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D.Lgs. 276/2003

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1052 provvedimenti

Cessione ramo d’azienda: l’autonomia è requisito chiave
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione ramo d'azienda. Ha accolto il ricorso di un gruppo di lavoratori, affermando che un trasferimento è illegittimo se il ramo ceduto non possiede una propria autonomia funzionale, preesistente alla cessione stessa. Se la nuova entità, per operare, deve stipulare contratti di servizio con la società cedente, significa che tale autonomia manca, rendendo l'operazione un'artificiosa frammentazione aziendale e inefficace il trasferimento automatico dei contratti di lavoro.
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Contratto a progetto nullo: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito che avevano dichiarato la nullità di un contratto a progetto, convertendolo in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L'ordinanza analizza gli indici della subordinazione e chiarisce un punto fondamentale sul risarcimento del danno: l'indennità di disoccupazione (NASpI) percepita dal lavoratore non può essere detratta dalle somme dovute dal datore di lavoro. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Risoluzione contratto a progetto: serve forma scritta?
Un collaboratore si è opposto alla risoluzione verbale del suo contratto a progetto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, così come la stipula, anche la risoluzione consensuale del contratto a progetto richiede obbligatoriamente la forma scritta per essere valida (ad substantiam), a tutela della certezza dei rapporti giuridici. Qualsiasi accordo verbale di cessazione è pertanto nullo.
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Obbligo contributivo datoriale: la Cassazione decide
Una società committente è stata ritenuta responsabile in solido per l'omesso versamento dei contributi previdenziali di una ditta appaltatrice. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'azienda. L'ordinanza chiarisce il valore probatorio del verbale ispettivo dell'ente previdenziale e i requisiti per contestare le prove informatiche, rafforzando il principio dell'obbligo contributivo datoriale in regime di appalto.
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Certificati E101: quando sono vincolanti per l’INPS?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'INPS contro una società cooperativa. L'Istituto contestava un distacco transnazionale di lavoratori, ma la Corte ha ribadito che i certificati E101 sono vincolanti per l'INPS, che deve seguire una specifica procedura europea per contestarne la validità prima di poter richiedere i contributi in Italia.
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Appalto illecito: quando scatta il lavoro subordinato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che riconosceva l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra un istituto di credito e un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa. Il caso riguarda un appalto illecito, in quanto il lavoratore, addetto allo smistamento della corrispondenza, era di fatto inserito nell'organizzazione della banca e diretto dal suo personale, svolgendo mansioni non riconducibili al contratto di appalto ufficiale. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della banca, consolidando il principio che conta la realtà fattuale del rapporto lavorativo e non la sua qualificazione formale.
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Responsabilità solidale appalti: le società in house
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23450/2025, ha stabilito che una società in house, interamente partecipata da enti pubblici, è soggetta alla responsabilità solidale appalti per i crediti dei lavoratori dell'appaltatore. La Corte ha chiarito che tali società, pur essendo soggette al Codice degli appalti, mantengono la loro natura di soggetto di diritto privato e non possono beneficiare dell'esclusione prevista per le Pubbliche Amministrazioni.
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Credito privilegiato distacco: no al rimborso stipendi
Un'impresa edile che aveva distaccato proprio personale presso un'altra società, poi fallita, non si è vista riconoscere il credito privilegiato per gli stipendi anticipati. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale credito ha natura di semplice rimborso e non di retribuzione, negando quindi la prelazione. La sentenza sottolinea la differenza tra il distacco di personale, che risponde a un interesse proprio dell'impresa distaccante, e la somministrazione di lavoro, l'unica a cui la legge riconosce un privilegio specifico.
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Cessione ramo d’azienda: i requisiti di autonomia
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una cessione ramo d'azienda nel settore del recupero crediti. La sentenza stabilisce che, per essere valido, il trasferimento deve riguardare un'entità economica che possieda autonomia funzionale e sia preesistente alla cessione stessa. Nel caso specifico, il ramo trasferito non era in grado di operare autonomamente sul mercato senza il supporto determinante della società cedente, rendendo l'operazione illegittima e inefficace nei confronti dei lavoratori trasferiti.
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Autonomia funzionale: Cassazione su cessione di ramo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17205/2025, ha annullato la decisione della Corte d'Appello in un caso di cessione di ramo d'azienda relativo al settore del recupero crediti. La Suprema Corte ha ribadito che il requisito dell'autonomia funzionale del ramo ceduto deve preesistere al trasferimento e non può essere creato successivamente tramite contratti di servizio con la società cedente. La mancanza di tale autonomia, dimostrata dalla dipendenza del ramo ceduto dalle strutture di supporto tecnico e amministrativo rimaste alla cedente, rende inapplicabile l'art. 2112 c.c. e invalida il trasferimento nei confronti dei lavoratori.
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Decadenza Somministrazione: no per differenze retributive
Un lavoratore in somministrazione per anni ha rivendicato differenze retributive basate sull'anzianità maturata, senza impugnare i contratti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza somministrazione, un termine perentorio, non si applica in questi casi. La richiesta, fondata sul principio di parità di trattamento e non sulla costituzione di un nuovo rapporto di lavoro, è stata ritenuta legittima. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una decisione nel merito.
