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D.Lgs. 385/1993 — Anno 2025

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172 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 385/1993

Sanzioni Banca d’Italia: la responsabilità del direttore
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni della Banca d'Italia inflitte a un ex Direttore Generale di un intermediario finanziario per gravi carenze organizzative e di controllo. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che i documenti prodotti in ritardo nel giudizio d'appello sono inammissibili. È stata inoltre confermata la responsabilità diretta del direttore per le problematiche riscontrate, anche se manifestatesi pienamente dopo la sua uscita dall'azienda, poiché originate durante il suo lungo mandato.
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Fideiussione confidi minore: valida anche per debiti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato con successo la decisione di un tribunale che aveva negato l'ammissione di un credito al passivo di un fallimento. Il credito era garantito da una fideiussione emessa da un consorzio di garanzia fidi. La Corte di Cassazione, citando una precedente sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che la fideiussione confidi minore non è nulla se prestata per crediti non bancari. Di conseguenza, ha annullato la decisione del tribunale e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Fideiussione confidi minore: valida anche per i terzi
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che una fideiussione rilasciata da un "confidi minore" è valida anche se posta a garanzia di crediti non bancari, come i debiti tributari. La decisione ribalta un precedente verdetto di un tribunale di merito, specificando che l'attività di rilascio di garanzie non è riservata in via esclusiva agli intermediari finanziari autorizzati. La Suprema Corte ha cassato la decisione impugnata, rinviando la causa al tribunale per un nuovo esame alla luce di questo fondamentale principio.
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Responsabilità consiglieri: doveri e sanzioni
Un ex consigliere di amministrazione non esecutivo di un istituto bancario ha impugnato una sanzione della Banca d'Italia per carenze gestionali. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la sua responsabilità consiglieri e chiarendo che anche gli amministratori senza deleghe hanno un dovere di vigilanza attiva e di agire informati, specialmente in presenza di segnali di allarme. La Corte ha inoltre precisato che, in materia di sanzioni amministrative, vige una presunzione di colpa, e spetta quindi al sanzionato dimostrare di aver agito senza colpevolezza.
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Sanzioni amministrative bancarie: la Cassazione decide
Un alto dirigente di un istituto di credito, sanzionato dall'autorità di vigilanza per violazioni in materia di rischi finanziari, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione e chiarendo importanti principi sulle sanzioni amministrative bancarie. In particolare, ha stabilito la correttezza del rito processuale applicato, ha escluso la retroattività della normativa più favorevole per illeciti amministrativi e ha confermato i criteri di quantificazione della sanzione basati sulla gravità della condotta e sul ruolo ricoperto.
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Responsabilità direttori: sanzioni e onere prova
Un ex membro del comitato direttivo di un istituto bancario ha impugnato una sanzione di 45.000 euro inflitta dall'autorità di vigilanza per violazione delle norme sui rischi finanziari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena responsabilità dei direttori anche senza deleghe operative dirette. La sentenza stabilisce che il dovere di "agire informati" è sufficiente a fondare la responsabilità. Inoltre, chiarisce che a tali sanzioni amministrative si applica il principio del "tempus regit actum" e non quello della legge più favorevole (lex mitior), e che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sul soggetto sanzionato.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non specifico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un istituto di credito contro una società debitrice. La decisione si fonda sul principio di autosufficienza: il ricorso per cassazione non era sufficientemente dettagliato, non permettendo alla Corte di valutare la fondatezza delle censure senza dover consultare altri atti. Il caso verteva sulla validità di un pignoramento immobiliare basato su un contratto di mutuo, la cui prova di erogazione non era stata, secondo la Corte d'Appello, correttamente notificata.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un consigliere di amministrazione non esecutivo di un importante istituto di credito, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza per gravi carenze nella gestione dei rischi e nei controlli interni. La sentenza conferma la piena responsabilità degli amministratori anche se privi di deleghe operative, sottolineando il loro dovere di agire in modo informato e di attivarsi per prevenire criticità. Viene inoltre ribadita la natura amministrativa, e non penale, di tali sanzioni, con importanti conseguenze sul piano delle garanzie processuali e dell'applicazione del principio del 'favor rei'.
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Tasso usura e CMS: la Cassazione chiarisce il calcolo
La Cassazione rigetta il ricorso di una società contro una banca, chiarendo che una Commissione di Massimo Scoperto (CMS) già dichiarata nulla non può essere inclusa nel calcolo del tasso usura. Sancisce inoltre che la mancata contestazione specifica di un credito in una domanda riconvenzionale ne determina l'accertamento.
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Obblighi informativi banca: cosa dice la Cassazione
Un investitore ha citato in giudizio la propria banca, lamentando la mancata comunicazione del crollo di valore dei titoli posti a garanzia di un fido. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che in presenza di un semplice contratto di deposito e amministrazione titoli, gli obblighi informativi della banca non si estendono a un monitoraggio costante e a un'attività di consulenza sull'investimento, che sono invece tipici del diverso contratto di gestione patrimoniale. La decisione sottolinea la netta distinzione tra i due tipi di servizio e le relative responsabilità dell'intermediario.
