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D.P.R. 270/1987

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35 provvedimenti

Calcolo TFR: la Cassazione sulle voci retributive
La Corte di Cassazione interviene sul corretto calcolo del TFR di una ex dipendente ospedaliera. La Corte ha annullato la decisione d'appello per errori di calcolo sul TFR ante-1982 e sull'applicazione delle norme transitorie relative all'indennità di contingenza. È stato inoltre stabilito che l'indennità di mensa può avere natura retributiva e rientrare nel TFR se il contratto collettivo prevede un'indennità sostitutiva in denaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Calcolo TFR: emolumenti e decisione Cassazione
Un ex dirigente ha citato in giudizio il suo datore di lavoro, un'importante struttura sanitaria, per ottenere il corretto calcolo del TFR, contestando l'esclusione di alcune voci retributive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della struttura, confermando che il calcolo TFR deve includere tutti gli emolumenti non occasionali legati al rapporto di lavoro e deve essere effettuato sulla retribuzione lorda. La Corte ha inoltre sanzionato la genericità e i vizi procedurali dei motivi di ricorso presentati dall'azienda.
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Retribuzione di Risultato Dirigenti: il ruolo degli accordi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1222/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul calcolo della retribuzione di risultato dirigenti non medici del SSN. La Corte ha cassato la decisione di merito che escludeva la rilevanza della contrattazione decentrata regionale, affermando che per determinare le "quote storiche" del fondo è necessario fare riferimento agli accordi regionali vigenti prima del nuovo sistema contrattuale, al fine di garantire il contenimento della spesa pubblica.
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Omissione contributiva: il datore risarcisce il danno
Un ex dirigente medico ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro, un ospedale, per omissione contributiva sui compensi ricevuti per attività in 'plus orario' tra il 1994 e il 2004. L'ospedale sosteneva che tali compensi derivassero da lavoro autonomo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che si trattava di lavoro dipendente e che l'omissione contributiva dava diritto al risarcimento del danno. È stato chiarito che il lavoratore può scegliere tra l'azione risarcitoria e la costituzione di una rendita vitalizia, senza che la mancata richiesta di quest'ultima costituisca concorso di colpa.
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Indennità di mensa nel TFR: la Cassazione decide
Una lavoratrice del settore sanitario ha contestato il calcolo del suo TFR, sostenendo la mancata inclusione di diverse voci retributive, tra cui l'indennità di mensa. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito che la natura retributiva dell'indennità di mensa, e quindi la sua inclusione nel TFR, dipende dalla contrattazione collettiva applicabile nel tempo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando il caso per un nuovo calcolo che tenga conto di questo principio, sottolineando l'importanza di verificare gli accordi sindacali vigenti prima delle riforme legislative.
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Indennità di mensa nel TFR: quando va calcolata?
Una dipendente ospedaliera ha citato in giudizio il suo ex datore di lavoro per un ricalcolo del TFR, sostenendo la mancata inclusione di varie indennità. Dopo due sentenze favorevoli alla lavoratrice, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'ospedale. Pur confermando la legittimità di una richiesta di ricalcolo onnicomprensiva, ha stabilito un principio chiave sull'indennità di mensa: la sua inclusione nel TFR non è automatica. È necessario verificare se la contrattazione collettiva preveda un'indennità sostitutiva per chi non usa il servizio, poiché solo in tal caso essa assume natura retributiva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per questa specifica verifica.
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Indennità rischio radiologico: spetta agli infermieri?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11310/2025, ha stabilito che l'indennità rischio radiologico spetta anche al personale sanitario non tecnico, come gli infermieri di sala operatoria, che svolgono la loro attività in modo abituale in una 'zona controllata'. La Corte ha chiarito che il parere negativo della commissione interna di valutazione del rischio non è vincolante per il giudice, il quale può accertare autonomamente i presupposti del diritto. È sufficiente che il lavoratore provi lo svolgimento abituale dell'attività in tale zona, senza dover dimostrare la specifica dose di radiazioni assorbita, poiché la legge equipara le due condizioni.
