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D.M. 55/2014 — Sezione Seconda Civile

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561 provvedimenti

Altri anni per D.M. 55/2014

Compensi avvocato: sotto i minimi è illegittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12114/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di compensi avvocato. Un cittadino aveva ottenuto un indennizzo per l'irragionevole durata di un processo, ma la Corte d'Appello aveva liquidato le spese legali in misura inferiore ai minimi tariffari. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'avvocato, ribadendo che i minimi previsti dal D.M. 55/2014 sono inderogabili. Anche quando il giudice procede a una liquidazione globale, non può scendere sotto le soglie minime, e deve riconoscere tutte le fasi processuali svolte, inclusa la trattazione, nonché gli eventuali aumenti per l'uso di tecnologie come gli atti ipertestuali.
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Compensi professionali: inderogabili i minimi tariffari
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un gruppo di cittadini contro il Ministero della Giustizia, stabilendo che i compensi professionali dovuti ai loro legali non possono essere liquidati al di sotto dei minimi tariffari previsti dalla legge. La Corte ha cassato il decreto della Corte d'Appello che aveva erroneamente calcolato le spese legali, omettendo inoltre di pronunciarsi sulla richiesta di maggiorazione per l'uso di strumenti telematici, e ha rinviato il caso per una nuova determinazione.
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Minimi tariffari: inderogabili per le spese legali
Un cittadino ha contestato la liquidazione delle spese legali in un giudizio per equa riparazione da irragionevole durata del processo. La Corte di Appello aveva liquidato un importo inferiore ai minimi tariffari. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando il principio dell'inderogabilità dei minimi tariffari stabiliti per legge e ha ricalcolato le spese, condannando il Ministero soccombente.
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Equa riparazione: quando il credito è irrisorio?
Due società creditrici in una procedura fallimentare chiedevano l'equa riparazione per l'eccessiva durata del processo. La Corte d'Appello rigettava la domanda ritenendo il credito "irrisorio". La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che il criterio dell'irrisorietà non è meramente oggettivo ma va valutato alla luce della giurisprudenza europea, che considera anche le condizioni soggettive del ricorrente. La Corte ha quindi condannato il Ministero a pagare l'indennizzo.
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Compensi professionali forensi: minimi inderogabili
Una cittadina, dopo aver ottenuto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo, ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva liquidato i compensi professionali forensi in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, riaffermando il principio dell'inderogabilità dei minimi tariffari e condannando il Ministero della Giustizia al pagamento delle corrette spese legali.
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Compenso avvocato: accordo scritto e spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce due principi fondamentali sul compenso dell'avvocato: l'accordo scritto tra le parti prevale sempre sulle tariffe professionali e la successiva abrogazione di tali tariffe non invalida l'accordo. Inoltre, la Corte stabilisce che la parte che ottiene un accoglimento anche solo parziale della propria domanda è considerata vincitrice e non può essere condannata al pagamento delle spese legali della controparte.
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Compenso avvocato più parti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un avvocato contro il diniego di aumento del compenso per aver assistito più parti e agito contro più controparti. La Corte ha stabilito che il giudice non può negare l'aumento con una motivazione apparente o richiamando semplicemente un provvedimento precedente. È necessario un esame specifico delle censure sollevate, motivando adeguatamente la decisione. La sentenza sottolinea l'importanza di una motivazione effettiva per il calcolo del compenso avvocato più parti, cassando la decisione del tribunale e rinviando per un nuovo esame.
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Trasformazione tetto in terrazzo: quando è illegittima
Un condomino proprietario dell'ultimo piano trasforma il tetto comune in un terrazzo ad uso esclusivo. La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità dell'opera, stabilendo che la trasformazione tetto in terrazzo è vietata quando lede il decoro architettonico e supera i limiti dell'uso della cosa comune. L'intervento è stato ritenuto una modifica sostanziale e non un uso più intenso del bene.
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Accordo onorari avvocato: la Cassazione decide
In una controversia tra un avvocato e un istituto di credito, la Corte di Cassazione ha esaminato la validità e l'interpretazione di un accordo onorari avvocato transattivo. La Corte ha parzialmente accolto sia il ricorso del legale sia quello della banca, cassando la precedente decisione. I punti chiave riguardano il diritto al rimborso forfettario delle spese generali, la decorrenza degli interessi di mora dalla domanda giudiziale e la necessità di provare l'effettivo recupero del credito per ottenere compensi maggiorati come previsto dall'accordo.
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Autovelox non omologato: multa nulla per la Cassazione