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Mutuo Solutorio: la Cassazione attende le Sezioni Unite
Un garante, nell'ambito di una procedura fallimentare, ha contestato la validità di un mutuo fondiario concesso da una banca, sostenendo che si trattasse di un 'mutuo solutorio' finalizzato a ripianare debiti pregressi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul ricorso. La Corte ha infatti rilevato che la questione centrale, relativa alla qualificazione e validità del mutuo solutorio, è già stata rimessa al vaglio delle Sezioni Unite con un'altra ordinanza. Pertanto, il giudizio è stato rinviato in attesa della pronuncia del massimo organo nomofilattico per garantire un'applicazione uniforme del diritto.
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Mutuo fondiario: non è nullo se supera i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio cruciale in materia di mutuo fondiario. Un istituto di credito aveva concesso un finanziamento a una società, poi fallita, superando il limite di finanziabilità previsto dalla legge. I giudici di merito avevano dichiarato nullo il contratto. La Suprema Corte, allineandosi a una precedente decisione delle Sezioni Unite, ha cassato la decisione, affermando che il superamento di tale limite non comporta la nullità del contratto di mutuo fondiario, bensì una violazione di norme di condotta che non incide sulla validità del rapporto. La Corte ha inoltre affrontato la questione della correttezza del bilancio ai fini della valutazione della situazione patrimoniale della società fallita.
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Limite di finanziabilità: la Cassazione esclude la nullità
In un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare, la Corte di Cassazione ha ribaltato una decisione di merito che aveva dichiarato nullo un contratto di mutuo fondiario per superamento del limite di finanziabilità. Conformandosi a un precedente intervento delle Sezioni Unite, la Corte ha stabilito che tale limite costituisce una norma di vigilanza prudenziale a tutela della banca, e la sua violazione non determina l'invalidità del contratto, che conserva la sua natura di mutuo fondiario.
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Limite di finanziabilità: non causa nullità del mutuo
Una società finanziaria si oppone a una decisione che aveva dichiarato nullo un suo mutuo fondiario per superamento del limite di finanziabilità. La Corte di Cassazione, richiamando una fondamentale sentenza delle Sezioni Unite, stabilisce che il superamento di tale soglia non comporta la nullità del contratto. Il mutuo resta valido ed efficace. La causa viene rinviata al tribunale per un nuovo esame alla luce di questo principio consolidato.
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Ammortamento alla francese: non è anatocismo
Una società immobiliare ha contestato il suo mutuo, sostenendo che il piano di ammortamento alla francese nascondesse anatocismo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale metodo di rimborso è legittimo, non viola il divieto di anatocismo e la sua mancata esplicita indicazione non causa nullità contrattuale, in linea con recenti pronunce delle Sezioni Unite.
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Obbligo raccolta quietanze: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un notaio, confermando l'obbligo raccolta quietanze nelle operazioni di portabilità del mutuo. La sentenza stabilisce che la quietanza è un documento essenziale per l'efficacia della surrogazione e per la pubblicità immobiliare, e pertanto deve essere conservata a raccolta dal notaio ai sensi della legge notarile. La decisione si allinea a precedenti orientamenti della stessa Corte, sottolineando la stretta connessione tra la normativa sulla portabilità (art. 120-quater TUB) e la disciplina generale della surrogazione (art. 1202 c.c.).
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Prova del credito: estratti conto non necessari
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due fideiussori contro una società finanziaria, confermando che la prova del credito bancario può essere fornita anche senza la produzione integrale degli estratti conto. Secondo la Corte, i riassunti scalari, supportati da una consulenza tecnica d'ufficio (CTU), sono sufficienti a ricostruire le movimentazioni del rapporto, superando la mancanza di alcuni documenti. L'ordinanza ha inoltre dichiarato inammissibili le altre censure relative a difetti di rappresentanza e alla nullità di clausole contrattuali, poiché sollevate tardivamente o in modo generico.
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Cessione Crediti in Blocco: Prova e Opposizione
Un fideiussore si è opposto a un decreto ingiuntivo, contestando la titolarità del credito in capo alla società cessionaria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale sulla cessione crediti in blocco: la sola pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del credito se il debitore contesta specificamente l'inclusione del proprio debito nell'operazione. La società cessionaria ha l'onere di fornire prova documentale che il singolo credito è stato effettivamente ceduto. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Sanzioni antiriciclaggio: favor rei e calcolo
Un direttore di banca e l'istituto cessionario di un ramo d'azienda sono stati sanzionati per omesse segnalazioni di operazioni sospette. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di secondo grado, stabilendo l'applicazione del principio del 'favor rei', ovvero della legge successiva più favorevole, per la determinazione delle sanzioni antiriciclaggio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per ricalcolare la sanzione alla luce della normativa sopravvenuta.
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Limite finanziabilità mutuo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il superamento del limite di finanziabilità in un contratto di mutuo fondiario non ne determina la nullità. In un caso di fallimento, un istituto di credito si era visto declassare il proprio credito da ipotecario a chirografario proprio per questa ragione. La Suprema Corte, richiamando un'importante sentenza delle Sezioni Unite, ha annullato la decisione del tribunale, affermando che la norma sul limite di finanziabilità è una regola di vigilanza prudenziale che non incide sulla validità del contratto. Di conseguenza, la garanzia ipotecaria resta efficace.
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