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D.Lgs. 182/1997

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97 provvedimenti

Quota B pensione spettacolo: il massimale si applica
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale contro la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'applicazione del massimale pensionabile sulla cosiddetta "Quota B" per un lavoratore dello spettacolo. La Suprema Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, affermando che il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile deve essere applicato. Inoltre, ha precisato che in caso di richiesta di ricalcolo, la decadenza triennale si applica solo agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale, senza intaccare il diritto alla pensione stessa.
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Pensioni spettacolo: il massimale si applica?
Un lavoratore dello spettacolo ottiene la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del massimale di retribuzione. L'ente previdenziale ricorre in Cassazione, che accoglie il ricorso. La Suprema Corte afferma che per le pensioni spettacolo il tetto massimo di retribuzione giornaliera si applica anche alla quota maturata dopo il 1992 ("quota B"), considerandolo un elemento coessenziale del regime speciale e di favore previsto per la categoria. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Massimale pensionabile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla "quota B" della pensione, maturata dopo il 1992. La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito, affermando che tale limite non è mai stato abrogato e risulta coessenziale per l'equilibrio del sistema previdenziale, cassando la sentenza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'Appello.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo deve essere applicato anche alla "quota B" della pensione, relativa alle anzianità maturate dopo il 1992. Questa ordinanza ribalta la decisione della Corte d'Appello, affermando che il limite alla retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, non è stato abrogato ed è parte integrante di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per i lavoratori del settore.
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Pensione spettacolo: la Cassazione sui limiti
Un lavoratore del settore dello spettacolo aveva ottenuto in appello la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del massimale pensionabile. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito due principi fondamentali: primo, si applica il termine di decadenza triennale alle azioni di riliquidazione anche per le pensioni liquidate prima del 2011, con decorrenza dall'entrata in vigore della legge; secondo, il massimale pensionabile giornaliero deve essere applicato anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione spettacolo. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Contributi lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi per i lavoratori dello spettacolo sussiste anche per prestazioni occasionali e non esclusive. L'ordinanza chiarisce che l'appartenenza a una delle categorie professionali previste dalla legge è il fattore determinante. Inoltre, ha confermato che l'esenzione contributiva per i compensi legati ai diritti d'immagine è limitata a una quota forfettaria del 40% del totale percepito, respingendo la richiesta di un'esclusione totale dalla base imponibile. Il ricorso di una società di management artistico contro l'ente previdenziale è stato quindi rigettato.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8487/2025, ha riformato una decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo deve rispettare il massimale pensionabile giornaliero. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, affermando sia l'applicabilità del termine di decadenza triennale per le azioni di riliquidazione, sia la vigenza del tetto retributivo per la determinazione della cosiddetta 'quota B' della pensione. Questo ribalta le sentenze di merito che avevano dato ragione a un lavoratore, il quale chiedeva un ricalcolo basato sulla retribuzione effettiva e non su quella ridotta al limite di legge.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto si applica
In un caso riguardante la pensione lavoratori spettacolo, l'ente previdenziale ha impugnato una sentenza di secondo grado che escludeva un tetto salariale storico dal calcolo della pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale sulla retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, è ancora in vigore e deve essere applicato nel calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, ribaltando così la decisione della Corte d'Appello.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo si applica ancora al calcolo della "quota B" della pensione per i lavoratori ex Enpals. L'ordinanza ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tale limite, riaffermando un orientamento consolidato secondo cui la normativa non è stata abrogata e non viola principi costituzionali, nonostante la differenza tra contributi versati e retribuzione pensionabile.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore del settore spettacolo aveva ottenuto in Appello la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del cosiddetto massimale pensionabile. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso e la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha confermato la piena vigenza del limite massimo di retribuzione giornaliera (massimale pensionabile spettacolo) anche per il calcolo della "quota B" della pensione. La Corte ha ribadito che tale limite non è mai stato abrogato e non contrasta con i principi costituzionali, in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il tetto massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa speciale. L'ente previdenziale ha visto accolto il suo ricorso contro la decisione della Corte d'Appello che aveva disapplicato tale limite, riaffermando la validità di un sistema previdenziale specifico e complessivamente favorevole per la categoria.
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Pensione spettacolo quota B: il massimale è valido
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto la rideterminazione della sua pensione, sostenendo che il massimale di retribuzione per il calcolo della "quota B" non fosse più applicabile. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il limite massimo alla retribuzione giornaliera pensionabile per la pensione spettacolo quota B è ancora pienamente in vigore. La Corte ha motivato che tale limite, mai abrogato, è una componente legittima di un sistema previdenziale speciale complessivamente più favorevole per gli iscritti rispetto a quello generale.
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Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che escludeva il tetto massimo per il calcolo pensionistico di una lavoratrice dello spettacolo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile si applica anche alla 'Quota B' della pensione, maturata dopo il 1999. La decisione si allinea a una giurisprudenza consolidata, confermando che la normativa speciale per questa categoria, pur prevedendo un tetto, non è stata abrogata e non viola i principi costituzionali.
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Massimale pensionabile: la Cassazione decide sul tetto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile giornaliero si applica anche al calcolo della "Quota B" della pensione per i lavoratori dello spettacolo. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. La sentenza ribadisce un orientamento consolidato, affermando che il tetto retributivo non è stato abrogato e contribuisce a bilanciare un sistema pensionistico altrimenti molto favorevole per la categoria.
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Massimale pensionabile: la Cassazione e la Quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite massimo alla retribuzione giornaliera, noto come massimale pensionabile, si applica anche al calcolo della cosiddetta "Quota B" delle pensioni per i lavoratori dello spettacolo. Accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale, la Corte ha annullato la precedente decisione della Corte d'Appello, affermando che tale limite non è mai stato abrogato e serve a garantire l'equilibrio del sistema. La Corte ha rigettato sia l'eccezione di giudicato interno che il ricorso incidentale della pensionata.
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Massimale pensionabile: il limite per la pensione
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha contestato l'applicazione di un tetto massimo nel calcolo della sua pensione. La Corte d'Appello gli aveva dato parzialmente ragione, ma l'ente previdenziale ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il cosiddetto massimale pensionabile si applica anche alla porzione di pensione maturata dopo il 1993 (Quota B). La Corte ha chiarito che questo limite non è mai stato abrogato e serve a garantire l'equilibrio del sistema previdenziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Annualità contributiva: no alla compensazione tra anni
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di annualità contributiva per i lavoratori dello spettacolo. Con un'ordinanza recente, ha accolto il ricorso di un ente previdenziale contro la decisione di una Corte d'Appello che permetteva a un lavoratore di aggregare i contributi versati in eccesso in alcuni anni per coprire le carenze di altri, al fine di raggiungere il diritto alla pensione. La Suprema Corte ha chiarito che i contributi giornalieri sono inscindibilmente legati all'anno solare in cui vengono versati e non possono essere liberamente 'spostati' per compensare periodi con contribuzione insufficiente, salvo espressa previsione di legge, che in questo settore manca.
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