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D.M. 55/2014 — Sezione Prima Civile

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146 provvedimenti

Altri anni per D.M. 55/2014

Data Certa: Prova del Credito nel Fallimento
Una società creditrice ha richiesto l'ammissione al passivo di un fallimento per un credito derivante da un accordo commerciale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del tribunale. La motivazione principale è la mancanza di una prova della 'data certa' dell'accordo anteriore alla dichiarazione di fallimento. La Corte ha ribadito che, nei confronti della massa dei creditori, la prova non può basarsi su elementi provenienti dalla sola parte creditrice (come fatture o registri contabili non vidimati), ma richiede fatti oggettivi e incontestabili.
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Errore materiale: quando la correzione non è ammessa
Un avvocato ha richiesto la correzione di un'ordinanza per un presunto errore materiale nel calcolo delle spese legali a suo carico. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile, specificando che la quantificazione delle spese legali, anche se ritenuta errata, costituisce un errore di giudizio e non un errore materiale. Quest'ultimo è solo una svista nella redazione del testo, mentre il primo riguarda la sostanza della decisione e non può essere corretto con questa procedura.
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Errore materiale: quando non si può correggere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la correzione di un errore materiale relativo alla liquidazione delle spese legali. I ricorrenti sostenevano che l'importo fosse sproporzionato rispetto al valore della causa. La Corte ha chiarito che contestare i criteri di valutazione del giudice non costituisce un errore materiale, bensì un "error in iudicando" (errore di giudizio), non emendabile con la procedura di correzione.
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Estinzione del giudizio: il silenzio che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso civile. Un Comune, dopo aver ricevuto una proposta di decisione accelerata, non ha chiesto la prosecuzione del processo entro 40 giorni, portando alla presunzione di rinuncia al ricorso e alla condanna alle spese legali. Questo evidenzia l'importanza dei termini processuali per l'estinzione del giudizio.
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Ricorso cassazione inammissibile per acconto compenso
Una professionista ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo il rigetto della sua richiesta di un acconto sui compensi maturati nell'ambito di una procedura fallimentare. La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, specificando che i provvedimenti relativi alla gestione e amministrazione dei beni del fallimento, come il diniego di un acconto, mancano dei requisiti di decisorietà e definitività necessari per questo tipo di impugnazione. La decisione ha chiarito che il diritto al compenso della professionista non è stato negato in via definitiva, potendo la stessa riproporre la sua istanza in un momento successivo.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un Ente Locale ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di decisione accelerata da parte del consigliere delegato, l'Ente non ha richiesto la decisione dell'impugnazione entro il termine di quaranta giorni. La Corte di Cassazione, applicando l'art. 380-bis del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando l'Ente ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore del cittadino resistente.
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