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D.Lgs. 3/2017

26 provvedimenti

Abuso di posizione dominante: tariffe truccate e risarcimento
Un grande operatore telefonico ha applicato tariffe discriminatorie all'ingrosso a un concorrente, imponendogli costi molto più alti rispetto a quelli applicati alle proprie divisioni interne. Questa condotta ha configurato un vero e proprio abuso di posizione dominante, causando una grave compressione dei margini di guadagno del concorrente. L'operatore dominante ha impugnato la condanna al risarcimento, sostenendo che il danno non fosse provato e che il sovrapprezzo potesse essere stato trasferito sui clienti finali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la riduzione dei profitti costituisce un danno risarcibile come lucro cessante. L'operatore dominante perde definitivamente la causa e deve pagare ventimila euro di spese legali.
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Abuso di posizione dominante: l’Antitrust archivia, la lite resta
Un distributore di medicinali ha fatto causa a un'importante impresa farmaceutica, accusandola di aver ridotto ingiustificatamente le forniture di alcuni farmaci. Il distributore lamentava un abuso di posizione dominante e la violazione degli obblighi di correttezza contrattuale. I giudici di merito hanno condannato l'impresa al risarcimento dei danni, ritenendo che l'archiviazione del caso da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) non escludesse l'illecito civile. L'impresa ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'archiviazione dell'Antitrust dovesse valere come prova a suo favore. La Suprema Corte, data la novità e l'importanza della questione, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per stabilire se il provvedimento di archiviazione dell'Antitrust costituisca o meno una prova privilegiata nel processo civile.
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Liquidazione equitativa del danno: risarcito il prezzo gonfiato
Una società acquirente ha chiesto il risarcimento dei danni a un produttore di veicoli industriali, a causa di un accordo segreto sui prezzi durato quattordici anni. I giudici di merito hanno accolto la domanda, quantificando il danno nel quindici per cento del prezzo di acquisto del mezzo. Il produttore ha proposto ricorso, contestando l'uso della valutazione del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato la legittimità della liquidazione equitativa del danno, poiché calcolare l'esatto sovrapprezzo causato dal cartello era estremamente difficile. La decisione ribadisce che il giudice può determinare il risarcimento quando la prova del preciso ammontare è quasi impossibile, purché il danneggiato non sia stato negligente nel processo.
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Abuso di Posizione Dominante: Danno Certo, Risarcimento Incerto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunto abuso di posizione dominante da parte di un grande operatore di telecomunicazioni ai danni di due concorrenti minori. L'operatore dominante avrebbe applicato tariffe discriminatorie per l'accesso alla sua rete, comprimendo i margini di profitto dei rivali. Sebbene l'illecito fosse già stato accertato in altre sedi, il punto cruciale della controversia è diventato il calcolo del risarcimento. Ritenendo le questioni sulla quantificazione del danno particolarmente complesse e di grande rilevanza, la Corte non ha emesso una decisione finale. Ha invece disposto un rinvio a un'udienza pubblica per un'analisi più approfondita, lasciando di fatto la questione del risarcimento ancora aperta.
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Fideiussione e antitrust: la competenza del Tribunale
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di competenza territoriale e funzionale nelle controversie riguardanti la nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. Il caso nasce dall'opposizione a un decreto ingiuntivo in cui il garante eccepiva l'invalidità del contratto di garanzia. La Suprema Corte ha stabilito che, quando viene richiesta una declaratoria di nullità basata su intese restrittive della concorrenza, la competenza spetta inderogabilmente alle Sezioni Specializzate in materia di Impresa. Per le controversie che rientrerebbero nel distretto di Ancona, la competenza è attribuita per legge al Tribunale di Roma.
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Abuso di posizione dominante e prescrizione
Diverse compagnie aeree hanno agito contro un gestore aeroportuale lamentando un abuso di posizione dominante dovuto alla mancata concessione di sconti tariffari invece riconosciuti ad altri vettori. Nonostante l'accertamento della condotta illecita, i giudici di merito hanno dichiarato prescritto il diritto al risarcimento. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, ribadendo che il danno da illecito antitrust è soggetto alla prescrizione quinquennale tipica della responsabilità extracontrattuale, rigettando la tesi delle ricorrenti che invocavano la prescrizione decennale contrattuale.
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Fideiussione antitrust: la competenza di Roma
La Corte di Cassazione è intervenuta su un conflitto di competenza riguardante una causa di nullità di una fideiussione antitrust. Alcuni garanti avevano contestato la validità delle garanzie prestate a un istituto bancario, sostenendo che ricalcassero lo schema ABI sanzionato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Dopo diversi passaggi tra tribunali ordinari e sezioni specializzate, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza esclusiva per tali controversie, quando coinvolgono distretti del Centro Italia come quello di Firenze, spetta alla Sezione Specializzata in materia di impresa del Tribunale di Roma.
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Competenza fideiussioni antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32991/2023, ha risolto un conflitto di giurisdizione in materia di competenza per fideiussioni antitrust. Il caso riguardava una richiesta di nullità parziale di contratti di fideiussione basati su uno schema ABI ritenuto anticoncorrenziale. La Corte ha stabilito che, quando la nullità viene fatta valere tramite un'azione legale diretta, la competenza inderogabile spetta alla Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano per i distretti giudiziari del nord Italia, inclusi Brescia, Bologna, Genova e Torino, in applicazione di una normativa specifica che concentra la giurisdizione su queste materie.
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Competenza funzionale: l’eccezione antitrust non la sposta
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per un debito garantito da fideiussione, i garanti hanno eccepito la nullità del contratto per violazione delle norme antitrust. Il tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente, ritenendo la causa di pertinenza della Sezione Specializzata in materia di Impresa. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che la competenza funzionale del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo non viene meno se la nullità è sollevata come mera eccezione difensiva, finalizzata solo a paralizzare la pretesa creditoria, e non come un'azione autonoma volta a ottenere una pronuncia con efficacia di giudicato.
