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l. n. 220 del 2010, art. 1, comma 66

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Bookmaker estero senza licenza: l’imposta unica è dovuta
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta unica scommesse senza concessione è dovuta da chiunque raccolga gioco in Italia, anche se privo di autorizzazione. Un bookmaker estero e il suo centro di trasmissione dati locale avevano ricevuto un avviso di accertamento, contestando la tassazione come discriminatoria e illegittima. La Corte ha respinto il ricorso, confermando che l'imposta si applica a prescindere dalla licenza e che il bookmaker e il gestore locale sono responsabili in solido. È stato inoltre ritenuto legittimo il calcolo presuntivo dell'imposta (basato sul triplo della media provinciale) per gli operatori non collegati al sistema di controllo nazionale, proprio perché operano al di fuori del sistema concessorio.
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Imposta Unica Scommesse: CTD e bookmaker estero
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione dell'imposta unica scommesse a un centro trasmissione dati operante per un bookmaker estero senza concessione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa non è in contrasto con il diritto UE, che le sanzioni sono legittime per l'annualità 2014 data l'assenza di incertezza normativa, e che l'imposta non è un tributo equivalente all'IVA.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero e del suo centro trasmissione dati, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa al 2012. La Corte ha stabilito che entrambi i soggetti sono solidalmente responsabili per il tributo, in quanto l'attività di 'gestione' delle scommesse si realizza in Italia attraverso il CTD. È stata inoltre esclusa ogni violazione del diritto dell'Unione Europea, sia sotto il profilo della discriminazione che della presunta natura di imposta sulla cifra d'affari.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un operatore di scommesse estero e del titolare di una ricevitoria italiana, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che la normativa nazionale che impone tale obbligo anche a soggetti privi di concessione è legittima e compatibile con il diritto europeo, non essendo necessario un rinvio alla Corte di Giustizia UE. Inoltre, è stato chiarito che la mancata traduzione dell'avviso di accertamento non ne determina l'invalidità se il destinatario ha dimostrato di averne compreso il contenuto.
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Imposta unica scommesse: sanzioni annullate
La Corte di Cassazione interviene sull'imposta unica scommesse, annullando le sanzioni a carico di bookmaker esteri per gli anni antecedenti al 2011. La decisione si fonda sul principio di obiettiva incertezza normativa, che rendeva poco chiara la passività d'imposta prima della legge interpretativa del 2010. Resta ferma la debenza del tributo.
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