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D.Lgs. 917/1986

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Deducibilità Contributi Professionali: Cassazione Conferma Vittoria del Notaio
L'Amministrazione Fiscale ha contestato a un Professionista la deducibilità contributi professionali versati alla Cassa di categoria per fini previdenziali, considerandoli non deducibili ai fini IRAP. Dopo che le Commissioni Tributarie di primo e secondo grado avevano riconosciuto la deducibilità, l'Amministrazione Fiscale ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha poi rinunciato al ricorso, riconoscendo un orientamento giurisprudenziale consolidato favorevole alla deducibilità contributi professionali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l'Amministrazione Fiscale a pagare le spese legali al Professionista.
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Tassazione indennità di volo: scontro tra pensionati e Fisco
Un pilota in pensione ha richiesto il rimborso dell'IRPEF per gli anni dal 2012 al 2015, sostenendo che la sua indennità di volo dovesse essere tassata al 50% anziché al 100%. L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta, ritenendo che l'agevolazione fiscale spetti solo al personale in servizio attivo e non a quello in pensione. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La sesta sezione civile, rilevando la particolare importanza della questione di diritto riguardante la tassazione indennità di volo per il personale in quiescenza, ha deciso di non decidere immediatamente in camera di consiglio. Con l'ordinanza interlocutoria, la Corte ha rimesso la causa alla pubblica udienza della quinta sezione civile per una trattazione approfondita.
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Rettifica della rendita catastale: fisco contro luogo di culto
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato la categoria catastale di un immobile di proprietà di un Ente Religioso, passandolo da luogo di culto (E/7) a negozio (C/1), con conseguente rettifica della rendita catastale. Il giudice di secondo grado aveva annullato l'atto per difetto di motivazione, confermando la categoria E/7. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che nei procedimenti avviati tramite DOCFA l'obbligo di motivazione è ridotto se i fatti non sono contestati. Pur confermando che l'immobile rientra nella categoria E/7 per le sue caratteristiche oggettive, la Suprema Corte ha chiarito che anche i luoghi di culto devono avere una rendita catastale attribuita, seppur a fini statistici. La causa è stata rinviata per la corretta determinazione della rendita.
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Ristorni delle società consortili: il Fisco perde in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società consortile la deducibilità di oltre un milione e mezzo di euro, qualificandoli come costi privi di inerenza. Tali somme rappresentavano in realtà ristorni delle società consortili, ossia restituzioni di eccedenze di gestione ai consorziati tramite note di credito per allineare i contributi ai costi reali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che i ristorni in ambito mutualistico non costituiscono costi da sottoporre al test di inerenza, bensì semplici rettifiche dei ricavi per rimborsare i risparmi accumulati. Vince la società contribuente, con condanna del Fisco al pagamento delle spese legali.
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Punti scommesse: sì alla ritenuta d’acconto sulle provvigioni
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società di scommesse, richiedendo oltre 336.000 euro per omesse ritenute. L'ufficio ha qualificato l'attività dei punti vendita affiliati (raccolta scommesse, ricariche e contratti) come procacciamento d'affari, con conseguente obbligo di applicare la ritenuta d'acconto sulle provvigioni ai sensi dell'art. 25-bis del d.P.R. 600/1973. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che l'attività dei punti vendita non si limita alla semplice ricarica di tessere, ma costituisce una vera intermediazione remunerata in percentuale sul fatturato. Di conseguenza, i compensi percepiti sono assimilabili a provvigioni e soggetti a ritenuta alla fonte. La società è stata condannata anche al pagamento delle spese di giudizio.
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Rendita Catastale Immobile di Culto: Obbligatoria Anche se Esente
Un'associazione religiosa si è vista respingere la richiesta di accatastamento di un nuovo luogo di culto con rendita pari a zero. L'Agenzia delle Entrate sosteneva la necessità di attribuire una rendita positiva. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio fondamentale: la rendita catastale immobile di culto deve sempre essere attribuita e non può essere zero. Anche se l'immobile è esente da imposte per la sua funzione, la rendita ha un valore statistico e inventariale, basato sulla potenziale capacità del bene di produrre reddito. La Corte chiarisce che l'esenzione fiscale e l'attribuzione della rendita sono due concetti distinti e non in conflitto.
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Ritenute pagate per errore: no allo scomputo, vince il Fisco
Un professionista ha tentato di detrarre dalle proprie tasse non solo la ritenuta d'acconto correttamente versata da un Ente Pubblico, ma anche un'altra, identica, versata per errore da alcune Farmacie per un compenso mai corrisposto. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questa doppia detrazione. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo che lo scomputo di ritenute erronee è illegittimo. È possibile detrarre solo le ritenute relative a redditi effettivamente percepiti e dichiarati. Consentire tale operazione comporterebbe un ingiustificato arricchimento per il contribuente.
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Deducibilità noni pregressi IRAP: la Banca vince, Fisco rinuncia
Una banca ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata tra il 2005 e il 2008, sostenendo il suo diritto alla deducibilità dei cosiddetti 'noni pregressi', ovvero quote di svalutazione crediti maturate prima del 2005. L'Agenzia delle Entrate si era opposta, invocando una norma del 2004 che abrogava tale possibilità. La controversia è giunta in Cassazione, dove però l'Agenzia ha rinunciato al proprio ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità sopravvenuta, rendendo definitiva la vittoria della banca e confermando il suo diritto al rimborso. Il caso sancisce l'importanza del principio di irretroattività della legge fiscale sulla deducibilità noni pregressi IRAP.
