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D.Lgs. 198/2003

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Adozione coppia omogenitoriale: via libera dalla Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune italiano contro la decisione della Corte d'Appello di trascrivere una sentenza spagnola. Tale sentenza riconosceva l'adozione piena di due minori, cittadini italiani, da parte della partner della loro madre biologica, con cui era unita in matrimonio all'estero. I minori erano nati da procreazione medicalmente assistita. La Corte ha stabilito che la competenza spetta alla Corte d'Appello e che il riconoscimento di tale adozione da coppia omogenitoriale non è contrario all'ordine pubblico, poiché prevale il 'best interest of the child', ovvero il superiore interesse del minore a mantenere la stabilità dei legami familiari già consolidati.
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Protezione speciale: sì alla domanda reiterata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23027/2023, ha stabilito che una domanda di protezione internazionale reiterata è ammissibile anche se fondata esclusivamente su nuovi elementi relativi alla protezione speciale. Il caso riguardava un cittadino straniero la cui seconda richiesta, basata su problemi di salute e integrazione sociale, era stata dichiarata inammissibile dal Tribunale. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che il giudice deve esaminare nel merito il diritto soggettivo alla protezione, non potendosi limitare a una valutazione di legittimità dell'atto amministrativo che ha negato la richiesta.
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Comunione de residuo: i crediti non riscossi
Una donna citava in giudizio l'ex coniuge per ottenere la sua quota del 50% su somme prelevate da conti comuni, sul TFR percepito dal marito e su compensi professionali maturati da quest'ultimo. La Corte d'Appello respingeva tutte le domande, ritenendo prescritti i crediti relativi ai prelievi e al TFR, e infondata la pretesa sui compensi professionali poiché non ancora riscossi al momento dello scioglimento della comunione. La Corte di Cassazione, intervenendo sulla questione, ha accolto parzialmente il ricorso della donna. Ha stabilito un principio fondamentale sulla comunione de residuo: i proventi dell'attività separata di un coniuge, come i crediti professionali, rientrano nella comunione al momento del suo scioglimento, anche se non sono stati ancora materialmente percepiti e non sono ancora esigibili. Pertanto, ha cassato la sentenza d'appello su questo punto, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Assegno divorzile: no alla revoca per fatti noti
Un ex-marito ha chiesto la revoca dell'assegno divorzile a favore dell'ex-moglie, motivandola con la stabile convivenza di quest'ultima con un nuovo partner. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la modifica delle condizioni di divorzio è possibile solo per fatti nuovi, sopravvenuti dopo la sentenza. Poiché la convivenza era una circostanza già nota e considerata dalle parti nel loro accordo di divorzio del 2014, non può essere usata come motivazione per la revoca dell'assegno. La decisione sottolinea la stabilità degli accordi presi in sede di divorzio.
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Mantenimento figlio maggiorenne: non rinasce il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2344/2023, ha stabilito che il diritto al mantenimento del figlio maggiorenne, una volta cessato per raggiunta autosufficienza economica, non può risorgere in caso di successivo peggioramento delle condizioni economiche. In tale ipotesi, potrebbe sorgere un diverso diritto all'assegno alimentare. La Corte ha inoltre precisato che il figlio maggiorenne non può impugnare autonomamente la decisione sulla revoca dell'assegnazione della casa coniugale se il genitore assegnatario non lo fa, potendo intervenire solo in via adesiva.
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Spese processuali: la Cassazione sul reclamo provvisorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19286/2023, ha stabilito che la Corte d'Appello, nel decidere un reclamo contro un provvedimento provvisorio emesso in una causa di divorzio, non può liquidare le spese processuali di quella fase. Tale decisione spetta al tribunale con la sentenza definitiva che conclude il giudizio. Il ricorso straordinario è stato ritenuto ammissibile solo per impugnare la statuizione illegittima sulle spese, in quanto idonea a formare cosa giudicata.
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Riconoscimento provvedimento straniero: sì dalla Corte
La Corte d'Appello di Venezia ha accolto la richiesta di due genitori per il riconoscimento di un provvedimento di tutela emesso da un tribunale statunitense a favore della figlia maggiorenne incapace. Il Comune si era opposto, ma la Corte ha chiarito che il riconoscimento provvedimento straniero di nomina del tutore è un atto distinto dalla successiva autorizzazione a compiere specifici atti in Italia, affermando la compatibilità dell'istituto statunitense con l'ordine pubblico italiano.
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