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Trasferimento d’azienda: no con solo personale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cambio appalto, il semplice subentro di una nuova impresa che assume il personale della precedente non configura un trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. Un lavoratore non può quindi agire esecutivamente contro la nuova azienda sulla base di un titolo ottenuto verso la vecchia datrice di lavoro. Per aversi un vero trasferimento d'azienda, è necessario il passaggio di beni strumentali significativi che conservino la loro identità organizzativa.
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Codatorialità: la guida completa della Cassazione
Un dirigente agiva contro tre società di un gruppo, sostenendo l'esistenza di un unico rapporto di lavoro (codatorialità). La Corte d'Appello aveva riconosciuto questa situazione. La Corte di Cassazione, pur confermando il principio di codatorialità, ha accolto il ricorso delle aziende, chiarendo che essa comporta un'obbligazione solidale e non un cumulo di retribuzioni o tutele. La sentenza impugnata è stata cassata perché aveva erroneamente derivato un'obbligazione autonoma a carico di una delle società, invece di applicare correttamente il principio della solidarietà passiva tra i co-datori di lavoro.
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Danno comunitario: no a contratto singolo e breve
La Corte di Cassazione ha stabilito che il risarcimento forfettario per danno comunitario non si applica all'illegittimità di un singolo e breve contratto di collaborazione occasionale stipulato con una società a partecipazione pubblica. La Corte ha chiarito che tale sanzione è prevista solo per l'abusiva reiterazione di contratti a termine, non per un unico episodio. Di conseguenza, pur confermando l'impossibilità di convertire il rapporto in un impiego a tempo indeterminato per la natura pubblica del datore di lavoro, ha annullato la condanna al risarcimento precedentemente disposta dalla Corte d'Appello.
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Giudicato penale: efficacia nel processo tributario
Una società impugna un accertamento fiscale basato su operazioni ritenute inesistenti. Durante il processo in Cassazione, entra in vigore una nuova legge che rafforza l'efficacia del giudicato penale assolutorio nel processo tributario. Poiché il legale rappresentante della società è stato assolto in sede penale per gli stessi fatti, la Corte si interroga sull'applicazione della nuova norma. A causa di complessi dubbi interpretativi, già sollevati in altri casi, la Corte sospende la decisione in attesa di un pronunciamento delle Sezioni Unite, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Cessione ramo d’azienda: autonomia funzionale è cruciale
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di una cessione ramo d'azienda nel settore recupero crediti, poiché il ramo trasferito non possedeva la necessaria autonomia funzionale preesistente rispetto all'azienda cedente. La Corte ha stabilito che una semplice esternalizzazione di personale, priva di un'entità economica organizzata e autosufficiente, non costituisce una valida cessione ai sensi della legge, rendendo inefficace il trasferimento dei contratti di lavoro.
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Gestione separata avvocati: prescrizione e reddito
Un ente previdenziale ha citato in giudizio un avvocato per contributi non versati alla Gestione separata per il 2011. Le corti di merito hanno respinto la richiesta, sia perché prescritta, sia perché il reddito del professionista era inferiore a 5.000 euro. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo un punto cruciale sulla prescrizione: la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce 'doloso occultamento' del debito e, pertanto, non sospende i termini di prescrizione. Questa pronuncia è fondamentale per la categoria della Gestione separata avvocati.
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Codatorialità: la guida completa della Cassazione
Un dirigente, formalmente assunto da una società ma di fatto operante per l'intero gruppo aziendale, ha visto riconosciuta la situazione di codatorialità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che la codatorialità implica un unico rapporto di lavoro con una pluralità di datori, i quali sono responsabili in solido per le obbligazioni. Tuttavia, ciò non dà diritto al lavoratore di ricevere più retribuzioni. Inoltre, il licenziamento intimato dal solo datore di lavoro formale è stato ritenuto efficace per l'intero rapporto, in assenza di un'impugnazione rivolta a tutti i co-datori. La Corte ha quindi respinto le richieste del lavoratore di una retribuzione aggiuntiva e di prosecuzione del rapporto con le altre società del gruppo.
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Efficacia giudicato penale tributario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso in materia fiscale. Il caso riguarda l'efficacia del giudicato penale tributario a seguito di una nuova legge (art. 21-bis, D.Lgs. 74/2000) che rende vincolante l'assoluzione penale nel processo tributario. A causa di dubbi interpretativi sulla portata e l'applicazione della nuova norma, la Corte ha ritenuto necessario attendere il pronunciamento delle Sezioni Unite, cui è stata rimessa una questione analoga, prima di decidere nel merito.
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Conversione contratto di collaborazione: fine contesa
Una società ricorre in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva disposto la conversione di un contratto di collaborazione in rapporto di lavoro subordinato, a causa della mancanza di uno specifico progetto. Tra i motivi di ricorso, l'azienda contestava la decorrenza del rapporto da una data anteriore alla sua stessa costituzione. La Suprema Corte, tuttavia, non ha deciso nel merito, dichiarando cessata la materia del contendere in seguito a un accordo transattivo raggiunto tra le parti e alla conseguente rinuncia al ricorso.
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