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DM 55/14

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30 provvedimenti

Soccombenza parziale: esclusa se si vince in subordine
In un caso di risarcimento danni per una caduta su un marciapiede, la Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado sul punto delle spese legali. Sebbene al danneggiato fosse stato riconosciuto un concorso di colpa del 50%, la Corte ha stabilito che non vi è 'soccombenza parziale' quando la domanda subordinata (che prevedeva appunto il concorso di colpa) viene accolta. Di conseguenza, l'ente convenuto è stato condannato a pagare integralmente le spese legali del primo grado e dell'appello.
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Responsabilità medica odontoiatra: il risarcimento
Un paziente cita in giudizio il proprio dentista per un intervento di implantologia mal riuscito. Il Tribunale di Torino, basandosi su una perizia tecnica (CTU), accerta la responsabilità medica odontoiatra per l'inadeguata realizzazione delle protesi. Dispone la risoluzione parziale del contratto e condanna il professionista alla restituzione delle somme versate per le prestazioni incongrue, al risarcimento dei danni patrimoniali (spese mediche e correttive) e del danno morale per il disagio subito dal paziente.
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Responsabilità commercialista: quando l’errore non paga
Una sentenza del Tribunale di Torino analizza la responsabilità del commercialista per il tardivo deposito di un ricorso tributario. Il Giudice ha escluso il diritto al risarcimento del cliente, poiché una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) ha accertato che il ricorso era comunque infondato e sarebbe stato respinto. L'errore del professionista (il ritardo) non è stato considerato la causa del danno, in quanto il pregiudizio economico sarebbe sorto ugualmente a causa dell'infondatezza dell'impugnazione.
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Clausola risolutiva espressa: Guida alla sentenza
Una sentenza del Tribunale di Pescara ha dichiarato la risoluzione di un contratto di locazione a causa dell'attivazione di una clausola risolutiva espressa. Il conduttore, che si era impegnato a partecipare all'asta per l'acquisto dell'immobile locato, non ha presentato l'offerta. Il giudice ha accolto la domanda della parte locatrice (una curatela fallimentare), condannando il conduttore al pagamento di una penale di 260.000 euro, pari alla differenza tra il prezzo d'asta minimo pattuito e quello di successiva aggiudicazione, oltre a un ulteriore risarcimento per la ritardata riconsegna dell'immobile.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: guida al caso
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo per fatture insolute, contestando la competenza territoriale e la validità delle prove. Durante la causa, la società salda il debito. Il Tribunale di Milano respinge l'opposizione a decreto ingiuntivo, confermando la legittimità del credito e condannando l'opponente al pagamento delle spese legali. La sentenza chiarisce che il pagamento, sebbene porti alla revoca del decreto, costituisce un'acquisizione definitiva della somma da parte del creditore quando l'opposizione è infondata.
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Gravi difetti appalto: la responsabilità decennale
Il Tribunale di Milano condanna un'impresa edile per gravi difetti appalto emersi anni dopo la ristrutturazione. La sentenza chiarisce la differenza tra appalto e contratto d'opera, applicando la garanzia decennale ex art. 1669 c.c. e accogliendo la richiesta di risarcimento del committente basata sulla perizia tecnica.
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Assegnazione alloggio popolare: diritto dopo l’accettazione
Una cittadina, dopo aver accettato un'assegnazione di alloggio popolare, si è vista negare il diritto dal Comune a causa di un ritardo burocratico e dell'applicazione di nuove normative. Il Tribunale ha stabilito che l'accettazione aveva già consolidato il suo diritto soggettivo, condannando l'ente a procedere con l'assegnazione di un immobile analogo e a risarcire le spese legali.
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Risarcimento danni locazione: cosa succede se non paghi?
Un tribunale ha condannato un inquilino al risarcimento danni locazione per aver lasciato un appartamento con gravi danneggiamenti, eccedenti la normale usura. Il giudice ha confermato il diritto del proprietario a trattenere il deposito cauzionale e ha ordinato al conduttore, rimasto assente in giudizio, di pagare la somma residua per le riparazioni. La decisione si fonda sulla presunzione di responsabilità del conduttore, il quale non ha fornito alcuna prova a sua discolpa.
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Responsabilità contrattuale assicurazione: il caso
Un'azienda produttrice sostituisce gratuitamente componenti difettosi a un cliente, sostenendo un costo significativo. Successivamente, chiede il rimborso alla propria compagnia assicurativa, ma la Corte d'Appello nega la copertura. La sentenza chiarisce che una polizza per responsabilità civile verso terzi (RCT/RCP) esclude la responsabilità contrattuale, coprendo solo i danni causati a terzi dal prodotto difettoso, non il costo di sostituzione del prodotto stesso.
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Abuso strumento monitorio: quando è lite temeraria
Il Tribunale di Roma revoca un decreto ingiuntivo definendolo un'ipotesi di abuso strumento monitorio. Un creditore, già in possesso di un titolo esecutivo definitivo per il suo credito, aveva richiesto un nuovo decreto basandosi su titoli ormai revocati. Il giudice ha accolto l'opposizione, annullando il decreto e condannando il creditore per lite temeraria ai sensi dell'art. 96 c.p.c., sanzionando la superflua duplicazione processuale.
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