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D.M. 1444/1968

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149 provvedimenti

Distanze legali: le norme antisismiche prevalgono
Un proprietario ha citato in giudizio il vicino per opere edilizie illegittime. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13201/2025, ha stabilito due principi fondamentali: primo, la denuncia della violazione delle distanze legali tra edifici include implicitamente anche le normative antisismiche, che non possono essere considerate tardive se sollevate in corso di causa. Secondo, la chiusura di un cavedio con una copertura in un centro storico ("Zona A") costituisce una nuova costruzione, vietata dalle norme urbanistiche. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per motivazione apparente riguardo la determinazione dell'indennità di espropriazione di un terreno. La decisione è stata presa perché il giudice di merito aveva aderito acriticamente alle conclusioni di una consulenza tecnica (CTU) palesemente contraddittoria e illogica, senza rispondere alle puntuali critiche sollevate dal proprietario espropriato. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice ha l'obbligo di fornire una motivazione chiara e comprensibile, soprattutto quando disattende le obiezioni di una parte.
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Costruzione in aderenza: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che consentiva una costruzione in aderenza nonostante un piccolo distacco dal confine. La Corte ha stabilito che, per essere legittima, la costruzione deve essere non solo strutturalmente autonoma, ma deve anche essere concretamente possibile eliminare il distacco per ripristinare la perfetta aderenza, una verifica che il giudice di merito aveva omesso di compiere.
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Diritto di sopraelevazione: chi può agire in giudizio?
In un caso riguardante il diritto di sopraelevazione, la Corte di Cassazione ha stabilito che tutti i condomini, e non solo quelli con unità immobiliari prospicienti, sono legittimati ad agire per violazioni delle distanze legali. La sentenza chiarisce che le norme sulle distanze tutelano l'intero edificio condominiale. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente applicato il concetto di 'condominio parziale', rinviando il caso per un nuovo esame.
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Distanze tra costruzioni: deroghe e demolizione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, sospende la decisione su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni. Una proprietaria, condannata in appello alla demolizione di una sopraelevazione costruita a meno di dieci metri dal confine, ha impugnato la sentenza. La Corte, prima di decidere sulla legittimità di una deroga prevista dal regolamento edilizio locale, ha ordinato l'acquisizione della normativa urbanistica del Comune per valutarne la conformità alla legge nazionale.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione su scala e muro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia immobiliare riguardante il rispetto delle distanze tra costruzioni. Il caso verteva sull'illegittimità di una scala esterna e di una sopraelevazione. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava l'ordine di arretramento della scala, sia quello incidentale, relativo alla sopraelevazione su un muro ritenuto comune. L'ordinanza chiarisce che anche le strutture accessorie come le scale rientrano nel calcolo delle distanze e che il permesso edilizio non sana eventuali violazioni delle norme civilistiche.
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Nuova costruzione: quando la ristrutturazione è soggetta
Una società edilizia, dopo aver ristrutturato un vecchio fabbricato, viene citata in giudizio da una proprietaria confinante per violazione delle norme sulle distanze. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che qualsiasi intervento di ristrutturazione che comporti un'alterazione della sagoma o un aumento della volumetria preesistente, come una sopraelevazione, si qualifica come una "nuova costruzione". Di conseguenza, tale opera deve rispettare integralmente le distanze legali previste dal Codice Civile e dai regolamenti locali, senza possibilità di deroga. Il ricorso della società è stato quindi respinto.
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Distanze legali tra costruzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di arretramento per una nuova costruzione che violava le distanze legali tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che la distanza minima di 10 metri, prevista dal D.M. 1444/1968, prevale sui regolamenti locali, i balconi devono essere inclusi nel calcolo e la norma si applica anche se una sola delle pareti frontistanti è finestrata.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una lunga controversia in materia di distanze tra costruzioni, giunta fino alla Corte di Cassazione, si conclude con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti, formalmente accettata dalla controparte, la Corte ha dichiarato la fine del procedimento, rendendo definitiva la sentenza d'appello senza una pronuncia nel merito.
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Opposizione atti esecutivi: l’errore del creditore
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.) e opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.). Un creditore che contesta le modalità con cui il giudice attua un'ordinanza di demolizione non può usare l'art. 615, riservato al debitore. Lo strumento corretto è l'opposizione agli atti esecutivi. L'errore procedurale ha portato alla dichiarazione di tardività e inammissibilità dell'azione, confermando l'importanza della scelta del giusto rimedio legale.