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Assegno di mantenimento: Tassazione separata anche per arretrati
Una contribuente riceve in un'unica soluzione gli arretrati del suo assegno di mantenimento, ricalcolati da un giudice. L'Agenzia delle Entrate nega l'applicazione della tassazione separata, sostenendo che la somma vada tassata con l'aliquota ordinaria. La Corte di Cassazione dà ragione alla contribuente, stabilendo un principio fondamentale: gli arretrati di un assegno periodico, anche se pagati tutti insieme, beneficiano della tassazione separata assegno di mantenimento. Questo perché non sono una somma 'una tantum', ma redditi maturati nel tempo la cui riscossione è stata ritardata per cause non dipendenti dalla volontà del beneficiario. Di conseguenza, il Fisco perde la causa e deve rimborsare le spese legali.
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Operazioni inesistenti: la prova contabile non basta più
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro l'annullamento di alcuni avvisi di accertamento emessi nei confronti di una società elettrica. Gli atti riguardavano il recupero di imposte derivanti dall'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da fornitori risultati privi di struttura operativa. I giudici di merito avevano annullato gli atti per carenza di contraddittorio preventivo e difetto di motivazione. La Suprema Corte ha invece chiarito che, per le verifiche a tavolino, il contraddittorio non è sempre obbligatorio per i tributi non armonizzati e che la regolarità formale della contabilità non è sufficiente a superare le presunzioni di frode fornite dall'ufficio. La decisione sottolinea come la prova contraria del contribuente debba essere rigorosa e non limitarsi alla mera esibizione di fatture e pagamenti tracciati.
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Abuso del diritto: leasing infragruppo e onere prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29936/2023, ha esaminato un caso di presunto abuso del diritto relativo a un'operazione di leasing traslativo immobiliare all'interno di un gruppo societario. L'Agenzia delle Entrate contestava l'operazione, ritenendola finalizzata unicamente a ottenere un indebito vantaggio fiscale. La Corte ha cassato la decisione di merito, chiarendo che per configurare l'abuso del diritto non è sufficiente provare l'esistenza di un'operazione infragruppo e un risparmio d'imposta. È necessario che l'amministrazione finanziaria dimostri specificamente la mancanza di sostanza economica e l'utilizzo distorto degli strumenti giuridici, elementi che il giudice di merito non aveva adeguatamente accertato, confondendo inoltre i concetti di abuso e simulazione.
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Giudicato esterno: come prevale la sentenza più recente
Una società alimentare si oppone a diversi avvisi di accertamento dell'Agenzia delle Entrate. La controversia verte sull'efficacia del giudicato esterno, data l'esistenza di sentenze contrastanti per annualità fiscali diverse ma basate sugli stessi fatti. La Cassazione stabilisce che, in caso di conflitto, il giudicato più recente prevale, cassando la decisione favorevole al contribuente e rinviando il caso per una nuova valutazione alla luce del precedente vincolante.
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Litisconsorzio necessario nel consolidato fiscale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10580/2024, ha chiarito l'importanza del litisconsorzio necessario nei contenziosi fiscali che coinvolgono gruppi societari in regime di consolidato. A causa della separazione dei giudizi in appello tra la società controllante e la controllata, la Corte ha annullato le sentenze impugnate per violazione del principio del contraddittorio, rinviando la causa al giudice di secondo grado per un esame congiunto.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e fatture
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10854/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in caso di operazioni inesistenti. L'Amministrazione finanziaria deve fornire elementi, anche presuntivi, per contestare l'operazione. Successivamente, spetta al contribuente dimostrarne l'effettività. La Corte ha stabilito che la mera esibizione di fatture, registrazioni contabili e pagamenti tracciabili non è sufficiente a superare gli indizi di falsità, poiché tali elementi formali sono spesso utilizzati proprio per mascherare la frode. La sentenza di merito, che aveva dato ragione al contribuente basandosi su tali prove formali e su un'assoluzione penale, è stata cassata.
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Voluntary disclosure: spetta il rimborso del credito
Un pilota, dopo aver utilizzato la procedura di "Voluntary disclosure" per regolarizzare i suoi beni all'estero, si è visto tassare in Italia redditi già sottoposti a imposta in Portogallo. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso, stabilendo che il trattato internazionale contro la doppia imposizione prevale sulle norme procedurali nazionali, come l'obbligo di dichiarare i redditi esteri per ottenere il relativo credito d'imposta. La Corte ha inoltre precisato che l'adesione alla Voluntary disclosure non preclude al contribuente la possibilità di richiedere la restituzione di imposte pagate in eccesso.
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Credito d’imposta estero: il trattato prevale sempre
Una contribuente ha ottenuto il riconoscimento del credito d'imposta per le tasse pagate in Brasile su redditi emersi tramite voluntary disclosure, anche se la procedura non si era perfezionata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la convenzione internazionale contro la doppia imposizione prevale sulle norme procedurali interne, che non possono quindi negare il diritto al credito d'imposta estero.
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Plusvalenze IRAP: non tassabili in liquidazione
Un consorzio in liquidazione coatta amministrativa ha subito un accertamento fiscale per IRAP su plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili. La Corte di Cassazione ha stabilito che le plusvalenze IRAP non sono imponibili se le operazioni rientrano nella mera attività liquidatoria, finalizzata a soddisfare i creditori, e non nell'ambito di un "esercizio provvisorio" dell'attività d'impresa, poiché manca il presupposto dell'esercizio abituale di un'attività organizzata.
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