Due imputati venivano condannati per l'importazione illegale di armi, porto e detenzione di armi da guerra e clandestine, introdotte in Italia nascoste in un'auto proveniente dal Montenegro. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente i ricorsi, stabilendo che le condotte di porto e detenzione abusiva vengono assorbite nel reato di importazione illegale di armi (configurando un reato complesso) qualora non vi sia alcuna interruzione temporale tra l'ingresso nel territorio dello Stato e il possesso delle armi stesse. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna per i reati di porto e detenzione relativi al carico importato, confermando invece la responsabilità per l'importazione e per le altre armi sequestrate separatamente, rideterminando la pena senza violare il divieto di peggioramento della sanzione in appello.
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