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Ristrutturazione tetto distanze: quando è nuova opera?
La Corte di Cassazione affronta il tema della ristrutturazione tetto distanze legali. A seguito di un contenzioso tra vicini per l'invasione di un tetto ristrutturato, la Corte rileva un contrasto giurisprudenziale. Non è chiaro se per definire una 'nuova costruzione' sia sufficiente un aumento di volume o se sia necessario un innalzamento del colmo del tetto. Data l'incertezza, la Corte ha rimesso la questione a una pubblica udienza per una decisione definitiva, senza risolvere il caso specifico.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello in un caso riguardante le distanze tra costruzioni e l'usucapione di un terreno. La controversia vedeva opposti due proprietari confinanti. La Suprema Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse errato nel non motivare adeguatamente l'applicazione di una deroga alle distanze legali e nel negare l'interesse degli appellanti a contestare una dichiarazione di usucapione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Estinzione del giudizio: accordo tra le parti
Una controversia immobiliare, relativa alla qualificazione di un impianto termico come 'costruzione' e alle relative distanze legali, si è conclusa in Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. Le parti, dopo aver percorso due gradi di giudizio, hanno raggiunto un accordo consensuale, rinunciando reciprocamente ai ricorsi. La Suprema Corte, prendendo atto della volontà delle parti, ha dichiarato estinto il processo ai sensi dell'art. 391 c.p.c., senza pronunciarsi nel merito della questione né sulle spese.
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Demolizione nuova costruzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un ordine di demolizione di una nuova costruzione (una terrazza) realizzata in violazione delle distanze legali. La Corte ha stabilito che un'ordinanza di demolizione non costituisce vizio di 'ultra petizione' se la richiesta originaria era di 'riduzione in pristino' e che una bozza di sentenza non firmata, inviata per errore, è giuridicamente inesistente e non inficia la validità della decisione finale.
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Indennità di esproprio: quando un’area è edificabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennità di esproprio, stabilendo che un'area destinata a servizi universitari è da considerarsi edificabile se gli strumenti urbanistici consentono anche l'intervento privato, come la costruzione di residenze. La decisione distingue nettamente queste aree da quelle in fascia di rispetto stradale, che per legge sono inedificabili. Questo principio è fondamentale per calcolare la corretta indennità di esproprio spettante ai proprietari.
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Ristrutturazione edilizia: le nuove norme retroattive
Una controversia sulle distanze legali tra edifici viene rivoluzionata dalla Corte di Cassazione. A seguito di una condanna alla demolizione parziale di un fabbricato, qualificato come 'nuova costruzione', la Suprema Corte cassa la sentenza. La decisione si fonda sull'applicazione dello 'ius superveniens', ovvero nuove leggi più permissive in materia di ristrutturazione edilizia, entrate in vigore durante il processo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per essere deciso secondo la nuova, e più favorevole, normativa.
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Distanza legale: la Cassazione chiarisce i poteri
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello in un caso di violazione della distanza legale tra edifici. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito ha il dovere, in base al principio 'iura novit curia', di individuare d'ufficio la normativa locale applicabile al momento della costruzione, senza limitarsi a confermare le conclusioni del perito tecnico (CTU). Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di tutte le normative succedutesi nel tempo, incluse quelle potenzialmente più favorevoli al costruttore.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia con accettazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito di un accordo tra le parti. Una controversia nata per la violazione delle distanze tra costruzioni si conclude prima della sentenza di merito. Le parti hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso e di accettazione della stessa, con compensazione delle spese legali. La Corte, in base all'art. 391 cod. proc. civ., ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese.
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Distanze legali: i balconi vanno calcolati?
Un'impresa edile costruisce troppo vicino al confine, sostenendo che un piano urbanistico prevedesse una strada e che i balconi non dovessero essere contati. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che le previsioni urbanistiche non modificano la proprietà privata e che i balconi non meramente decorativi rientrano nel calcolo delle distanze legali, poiché la normativa nazionale prevale su quella locale.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione e la nuova legge
Un proprietario ha ricostruito un immobile con un lieve aumento di volume, scatenando una causa con il vicino per le distanze tra costruzioni. La Corte d'Appello ha considerato l'opera una nuova costruzione, imponendo l'arretramento. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che i giudici avrebbero dovuto applicare le recenti riforme legislative che hanno ampliato la nozione di "ristrutturazione edilizia", la quale può consentire modifiche volumetriche mantenendo le distanze preesistenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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