due milioni e mezzo di euro versati come addizionale IRES assicurazioni per l'anno 2013. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, la società ha avviato un contenzioso, sostenendo l'incostituzionalità della tassa e il contrasto con le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del prelievo straordinario. I giudici hanno chiarito che la maggiorazione per i settori finanziario e assicurativo è giustificata da una specifica capacità contributiva e da finalità solidaristiche di redistribuzione delle risorse durante una crisi economica. Inoltre, la misura non viola le regole europee sulla concorrenza, poiché si applica in modo generale a tutti gli operatori stabilmente attivi in Italia, escludendo qualsiasi favoritismo o discriminazione.
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Addizionale IRES straordinaria: legittimo il prelievo sulle SGR
Una Società di Gestione del Risparmio ha chiesto il rimborso della maggiorazione d'imposta versata per l'anno 2013, contestando la legittimità costituzionale della norma che ha introdotto l'addizionale IRES straordinaria dell'8,5% per gli intermediari finanziari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha stabilito che l'addizionale IRES straordinaria è pienamente legittima e costituzionale. L'appartenenza al mercato finanziario rappresenta un valido indice di capacità contributiva, giustificato da motivi di solidarietà economica in un periodo di crisi. Di conseguenza, la Società non ha diritto al rimborso e deve farsi carico delle spese processuali.
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Addizionale IRES: SGR perde il ricorso contro il Fisco
Una Società di Gestione del Risparmio ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRES versata per l'anno 2013, contestando il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate. La società sosteneva l'illegittimità costituzionale della norma istitutiva, ritenendo che l'imposta non dovesse applicarsi a soggetti con attività finanziaria non speculativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della sovraimposta in linea con i precedenti della Corte Costituzionale. I giudici hanno chiarito che l'appartenenza al mercato finanziario costituisce un valido indice di capacità contributiva in un periodo di crisi economica, giustificando il prelievo straordinario con finalità redistributive e di solidarietà. Di conseguenza, la società perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Addizionale IRES: Tassa legittima, rimborso negato alla Compagnia
Una compagnia assicurativa ha richiesto il rimborso della cosiddetta Addizionale IRES per l'anno 2013, sostenendo che la tassa fosse incostituzionale e contraria alle norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno confermato la piena legittimità dell'imposta, richiamando precedenti decisioni della Corte Costituzionale. La tassa, sebbene applicata solo a banche e assicurazioni, era giustificata da una situazione di crisi economica, aveva carattere temporaneo e una finalità redistributiva. Inoltre, la Corte ha escluso che si trattasse di un aiuto di Stato, poiché la norma imponeva un onere generalizzato a tutte le imprese del settore operanti in Italia, senza concedere vantaggi selettivi ad altre. Di conseguenza, la richiesta di rimborso della compagnia è stata definitivamente negata.
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Addizionale IRES settore finanziario: Tassa legittima, banca perde
Una società del settore finanziario ha chiesto il rimborso dell'addizionale IRES settore finanziario, una tassa speciale introdotta nel 2013, sostenendone l'incostituzionalità. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che la tassa, sebbene mirata e straordinaria, era legittima. La sua introduzione era giustificata dalla necessità di finanziare l'alleggerimento del carico fiscale (IMU) sui cittadini durante un periodo di crisi. La Corte ha confermato che il settore finanziario possiede una specifica capacità contributiva che giustifica un prelievo fiscale differenziato e temporaneo. La società ha quindi perso la causa.
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Addizionale IRES settore finanziario: no al rimborso, la tassa è giusta
Una società di gestione del risparmio ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRES settore finanziario, sostenendo l'incostituzionalità della norma. La società lamentava la mancanza dei presupposti di urgenza per l'uso del decreto-legge e la violazione dei principi di uguaglianza e capacità contributiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici, richiamando precedenti decisioni della Corte Costituzionale, hanno confermato che la tassa era legittima. L'addizionale, introdotta per coprire l'abolizione dell'IMU, era giustificata dalla necessità di tassare un settore economicamente più solido durante la crisi. La scelta di colpire solo il settore finanziario non è stata ritenuta discriminatoria, ma una legittima operazione di redistribuzione fiscale in un contesto di emergenza economica.
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Addizionale IRES: Tassa Legittima, Rimborso Negato alla Società
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso della cosiddetta 'addizionale IRES', una tassa extra introdotta nel 2013 per banche e assicurazioni. La società sosteneva che questa imposta fosse incostituzionale e contraria al diritto europeo, in particolare alle norme sugli aiuti di Stato. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che l'addizionale IRES è legittima. I giudici hanno chiarito che la tassa si basa sulla maggiore capacità economica di questi settori e non crea una discriminazione né costituisce un aiuto di Stato vietato, poiché si applica a tutte le imprese del settore che operano in Italia. Di conseguenza, la richiesta di rimborso della società è stata definitivamente respinta.
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Addizionale IRES: tassa legittima per crisi, no al rimborso
Una compagnia assicurativa ha contestato il diniego al rimborso della cosiddetta 'Robin Hood Tax', un'addizionale IRES applicata nel 2013 a banche e assicurazioni. La società sosteneva che la tassa fosse incostituzionale e un aiuto di Stato illegale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'imposta, sebbene mirata a un settore specifico, era una misura temporanea e ragionevole, giustificata dalla necessità di finanziare l'alleggerimento del carico fiscale (IMU) su altri cittadini durante una crisi economica. Pertanto, l'addizionale IRES non viola né la Costituzione né le norme europee sulla concorrenza, rappresentando una legittima scelta di politica economica del legislatore.
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Addizionale IRES: Tassa legittima per le banche, ricorso respinto
Una compagnia di assicurazioni ha contestato il rifiuto di rimborso dell'addizionale IRES, una sovraimposta dell'8,5% applicata nel 2013 ai settori finanziario e assicurativo. La società sosteneva che la tassa fosse incostituzionale e configurasse un aiuto di Stato vietato dall'UE. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la piena legittimità del prelievo. I giudici hanno stabilito che l'addizionale IRES era una misura temporanea e ragionevole, giustificata dalla necessità di spostare il carico fiscale in un periodo di crisi. Inoltre, non violava le norme europee perché si applicava a tutte le imprese del settore operanti in Italia, senza creare vantaggi selettivi. L'Agenzia delle Entrate ha quindi vinto la causa.
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Immobile interesse storico: la riduzione ICI è retroattiva
Un istituto di credito pubblico ha richiesto il rimborso dell'ICI versata per gli anni 2006-2009 su un immobile il cui interesse storico-artistico è stato formalmente dichiarato solo nel 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per gli immobili di proprietà pubblica, l'atto di verifica dell'interesse culturale ha natura meramente dichiarativa (ricognitiva) e non costitutiva. Di conseguenza, il beneficio fiscale per un immobile interesse storico spetta da quando l'interesse sussiste di fatto, con effetto retroattivo, e non solo dalla data del provvedimento formale. La causa è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione basata su questo principio.
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