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Nullità fideiussione antitrust: la competenza è a Roma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32985/2023, ha risolto un conflitto di competenza, stabilendo che le cause relative alla nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust, basata sul modello ABI, rientrano nella competenza inderogabile della Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Roma. Questo vale anche se la questione sorge in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. La Corte ha chiarito che quando il fideiussore non si limita a sollevare una mera eccezione ma propone una vera e propria domanda per far dichiarare la nullità del contratto (domanda riconvenzionale), la competenza spetta al foro specializzato individuato dalla legge, a prescindere dal tribunale che ha emesso l'ingiunzione.
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Giudicato interno: appello e limiti del giudice
Una società finanziaria ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello che aveva annullato delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello non poteva pronunciarsi sulla validità delle fideiussioni. La condanna dei fideiussori in primo grado non era stata appellata, formando così un giudicato interno che precludeva ogni ulteriore esame sulla questione, in virtù dell'effetto devolutivo dell'appello.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha risolto un conflitto di giurisdizione sorto in un giudizio di opposizione a pignoramento. La Corte ha stabilito che la domanda di nullità di una garanzia per violazione di norme antitrust deve essere trattata dalla Sezione Specializzata in materia di Impresa, mentre tutte le altre questioni relative all'opposizione all'esecuzione restano di competenza del giudice ordinario. Questa decisione chiarisce i limiti della 'vis actrattiva' del tribunale specializzato, affermando la necessità di separare le cause quando non sussiste un legame di pregiudizialità tecnica. Viene quindi delineato un doppio binario per la gestione della competenza in caso di fideiussione antitrust.
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Regolamento di Competenza: limiti e inammissibilità
Un'azienda e i suoi garanti citano in giudizio una banca per nullità di contratti bancari e di fideiussioni per violazione della normativa antitrust. Il caso, passato dal Tribunale ordinario alla Sezione specializzata per le imprese, genera un conflitto di giurisdizione. La Corte di Cassazione interviene dichiarando inammissibile il regolamento di competenza, chiarendo i rigidi presupposti per sollevare un conflitto tra giudici, in particolare in relazione alla connessione tra cause di diversa materia.
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Responsabilità antitrust: limiti del ricorso in Cassazione
Una società di consulenza è stata ritenuta corresponsabile per un'intesa anticoncorrenziale in una gara pubblica, pur non avendovi partecipato direttamente. L'appello si basava sul concetto di responsabilità antitrust estesa all'interno di un network aziendale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la valutazione dei fatti da parte del Consiglio di Stato non è sindacabile in sede di legittimità per motivi di giurisdizione, delineando così i precisi confini del proprio intervento.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Dei garanti si sono opposti a un decreto ingiuntivo, sostenendo la nullità della loro garanzia per violazione delle norme antitrust. La questione principale riguardava la competenza fideiussione antitrust, contesa tra il tribunale ordinario e la sezione specializzata in materia di imprese. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto optando per la separazione delle cause: la sezione specializzata si occuperà della nullità per violazione antitrust, mentre il tribunale ordinario gestirà le altre questioni relative all'opposizione al decreto ingiuntivo.
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Risarcimento danni antitrust: la Cassazione decide
Una società acquirente di un autocarro ha citato in giudizio il produttore per ottenere il risarcimento danni antitrust derivante da un cartello sui prezzi. La società produttrice ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il termine di prescrizione per i danni da illecito concorrenziale segreto (c.d. danno lungolatente) decorre non dal momento della cessazione della condotta illecita, ma da quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con l'ordinaria diligenza, conoscenza dell'illecito, del danno e dell'identità del responsabile. Tale momento è stato individuato nella data della decisione della Commissione Europea che ha accertato il cartello. La Corte ha inoltre chiarito il valore probatorio degli atti del procedimento europeo nel giudizio civile.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce la corretta divisione della competenza per fideiussione antitrust in un'opposizione a decreto ingiuntivo. Il tribunale ordinario che ha emesso il decreto mantiene la competenza sull'opposizione, mentre la sezione specializzata imprese giudica solo la domanda riconvenzionale di nullità per violazione delle norme antitrust, con possibile separazione e sospensione dei giudizi.
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Danno da illecito antitrust: non è mai presunto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33858/2024, ha rigettato il ricorso di un fideiussore che chiedeva il risarcimento per un contratto di fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali. La Corte ha stabilito che il danno da illecito antitrust non è mai presunto (in re ipsa), ma deve essere sempre specificamente provato dal danneggiato, sia nella sua esistenza che nel suo ammontare, in base ai principi generali della responsabilità civile.
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Ripetizione di indebito: no se la causa è legittima
Una compagnia aerea ha citato in giudizio il proprio fornitore di carburante per ottenere la restituzione delle tariffe aeroportuali (c.d. 'airport fees') pagate, sostenendo che fossero illegittime. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ripetizione di indebito non è fondata se il pagamento ha una causa legittima, come in questo caso il contratto di fornitura. Il fornitore si era limitato a trasferire un costo imposto a monte dalle società di gestione aeroportuale, senza applicare ricarichi. L'eventuale illecito, quindi, non risiedeva nel rapporto tra fornitore e compagnia aerea, ma in quello tra gestori aeroportuali e fornitore.
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Onere della prova: fideiussione nulla senza il D.M.?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un garante che chiedeva la nullità della propria fideiussione per violazione della normativa antitrust. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova: il garante non ha prodotto in giudizio il provvedimento sanzionatorio dell'Autorità Garante né ha indicato con precisione la sua collocazione negli atti processuali, violando il principio di specificità del ricorso.
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