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D.Lgs. 150/2011 — Anno 2023

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346 provvedimenti

Altri anni per D.Lgs. 150/2011

Prova presuntiva: la valutazione deve essere globale
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva assolto un promotore finanziario dall'accusa di insider trading. L'errore del giudice di secondo grado è stato quello di analizzare gli indizi in modo frammentato e isolato (valutazione parcellizzata), anziché compiere una valutazione globale e complessiva come richiesto dalla legge sulla prova presuntiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che segua il corretto iter logico-giuridico.
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Sanzioni amministrative cave: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle sanzioni amministrative cave inflitte a una società per aver superato i limiti di scavo. L'ordinanza chiarisce che il superamento dei confini spaziali (perimetro e profondità) costituisce una violazione, indipendentemente dalla quantità totale di materiale estratto. La Corte ha respinto il ricorso della società, validando le misurazioni dell'ente provinciale e confermando che il verbale di accertamento costituisce prova sufficiente della violazione.
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Indennità di esproprio: responsabilità dell’ente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2348/2023, ha stabilito che l'ente pubblico committente di un'opera rimane il soggetto responsabile per il pagamento della corretta indennità di esproprio, anche quando delega le procedure a un contraente generale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la decisione di merito che aveva aumentato l'indennizzo dovuto ai proprietari di un terreno espropriato per la costruzione di una strada. È stato inoltre chiarito che la riduzione del 25% dell'indennità non si applica automaticamente alle opere pubbliche e che i vincoli di inedificabilità su parti del terreno non ne diminuiscono necessariamente il valore complessivo se la cubatura edificabile può essere comunque sfruttata.
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Patrocinio a spese dello Stato: retroattività garantita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1375/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di patrocinio a spese dello Stato. Se un'istanza di ammissione viene inizialmente respinta e poi ripresentata con le stesse motivazioni e accolta, gli effetti del beneficio devono essere retroattivi e decorrere dalla data della prima domanda. La Corte ha cassato la decisione di un Tribunale che aveva limitato la liquidazione dei compensi legali solo alle fasi successive alla seconda istanza, sottolineando che il diritto alla difesa del non abbiente non può essere pregiudicato da un errore iniziale del Consiglio dell'Ordine o da lungaggini burocratiche. Viene inoltre ribadito il dovere del giudice di acquisire d'ufficio i documenti necessari per decidere con piena cognizione di causa.
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Usucapione fondo rustico: ricorso inammissibile
Un soggetto ha richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno agricolo per usucapione, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nella mancata dimostrazione del 'possesso' necessario per l'usucapione, poiché l'individuo aveva iniziato a occupare il fondo come semplice detentore, riconoscendo la proprietà altrui, senza mai provare un successivo mutamento della sua condizione in possessore. L'impugnazione è stata giudicata un tentativo non consentito di riesaminare le prove e i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Impugnazione rigetto patrocinio: le regole penali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26530/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso il rigetto di un'istanza di patrocinio a spese dello Stato. Il motivo dell'impugnazione rigetto patrocinio era stato presentato telematicamente presso la cancelleria civile, anziché seguire le forme previste dal codice di procedura penale. La Corte ha ribadito che, data l'accessorietà della questione al procedimento penale principale, l'impugnazione deve rispettare le regole procedurali penali, rendendo inefficace il deposito secondo le modalità civili.
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