La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo. La questione centrale era se il vecchio limite massimo sulla retribuzione giornaliera, introdotto nel 1971, fosse ancora valido per i contributi versati dopo il 1992 (la cosiddetta 'Quota B'). La Corte ha stabilito che il massimale pensione lavoratori spettacolo è ancora pienamente in vigore. Secondo i giudici, le leggi successive non lo hanno cancellato, neanche implicitamente. Questo tetto è considerato una parte essenziale di un sistema previdenziale che, nel suo complesso, offre condizioni di accesso e importi più vantaggiosi rispetto alla generalità dei lavoratori. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha applicato correttamente il limite e vince la causa.
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