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D.P.R. 1092/1973

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35 provvedimenti

Esenzione IRPEF vittime del dovere: vale su ogni pensione
Un pensionato, riconosciuto 'soggetto equiparato a vittima del dovere', ha chiesto il rimborso dell'IRPEF sulla sua pensione. L'Ente Fiscale e l'Ente Previdenziale sostenevano che l'esenzione IRPEF vittime del dovere si applicasse solo alle pensioni privilegiate legate all'evento lesivo. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo che il beneficio fiscale si estende a qualsiasi trattamento pensionistico del soggetto, in quanto è un beneficio di natura soggettiva legato allo status riconosciuto alla persona e non alla specifica origine della pensione.
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Esenzione IRPEF vittime del dovere: via libera a tutte le pensioni
Una contribuente, familiare superstite di una vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF sulla sua pensione di reversibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IRPEF vittime del dovere ha natura soggettiva, legata allo status della persona, e si applica a tutti i trattamenti pensionistici percepiti dal beneficiario, non solo a quelli direttamente connessi all'evento lesivo. La Corte ha quindi respinto i ricorsi dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS, confermando il diritto al beneficio fiscale in modo estensivo.
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Ricongiunzione contributi: chi paga gli interessi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel passaggio di un lavoratore dal settore pubblico (senza aver maturato diritto a pensione) a quello privato, la ricongiunzione contributi è regolata da una normativa speciale. Questa prevede il trasferimento dei capitali senza interessi, i quali, per l'effettiva riunificazione dei periodi, restano a carico del lavoratore. La Corte ha chiarito la prevalenza del D.P.R. 1092/1973 sulla legge generale n. 29/1979, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale.
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Costituzione Posizione Assicurativa: No Interessi
Un ex pilota militare, passato al settore privato, ha chiesto di unificare i suoi contributi pensionistici. La Corte di Cassazione ha stabilito che in questi casi si applica la procedura obbligatoria di "costituzione posizione assicurativa", che è una disciplina speciale e, a differenza della ricongiunzione volontaria, non prevede il calcolo di interessi sui contributi trasferiti. La richiesta del lavoratore è stata quindi respinta.
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Ricongiunzione contributi: no interessi per ex statali
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel calcolo per la ricongiunzione dei contributi, la porzione relativa al servizio prestato come dipendente statale, cessato senza diritto a pensione, deve essere trasferita senza l'applicazione di interessi. Questa regola speciale, prevista dal D.P.R. 1092/1973 per la "costituzione della posizione assicurativa", prevale sulla disciplina generale della ricongiunzione (Legge 29/1979). La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro un ex pilota militare, ribaltando le decisioni dei giudici di merito e rigettando la richiesta del lavoratore di vedersi applicati gli interessi a scomputo dell'onere a suo carico.
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Costituzione posizione assicurativa: regole per l’ex pubblico
Un ex dipendente pubblico, dopo aver lasciato il servizio senza aver maturato la pensione, ha richiesto la ricongiunzione dei suoi contributi previdenziali con un fondo privato, chiedendo che gli interessi fossero a carico dell'ente di provenienza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in questi casi si applica la normativa speciale della 'costituzione posizione assicurativa' (D.P.R. 1092/1973). Questa norma, prevalendo su quella generale della ricongiunzione, stabilisce che il trasferimento dei contributi avvenga senza interessi, con conseguenti oneri economici a carico del lavoratore per l'unificazione dei periodi.
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Ricongiunzione contributi: no interessi per impiego statale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di ricongiunzione contributi da un precedente impiego statale, la contribuzione trasferita non deve essere maggiorata degli interessi. La Corte ha chiarito che la normativa speciale (d.P.R. 1092/1973), che prevede la costituzione di una posizione assicurativa senza interessi, prevale sulla legge generale in materia di ricongiunzione (L. 29/1979). La decisione riguarda il caso di un ex pilota militare che, passato al settore privato, aveva chiesto la ricongiunzione dei contributi nel Fondo Volo.
