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L. 111-2011

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Acquisizione Sanante: come si calcola l’indennizzo
Un Comune ha acquisito un terreno privato tramite il meccanismo dell'acquisizione sanante. I proprietari hanno contestato l'indennità offerta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo principi chiave sulla giurisdizione del giudice ordinario, sulla decorrenza dei termini per l'impugnazione e sui corretti criteri di stima del valore di un terreno, che devono tenere conto delle sue effettive potenzialità di utilizzo (cosiddetto 'tertium genus').
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Imposta Unica Scommesse: obblighi per operatori esteri
Una società estera di scommesse e il suo intermediario italiano (CTD) hanno contestato l'applicazione dell'imposta unica scommesse per il 2015, sostenendo che la normativa fosse discriminatoria e incostituzionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità dell'imposta anche per gli operatori privi di concessione nazionale. La Corte ha ribadito la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il CTD, in quanto entrambi partecipano all'attività di raccolta delle scommesse sul territorio italiano, che costituisce il presupposto del tributo. La decisione chiarisce che l'imposta non ha natura sanzionatoria ma fiscale, e si applica a chiunque gestisca giochi in Italia, garantendo parità di trattamento.
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Imposta unica scommesse: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera e del suo centro di trasmissione dati italiano. Il caso riguardava il mancato pagamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2015. La Corte ha confermato che l'imposta è dovuta anche dagli operatori privi di concessione italiana, stabilendo una responsabilità solidale tra il bookmaker estero e l'intermediario locale. Sono state respinte le censure basate su una presunta violazione del diritto dell'Unione Europea, ribadendo la legittimità della normativa fiscale italiana in materia di giochi.
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Cooperativa agricola sovraindebitamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cooperativa agricola non può accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento (ex L. 3/2012). Tale esclusione deriva dal fatto che le cooperative sono già soggette, in caso di insolvenza, alla procedura speciale di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha ritenuto che la normativa sul sovraindebitamento sia riservata a soggetti non sottoposti ad altre procedure concorsuali, e che questa differenziazione di trattamento per le cooperative non sia incostituzionale, data la loro peculiare funzione sociale.
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Imposta unica scommesse: no a operatori senza licenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica scommesse anche agli operatori privi di concessione nazionale che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso la violazione del diritto UE, ribadendo che la normativa non è discriminatoria. Ha inoltre precisato che l'esimente delle sanzioni per incertezza normativa non è applicabile all'annualità 2015, poiché la legge aveva già chiarito gli obblighi fiscali dal 2010.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una cassa previdenziale privata sulla pensione di un professionista. La decisione si basa sul principio della riserva di legge (art. 23 Cost.), che impedisce agli enti di previdenza di imporre prelievi patrimoniali tramite regolamento interno. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che l'introduzione di tali prelievi patrimoniali è una prerogativa esclusiva dello Stato, coperta da riserva di legge, e non rientra nell'autonomia gestionale delle Casse professionali. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Calcolo pensione spettacolo: il tetto retributivo
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della pensione, sostenendo l'inapplicabilità di un vecchio tetto retributivo. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione favorevole al lavoratore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, confermando la piena vigenza del tetto retributivo per il calcolo della pensione spettacolo (specificamente per la "quota B") e chiarendo le regole sulla decadenza triennale per la richiesta di arretrati. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Calcolo pensione spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso cruciale riguardante il calcolo pensione spettacolo. La controversia vedeva contrapposti un pensionato del settore e l'ente previdenziale in merito alla corretta metodologia di calcolo della cosiddetta "Quota B" della pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale giornaliero previsto dalla normativa del 1971 (DPR 1420/1971) rimane applicabile, seppur aggiornato, e non è stato abrogato dalle riforme successive. Inoltre, ha chiarito che la decadenza triennale per le richieste di riliquidazione si applica solo ai ratei maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale, senza estinguere il diritto alla pensione ricalcolata per il futuro.
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Contributo solidarietà pensioni: illegittimo per le Casse
Un professionista in pensione ha contestato il contributo di solidarietà applicato dalla sua Cassa di previdenza. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato illegittima la trattenuta. Secondo la Corte, un tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, l'appello della Cassa è stato dichiarato inammissibile, consolidando un orientamento giurisprudenziale a favore dei pensionati.
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Prescrizione contributi gestione separata: la data
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19858/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione dei contributi della gestione separata. Il caso riguardava un professionista a cui l'ente previdenziale chiedeva i contributi per il 2012. La questione era determinare il corretto 'dies a quo' (giorno di inizio) della prescrizione quinquennale, data l'esistenza di una prima scadenza prorogata e di una seconda, facoltativa, con maggiorazione. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione decorre dalla prima scadenza di pagamento utile, anche se prorogata. La possibilità di pagare successivamente con una maggiorazione è una mera agevolazione e non sposta in avanti l'inizio della prescrizione. Di conseguenza, l'atto di riscossione dell'ente, notificato oltre cinque anni dalla prima scadenza, è stato ritenuto tardivo e il credito prescritto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata, il termine quinquennale decorre non dalla scadenza originaria, ma dalla data prorogata da un DPCM. Un professionista aveva ottenuto in appello l'annullamento di una richiesta di pagamento, ritenuta prescritta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il differimento del termine di versamento sposta anche il 'dies a quo' della prescrizione. La richiesta dell'ente, avvenuta prima della nuova scadenza quinquennale, era quindi valida.
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Gestione Separata Ingegneri: obbligo di iscrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ingegnere, confermando l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Ingegneri presso l'INPS. Anche se iscritto all'albo e versante il solo contributo integrativo alla propria cassa professionale (Inarcassa), il professionista è tenuto a versare i contributi alla Gestione Separata per i redditi professionali non coperti da altra previdenza, in virtù del principio di universalità delle tutele.
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Rivalutazione contributiva amianto: il dies a quo
Un lavoratore ha richiesto la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello ha respinto le eccezioni di decadenza e prescrizione, stabilendo che la prescrizione decennale decorre dalla consapevolezza del diritto (domanda all'INAIL) e non dalla fine del rapporto di lavoro. Tuttavia, ha rigettato la domanda nel merito, poiché la perizia tecnica (CTU) ha accertato un periodo di esposizione inferiore ai dieci anni richiesti dalla legge.
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