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D.M. 169/2010

7 provvedimenti

Prededuzione compenso professionista: spetta l’intero onorario
Un Commercialista ha richiesto l'ammissione al passivo del fallimento di un'Azienda per la consulenza fornita prima della procedura. Il Tribunale ha dimezzato l'importo sostenendo una presunta sovrapposizione con le prestazioni svolte da un Avvocato, negando inoltre la **prededuzione compenso professionista** per le componenti di IVA e contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del consulente. I giudici di legittimità hanno chiarito che il lavoro svolto da professionisti di settori diversi non si sovrappone, garantendo a ciascuno l'intero onorario secondo la propria tariffa. Inoltre, la Corte ha stabilito che la **prededuzione compenso professionista** si estende automaticamente agli oneri accessori di IVA e cassa previdenziale, poiché essi condividono la medesima natura e funzione del credito principale.
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Compenso del professionista: contratto fisso e somma reale
Un commercialista ha ottenuto un decreto ingiuntivo di oltre ottantamila euro contro una società per l'assistenza resa durante una verifica fiscale. La società ha opposto il provvedimento, affermando che l'attività rientrava in un contratto annuale a compenso fisso. Il giudice d'appello ha stabilito che la consulenza per il controllo fiscale era un'attività straordinaria non compresa nell'accordo forfettario, condannando l'azienda a pagare l'intera somma ingiunta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società limitatamente alla determinazione dell'importo. I giudici hanno chiarito che, quando una prestazione resta esclusa dal forfait, il giudice deve comunque valutare la reale congruità della somma pretesa dal professionista. La decisione sul compenso del professionista è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello per la quantificazione dell'onorario.
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Compenso del liquidatore: decide il bilancio, non la cessione
Un liquidatore professionista ha calcolato il proprio compenso basandosi sui valori del contratto di cessione d'azienda, trattenendo una somma superiore rispetto a quella risultante dal bilancio finale. I soci hanno contestato il calcolo. La Corte d'Appello ha rideterminato il compenso del liquidatore applicando le tariffe professionali sull'attivo e passivo effettivamente indicati nel bilancio di liquidazione, condannandolo a restituire l'eccedenza. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del professionista. I giudici hanno chiarito che l'unico parametro valido per calcolare il compenso del liquidatore è rappresentato dalle risultanze contabili del bilancio finale della società, e non dai singoli atti di cessione.
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Compensi professionali commercialisti: guida al calcolo
Un professionista ha impugnato il decreto del Tribunale che riduceva sensibilmente i suoi **compensi professionali commercialisti** per la stima di quote societarie non quotate. La controversia verteva sull'interpretazione del D.M. 169/2010: il ricorrente sosteneva che il compenso dovesse calcolarsi sulla somma di attività e passività, mentre i giudici di merito lo hanno parametrato al valore netto delle quote. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale, stabilendo che per la valutazione di partecipazioni sociali il parametro di riferimento è il valore effettivo della quota e non il volume lordo del patrimonio sociale.
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Compenso professionista: ridotto se fallisce la procedura
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso del professionista incaricato di predisporre un ricorso per l'ammissione all'amministrazione straordinaria può essere legittimamente ridotto qualora la procedura non abbia un esito favorevole e la società venga invece dichiarata fallita. La Corte ha ritenuto che l'insuccesso, legato all'inidoneità degli elementi forniti per dimostrare le prospettive di risanamento, incide sulla valutazione della prestazione e giustifica l'applicazione di una riduzione del compenso del professionista.
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Compenso professionale: quando spetta senza risultato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consulente a ricevere il proprio compenso professionale per un'attività di assistenza in un'acquisizione aziendale, anche se l'affare non si è concluso. L'ordinanza sottolinea che le contestazioni dei clienti sull'operato del professionista sono state respinte perché formulate in modo generico e tardivo, violando le preclusioni processuali. La Corte ha ribadito che l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato, e il compenso è stato liquidato secondo le tariffe professionali in base al valore dell'operazione.
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Prededuzione crediti professionali: no alla priorità
La Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti di un professionista per la consulenza su un piano di risanamento ex art. 67 l.fall. non godono di prededuzione, poiché non si tratta di una procedura concorsuale. Anche per l'attività legata a un concordato preventivo, la prededuzione è esclusa se non viene dimostrata la sua funzionalità ex ante per la massa dei creditori. La richiesta del professionista di ottenere il pagamento prioritario è stata quindi respinta confermando la decisione del Tribunale.
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