Un automobilista ha contestato tredici verbali per eccesso di velocità, sostenendo che l'autovelox utilizzato fosse approvato ma non omologato. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che un autovelox non omologato non può essere utilizzato per accertare infrazioni, poiché i procedimenti di approvazione e omologazione non sono equivalenti. Di conseguenza, le multe sono state annullate.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione su scala e muro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia immobiliare riguardante il rispetto delle distanze tra costruzioni. Il caso verteva sull'illegittimità di una scala esterna e di una sopraelevazione. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava l'ordine di arretramento della scala, sia quello incidentale, relativo alla sopraelevazione su un muro ritenuto comune. L'ordinanza chiarisce che anche le strutture accessorie come le scale rientrano nel calcolo delle distanze e che il permesso edilizio non sana eventuali violazioni delle norme civilistiche.
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Presunzione di condominialità: come vincerla in giudizio
Una società costruttrice ha perso la causa per la proprietà di strade e parcheggi in un complesso da lei edificato. La Corte di Cassazione ha confermato che tali aree, per la loro funzione comune, rientrano nella presunzione di condominialità con la vendita del primo appartamento. Un successivo regolamento che ne dichiari la proprietà esclusiva del costruttore non è sufficiente a superare tale presunzione, essendo necessaria una riserva di proprietà nel primo atto di vendita o un successivo atto di trasferimento firmato da tutti i condomini.
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Indennizzo durata processo: il calcolo discrezionale
Un cittadino ha richiesto un indennizzo per la durata eccessiva di un processo. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che il calcolo dell'indennizzo durata processo è un potere discrezionale del giudice di merito, anche quando il ritardo supera i sei mesi. La sentenza chiarisce inoltre che le spese legali della fase monitoria e di quella di opposizione devono essere liquidate in modo unitario, in base al principio di soccombenza sull'intera vicenda processuale.
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Liquidazione spese legali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di equa riparazione per eccessiva durata di un processo, stabilendo principi chiave sulla liquidazione spese legali. La Corte ha chiarito che i compensi professionali devono essere calcolati in base al valore effettivo della causa, come rideterminato in sede di impugnazione, applicando le tariffe vigenti al momento della decisione. Inoltre, ha escluso che la mancata opposizione della controparte possa giustificare la compensazione delle spese, riaffermando il principio della soccombenza.
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Liquidazione compensi avvocato: quale tariffa si usa?
Un avvocato ha impugnato un'ordinanza che liquidava solo parzialmente i suoi onorari, escludendo la fase decisionale e applicando una tariffa superata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo due principi chiave per la liquidazione compensi avvocato: si deve applicare la tariffa in vigore al momento della decisione e tutte le fasi processuali effettivamente svolte devono essere retribuite.
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Spese condominiali urgenti: no rimborso per il vespaio
Dei condomini eseguono lavori di manutenzione sul vespaio del proprio appartamento, chiedendo il rimborso al condominio. La Cassazione nega il diritto al rimborso per le spese condominiali urgenti, stabilendo che il vespaio, se a servizio esclusivo di una singola unità, è da considerarsi parte privata e non comune. Il rimborso è ammesso solo per interventi sulle parti effettivamente condominiali, come i muri perimetrali.
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Liquidazione spese legali: no a compensi sotto i minimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8508/2025, ha accolto il ricorso di un cittadino contro il Ministero della Giustizia, stabilendo un principio cruciale sulla liquidazione delle spese legali. La Corte ha chiarito che il giudice non può liquidare compensi professionali inferiori ai minimi stabiliti dalle tabelle forensi, neanche in cause di presunta semplicità. È stato inoltre ribadito che la fase di trattazione deve essere sempre ricompresa nel calcolo dell'onorario, in quanto parte di un compenso unitario. La Corte ha quindi cassato il decreto impugnato e, decidendo nel merito, ha rideterminato i compensi dovuti all'avvocato nel rispetto dei parametri minimi.
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Compenso avvocato: mai sotto i minimi tariffari
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso avvocato non può mai essere liquidato al di sotto dei minimi tariffari previsti dalla legge. Il caso riguardava una richiesta di equa riparazione per la durata irragionevole di un processo, in cui il giudice di merito aveva erroneamente ridotto gli onorari dell'avvocato. La Suprema Corte ha cassato la decisione e ricalcolato le spese, riaffermando il principio di inderogabilità dei minimi professionali.
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Lastrico Solare Condominiale: La Nuova Proprietà
La Cassazione chiarisce: se la proprietà di un edificio torna a un unico soggetto, il condominio si estingue. Con la successiva vendita di unità, il lastrico solare condominiale, senza una nuova riserva di proprietà, diventa bene comune. Annullata la parte sulle spese legali.
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Istanza di prelievo: non serve per l’equa riparazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8555/2025, ha stabilito che non è necessaria la presentazione dell'istanza di prelievo per richiedere l'equa riparazione per eccessiva durata di un giudizio di ottemperanza. La Corte ha ritenuto che tale tipo di procedimento sia già strutturalmente volto alla celerità, rendendo superflua l'istanza. Rigettato anche il ricorso sulla quantificazione delle spese legali, confermando la discrezionalità del giudice nel liquidarle sopra i minimi tabellari.
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