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l. 21 giugno 2017, n. 96

7 provvedimenti

Definizione agevolata lite tributaria: la Cassazione tutela il contraddittorio
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a una Società e ai suoi soci ricavi e imposte per l'anno 2005. Dopo vari gradi di giudizio, la causa è arrivata in Cassazione. Durante il processo, la Società ha presentato documenti relativi a una definizione agevolata lite tributaria, ma non li ha comunicati all'Agenzia. La Corte di Cassazione ha quindi ordinato alla Società di notificare tale documentazione all'Agenzia delle Entrate entro 60 giorni, rinviando la causa per permettere il pieno contraddittorio tra le parti su questa nuova circostanza.
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Sospensione dei termini tributari: Fisco contro contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile, per tardività, il suo appello contro un contribuente in materia di imposta di registro. L'Agenzia sostiene che i giudici di secondo grado non abbiano considerato la sospensione di sei mesi prevista per la definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione interpretativa riguardante la sospensione dei termini tributari e il suo coordinamento con la sospensione feriale estiva, ha deciso di non decidere immediatamente in camera di consiglio. Con ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Definizione agevolata estingue il processo tributario
Un istituto educativo-religioso ha impugnato un avviso di accertamento ICI per l'anno 2003, sostenendo di aver diritto a un'esenzione. Durante il giudizio pendente in Corte di Cassazione, l'istituto ha aderito a diverse procedure di definizione agevolata, pagando gli importi dovuti. La Corte, preso atto del perfezionamento della definizione agevolata e della mancata presentazione di un'istanza di trattazione, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi nel merito della questione sull'esenzione fiscale.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo all'ICI su un'area edificabile. Nonostante il merito della controversia riguardasse l'applicabilità di un'esenzione fiscale, la lite si è conclusa anticipatamente perché il contribuente ha aderito a diverse procedure di definizione agevolata, saldando il debito. La Corte ha applicato la normativa speciale che prevede, in caso di adesione e pagamento, la chiusura del contenzioso pendente.
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Patent box marchi: legittimo il rinnovo fino al 2021
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del rinnovo di un'opzione per il regime del Patent box marchi, anche dopo la modifica normativa che li escludeva. La Corte ha stabilito che la disciplina transitoria permetteva di applicare le vecchie regole, inclusa la rinnovabilità, fino al 30 giugno 2021 per le opzioni esercitate nel 2015 e 2016, disapplicando un decreto ministeriale contrario alla legge primaria.
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Estinzione giudizio tributario per definizione agevolata
Un contribuente, dopo aver impugnato due avvisi di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una procedura di definizione agevolata, saldando il proprio debito. A seguito del pagamento e dell'accettazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha dichiarato l'estinzione giudizio tributario per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla lite.
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Visto di conformità: la Cassazione chiarisce il caso
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'omessa apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione IVA per l'utilizzo di un credito in compensazione costituisce una violazione puramente formale. Tale omissione non comporta la perdita del diritto alla compensazione né l'applicazione di sanzioni, a condizione che l'esistenza e la spettanza del credito siano accertate e non contestate dall'Amministrazione finanziaria. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era limitata a rilevare la mancanza del visto senza verificare la legittimità sostanziale del credito.
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