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l. n. 143 del 2012

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28 provvedimenti

Retribuzione ex lettori: No a stipendio da ricercatore
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due ex lettrici universitarie, stabilendo che la loro retribuzione non deve essere permanentemente agganciata a quella dei ricercatori. Anche in presenza di un precedente giudicato favorevole, nuove leggi e contratti collettivi possono modificare il trattamento economico. La differenza viene conservata come assegno personale non rivalutabile, senza che ciò costituisca discriminazione. La Corte ha chiarito la corretta interpretazione della normativa sulla retribuzione ex lettori.
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Responsabilità collegio sindacale: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la sanzione a un membro del collegio sindacale di una banca per omessa vigilanza. La decisione sottolinea l'ampia responsabilità del collegio sindacale nel controllo dei prospetti informativi, respingendo l'ipotesi di ignoranza incolpevole anche in caso di presunto occultamento da parte del management. La Corte stabilisce che la presunzione di colpa grava sul sindaco, che deve dimostrare di aver agito senza negligenza.
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Onere della prova: Cassazione e studi di settore
Una società di trasporti contesta un accertamento fiscale basato su studi di settore. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che spetta al contribuente fornire la prova contraria e specifica per superare le presunzioni dell'Agenzia delle Entrate. La sentenza chiarisce l'onere della prova e i limiti della motivazione dell'avviso di accertamento.
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Rischio di confusione: la tutela del marchio debole
Una società ha richiesto la registrazione di un marchio per servizi assicurativi. Un'altra società, titolare di un marchio precedente con un elemento verbale simile, si è opposta con successo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che esiste un rischio di confusione anche per i marchi deboli quando i servizi sono identici e le variazioni apportate al segno non sono sufficienti a differenziarlo. La valutazione globale degli elementi visivi, fonetici e concettuali è stata decisiva per determinare il rischio di confusione per il consumatore.
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Notificazione licenziamento: quando è valida? La Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notificazione di un licenziamento a un dipendente agli arresti domiciliari, ritenendo l'impugnazione tardiva. La Corte ha stabilito che le annotazioni postali sulla tentata consegna e sulla compiuta giacenza hanno valore probatorio, anche in assenza di firma dell'operatore. Il ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e non a contestare una violazione di legge.
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Ripartizione oneri: chi paga le opere idrauliche?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro la decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che aveva annullato una delibera sulla ripartizione oneri per la costruzione di un'opera idraulica. La delibera, che addebitava i costi a una società fallita e ad altri proprietari, è stata giudicata irragionevole e arbitraria. La Cassazione ha confermato che, in presenza di più motivazioni autonome a sostegno di una sentenza, il ricorrente deve impugnarle tutte efficacemente, altrimenti il ricorso è inammissibile per difetto di interesse.
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Sanzione disciplinare: i limiti del ricorso
Un dipendente bancario ha ricevuto una sanzione disciplinare di 10 giorni di sospensione per aver partecipato a una società esterna senza autorizzazione e per aver utilizzato in modo improprio i sistemi informatici aziendali. La Corte d'Appello ha confermato la legittimità della sanzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del lavoratore inammissibile, stabilendo che le sue censure miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta al giudice di legittimità, confermando così la decisione precedente.
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TFR Lavoro Intermittente: parità di trattamento
Una fondazione culturale negava il TFR a una lavoratrice serale, sostenendo la natura intermittente del contratto secondo un nuovo accordo collettivo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso della fondazione inammissibile, confermando il diritto della lavoratrice alla parità di trattamento economico e al TFR, poiché le diverse modalità lavorative non possono giustificare una discriminazione. La decisione si fonda sul principio di non discriminazione e sul valore di un precedente giudicato che aveva già definito il rapporto di lavoro.
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