La vicenda riguarda un cittadino accusato del reato di falsità ideologica in atto pubblico per aver reso dichiarazioni mendaci in una dichiarazione sostitutiva presentata nell'agosto 2014. Dopo una prima assoluzione, la Corte di Appello ha riformato la decisione condannando l'imputato. Quest'ultimo ha presentato ricorso in Cassazione contestando errori nell'applicazione delle norme sulle autocertificazioni e vizi di motivazione, chiedendo in subordine la declaratoria di estinzione del reato. I giudici di legittimità hanno accertato la validità formale dell'impugnazione e verificato il decorso del termine massimo previsto dalla legge. Di conseguenza, la Suprema Corte ha disposto l'annullamento della condanna senza rinvio perché il reato contestato è estinto per intervenuta prescrizione.
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