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Ricongiunzione contributi: no interessi se c’è ope legis
Un ex militare, passato al settore privato, ha richiesto la ricongiunzione dei contributi con l'aggiunta di interessi. La Corte di Cassazione ha negato tale richiesta, stabilendo che la creazione automatica 'ope legis' di una posizione assicurativa presso il fondo generale al momento della cessazione del servizio pubblico è una norma speciale che prevale su quella generale della ricongiunzione. Tale norma speciale esclude esplicitamente il calcolo degli interessi sui contributi da trasferire.
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Posizione assicurativa: la Cassazione fa chiarezza
Due ex piloti militari hanno richiesto una maggiorazione contributiva al momento della ricongiunzione dei loro contributi nel fondo volo dopo essere passati al settore privato. La Corte di Cassazione ha respinto la loro richiesta, stabilendo che la costituzione automatica della loro posizione assicurativa al momento della cessazione del servizio pubblico è una norma speciale che prevale sulle regole generali di ricongiunzione. Di conseguenza, non sussisteva il diritto alla maggiorazione richiesta.
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Ricongiunzione contributi: no a interessi composti
La Corte di Cassazione ha stabilito che nella ricongiunzione contributi per un ex dipendente pubblico che passa al settore privato, non sono dovuti interessi composti. La Corte ha chiarito che si applica la normativa speciale che prevede la costituzione automatica di una posizione assicurativa 'senza interessi', la quale prevale sulla legge generale in materia. La richiesta del lavoratore è stata quindi respinta.
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Ricongiunzione contributi: no interessi, ecco perché
Un ex dipendente pubblico, passato al settore privato, ha richiesto la ricongiunzione contributi con la detrazione degli interessi. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che in assenza di un diritto a pensione già maturato al momento del passaggio, si applica l'istituto della 'costituzione della posizione assicurativa', che non prevede il calcolo di interessi sul montante trasferito, a differenza della ricongiunzione standard.
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Costituzione posizione assicurativa: le regole INPS
Un ex pilota militare, passato a lavorare per una compagnia aerea privata, ha richiesto la riunificazione dei suoi contributi pensionistici. La Corte di Cassazione ha stabilito che in questi casi non si applica la ricongiunzione, ma la "costituzione posizione assicurativa", un meccanismo specifico per gli ex dipendenti pubblici che non prevede il trasferimento degli interessi maturati. La Corte ha quindi respinto il ricorso del lavoratore, confermando che l'onere degli interessi rimane a suo carico.
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Contributi figurativi: no all’aumento per chi transita
Un ex controllore di volo militare, passato al settore civile prima della pensione, si è visto negare dalla Corte di Cassazione l'aumento dei contributi figurativi ai fini pensionistici. L'ordinanza stabilisce che tali maggiorazioni non si applicano a chi transita al lavoro civile prima di maturare il diritto alla pensione, ma sono valide solo per un'indennità una tantum. La Corte ha ritenuto legittima la differenza di trattamento rispetto a chi cessa il servizio militare andando direttamente in pensione.
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Costituzione posizione assicurativa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per un ex pilota militare, transitato al settore privato senza aver maturato il diritto a pensione, si applica la costituzione della posizione assicurativa e non la ricongiunzione. Questa ordinanza chiarisce che il trasferimento dei contributi previdenziali dalla gestione pubblica a quella privata avviene d'ufficio e senza interessi a carico dell'ente di provenienza, respingendo il ricorso del lavoratore.
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Indebito previdenziale: quando non va restituito
Una vedova riceve una pensione di reversibilità superiore al dovuto. L'ente previdenziale ne chiede la restituzione dopo anni. La Corte d'Appello stabilisce che l'ente perde il diritto al recupero per le somme relative agli anni per cui ha agito oltre i termini di decadenza previsti dalla legge. La sentenza chiarisce che il recupero dell'indebito previdenziale è possibile solo se l'ente agisce tempestivamente, altrimenti le somme non sono più ripetibili.
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