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Giudicato esterno e retribuzione: la Cassazione rinvia
Una dirigente sanitaria ha citato in giudizio l'azienda sanitaria per la rideterminazione del fondo per la retribuzione di risultato per gli anni 2008-2018, sostenendo l'esistenza di un giudicato esterno derivante da una precedente causa per gli anni 2000-2007. I tribunali di merito hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato la complessità della questione, legata all'efficacia del giudicato su periodi diversi e all'impatto delle nuove normative contrattuali. Pertanto, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una discussione approfondita prima di emettere una decisione finale.
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Retribuzione di risultato: Cassazione rinvia alla pubblica udienza
Una dirigente sanitaria ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per il ricalcolo della sua retribuzione di risultato per gli anni 2008-2018. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di un altro ricorso tra le stesse parti su annualità precedenti che potrebbe avere effetto di giudicato, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha ritenuto opportuno rinviare la causa a una pubblica udienza per approfondire le complesse questioni giuridiche prima di una decisione finale.
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Retribuzione di risultato: il giudicato non è automatico
Un dirigente sanitario contesta il calcolo della sua retribuzione di risultato, invocando una precedente sentenza favorevole. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma rinvia il caso a pubblica udienza. La Corte sottolinea che il 'giudicato' su periodi passati non si estende automaticamente a periodi futuri, data la variabilità annuale del fondo e le possibili nuove normative contrattuali.
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Fondo di risultato: Cassazione rinvia a pubblica udienza
Un dirigente sanitario non medico ha contestato il calcolo del suo fondo di risultato, ritenendolo inferiore al dovuto. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riscontrato una notevole complessità giuridica, legata a precedenti sentenze contrastanti e all'effetto di un possibile giudicato esterno. Invece di decidere nel merito, ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per consentire un'analisi più approfondita della questione.
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Fondo di risultato: la Cassazione rinvia a udienza pubblica
Una dirigente sanitaria non medico ha citato in giudizio la propria Azienda Sanitaria per la rideterminazione del "Fondo di risultato", sostenendo un errore di calcolo per gli anni 2008-2018. Dopo decisioni contrastanti nei gradi di merito, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione troppo complessa per una decisione immediata. A causa della possibile influenza di un giudicato formatosi in una causa connessa e dell'entrata in vigore di nuove normative contrattuali, la Corte ha disposto il rinvio della causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, coinvolgendo le parti e il Pubblico Ministero in una discussione orale.
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Retribuzione di risultato: la Cassazione rinvia il caso
Dei dirigenti sanitari hanno citato in giudizio la propria azienda sanitaria per il ricalcolo del fondo per la retribuzione di risultato per gli anni 2008-2018, sostenendo l'applicazione di criteri di calcolo errati. In presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti e data la complessità della materia, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha disposto il rinvio della causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza decidere nel merito.
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Giudicato esterno: l’impatto sui rapporti di durata
Una dirigente sanitaria ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per il ricalcolo della retribuzione di risultato per gli anni 2008-2018, basandosi su una precedente causa vinta per il periodo 2000-2007. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha rinviato la causa a pubblica udienza. La ragione è la necessità di valutare attentamente l'impatto del potenziale giudicato esterno della causa precedente, ancora pendente, e le complesse questioni giuridiche che ne deriverebbero, data la natura annuale e variabile del fondo retributivo in questione.
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Giudicato esterno: quando sospendere il processo?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa riguardante il calcolo della retribuzione di risultato di un dirigente sanitario. La decisione è stata presa per approfondire la complessa questione del giudicato esterno, ovvero l'impatto di una precedente sentenza tra le stesse parti, sebbene relativa a un diverso periodo, sul giudizio in corso. Il caso solleva importanti questioni sulla sospensione del processo in attesa di una decisione definitiva su una questione pregiudiziale.
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